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16 Maggio 2018

Il Costa Rica verso il bando completo dei combustibili fossili

(Filippo Franchetto)

Il nuovo presidente della Costa Rica ha annunciato un piano per vietare i combustibili fossili e diventare il primo paese al mondo completamente decarbonizzato.

L'obiettivo è quello di eliminare l'impiego di combustibili fossili (diesel e benzina) dai trasporti entro il 2021, in concomitanza con i festeggiamenti per il 200° anno dell'indipendenza costaricana.

"La decarbonizzazione è il grande impegno della nostra generazione e il Costa Rica deve essere uno dei primi paesi al mondo a realizzarlo, se non il primo", ha affermato la scorsa settimana il neopresidente Carlos Alvarado durante il discorso di inaugurazione del suo mandato.

Il Costa Rica già oggi ricava oltre il 99% dell'energia elettrica utilizzando fonti rinnovabili, ma raggiungere risultati analoghi anche nel settore dei trasporti sarà una sfida assai impegnativa. I trasporti, infatti, rappresentano la principale fonte di emissioni climalteranti del piccolo paese centroamericano. Senza contare che l'inefficienza cronica del sistema pubblico di trasporti ha portato in questi anni ad un drastico aumento della domanda di veicoli privati.

Secondo Jose Daniel Lara, ricercatore costaricano presso l'Università di Berkeley, il piano di una completa eliminazione dei combustibili fossili in un così breve lasso di tempo è probabilmente irrealistico, ma serve comunque a gettare le basi per accelerare il raggiungimento di tale obiettivo in un prossimo futuro. Si tratterebbe dunque di una proposta che va considerata "più per il suo valore simbolico che per la sua precisione tecnica".

Anche secondo l'economista Monica Araya, esperta di sostenibilità e direttrice della Costa Rica Limpia (un'associazione che promuove le energie rinnovabili e il trasporto elettrico), il fatto che un paese già svezzato dai combustibili fossili concentri tutte le proprie forze sull'impegno a decarbonizzare anche il settore dei trasporti invierebbe un messaggio molto potente al resto del mondo.

Al momento appare difficile fare previsioni su quel che davvero potrà essere attuato entro il 2021. Certo è che l'impegno del Costa Rica sembra essere facilitato dall'assenza di una seria opposizione al piano del presidente Carlos Alvarado, in parte anche perché il paese è privo di una significativa industria petrolifera che potrebbe sentirsi potenzialmente minacciata.

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