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13 Aprile 2018

Sistema energetico italiano: consumi in aumento e prezzi in discesa

(Redazione Nextville)

Nel 2017 si registrato un aumento dei consumi finali di energia (+1,3% rispetto al 2016), a fronte di un leggero calo delle emissioni di anidride carbonica (-0,5%). In discesa i prezzi di gas e energia elettrica.

L'Analisi trimestrale del sistema energetico italiano, a cura dell'ENEA, prende in esame i dati del 4° trimestre 2017 e fa il punto sull'intero anno trascorso. Il gas naturale con una quota del 36,5% rimane la prima fonte energetica nel mix nazionale, segnando un +6% rispetto all'anno precedente e registrando prezzi in calo per tutte le fasce di consumo. Segue il petrolio, che contribuisce con meno del 34% al mix energetico (-1% sul 2016 e -10% rispetto a dieci anni fa); pesante calo anche per il carbone (-12% sul 2016), che ora ha una quota di solo il 6%.

Le rinnovabili invece raggiungono nel 2017 una quota del 19% nel mix energetico, con una crescita dell'8% di eolico e solare, che è andata a compensare il forte calo dell'idroelettrico (-14%). Percentuali che consentono al nostro paese di rimanere al di sopra del target Ue del 17% al 2020, anche se – secondo l'analisi dell’ENEA – non rappresentano una base sufficientemente solida per raggiungere l'obiettivo del 28% al 2030.

Va inoltre segnalato un calo dell'8%, rispetto al 2016, dell'indice ENEA ISPRED, che misura il sistema energetico nazionale sulla base di tre elementi: sicurezza energetica, prezzi e decarbonizzazione. Il calo è in gran parte imputabile al peggioramento della componente "decarbonizzazione" dell’ISPRED; nonostante la leggera diminuzione registrata per il secondo anno di fila, le emissioni di CO2 non stanno calando in misura coerente con gli obiettivi al 2030. Male anche la componente "sicurezza energetica" dell’ISPRED, con un -6% rispetto ad un anno fa, a causa dei peggioramenti degli indici relativi alla sicurezza del sistema elettrico (-9%) e del sistema del gas naturale (-20%). In particolare – rileva l'ENEA - i problemi del parco nucleare francese e la contemporanea impennata della domanda di gas all'inizio del 2017 hanno evidenziato che, in caso di combinazione di eventi estremi (picchi di freddo, interruzioni delle forniture, criticità nei mercati confinanti), potrebbero verificarsi seri problemi di adeguatezza. Significativi miglioramenti, invece, si sono registrati nelle componenti dell'indice ISPRED relative ai prezzi dell’energia elettrica (+17%) e del gas naturale (+6%), mentre è peggiorato l'indice relativo al costo del gasolio (-25%).

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