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2 Marzo 2018

Digestato da biogas: ambiguitą normativa rende scusabile errore PA

(Filippo Franchetto)

La presenza di una disposizione regolamentare "obiettivamente ambigua" giustifica il comportamento dell'Amministrazione pubblica che abbia adottato un atto rivelatosi illegittimo.

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1116 del 22 febbraio 2018, ha ribaltato una sentenza del Tar che aveva condannato Provincia di Perugia e Regione Umbria al risarcimento danni (per "lucro cessante" e "danno emergente") nei confronti di una cooperativa titolare di un impianto di produzione di energia alimentato da biogas.

La condanna del Tar si basava sulla "inescusabilità" dell’errore interpretativo dell’Amministrazione pubblica rispetto a quanto prevede la norma regionale (regolamento regionale 4 maggio 2011 n. 4) in merito alla classificazione – come sottoprodotto oppure come rifiuto – del digestato prodotto dall’impianto.

I Giudici del Consiglio di Stato osservano però come la specifica disposizione regionale presenti un'effettiva ambiguità, nel contesto di una normativa di settore peraltro già gravata – sia a livello nazionale che regionale - da complessità e incertezze interpretative. E' stato quindi accolto il ricorso di Regione e Provincia, dando così continuità all'orientamento giurisprudenziale consolidato "secondo cui l'oscurità e l'incertezza del contenuto precettivo delle disposizioni da applicare (le quali nella specie appaiono evidenti al di là di ogni ragionevole dubbio) rendono scusabile il comportamento della Pubblica amministrazione che abbia adottato un atto illegittimo".

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