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13 Marzo 2018

Decreto rinnovabili elettriche, la posizione del coordinamento FREE

(Redazione Nextville)

Dal coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) arrivano alcuni suggerimenti e proposte di modifica ad una bozza di decreto che non convince gli operatori del settore.

Il testo che sta circolando in questi giorni, relativo all'incentivazione delle rinnovabili elettriche per il triennio 2018-2020, ha davanti a sé ancora un lungo iter prima dell'approvazione definitiva. Mancano infatti il concerto col Ministero dell'ambiente, il parere di Arera, quello della Conferenza unificata e infine il via libera della Commissione europea.

Tenendo conto del lungo cammino (che renderà il provvedimento operativo non prima di metà 2018), il coordinamento FREE in un comunicato stampa di ieri 12 marzo propone in via preliminare che:

• si metta tempestivamente a punto un decreto relativo a quelle fonti/tecnologie escluse dall'attuale bozza: biomasse, biogas, eolico off-shore, geotermia innovativa, solare termodinamico;

• si facciano aste separate per eolico e fotovoltaico, sulla base di quote di potenza assegnata alla singola tecnologia, per consentire una programmazione degli investimenti in grado di portare ad una ulteriore riduzione dei costi;

• le tariffe a base d'asta per l'eolico indicate nel testo consentano la realizzazione dei contingenti indicati, utilizzando aerogeneratori di ultima generazione;

• le misure per i rifacimenti totali o parziali si applichino anche agli impianti che non hanno aderito allo spalma-incentivi;

• la priorità per impianti realizzati su discariche, cave, ecc. sia condizionata a preventive operazioni di bonifica e sia estesa anche a impianti installati su coperture che contengano amianto, purché i proponenti si impegnino alla sua rimozione, avvalendosi delle misure di incentivazione previste dalla vigente legislazione per la rimozione dell'amianto;

• vengano meglio chiariti i criteri per la partecipazione degli impianti ubicati in Stati membri, partecipazione che deve comunque sottostare ad un accordo di libero scambio;

• venga modificata la normativa esistente, sostituendo all'esclusione delle aree agricole dall'accesso agli incentivi criteri che impediscano insediamenti in contrasto con le esigenze della produzione agricola.

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