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12 Giugno 2018

Obiettivi Ue pi¨ ambiziosi per Italia e Spagna, ma la Germania frena

(Maria Antonietta Giffoni)

╚ in corso il Consiglio dei Ministri dell'energia Ue che dovrÓ trovare una posizione comune su tre dei provvedimenti del Pacchetto Energia pulita: la direttiva sulle energie rinnovabili, quella sulla governance dell'Ue e quella sull'efficienza energetica.

Il nodo più spinoso sembra essere legato ai futuri obiettivi per le rinnovabili al 2030. Il Consiglio si era già espresso per un obiettivo vincolante del 27%. Una posizione in contrasto con quella del Parlamento Ue, secondo cui la quota di energie rinnovabili deve essere pari al 35% del mix energetico totale. Ricordiamo che la proposta della Commissione, contenuta nel Pacchetto energia pulita, è del 30%.

Nel corso delle trattative con il Parlamento europeo, il Consiglio pare abbia presentato due opzioni: 30-31% o 32-33%, ciascuna con specifiche condizioni. Nel frattempo il Parlamento ha presentato una controfferta del 34%, un punto percentuale in meno della sua posizione ufficiale del 35%.

A questa disparità di vedute tra Consiglio, Parlamento e Commissione Ue, si aggiungono ora quelle interne al Consiglio stesso. Il cambio di Governo in Spagna e Italia ha modificato l'assetto originario, con i due Paesi che puntano al 35%.

È di ieri, infatti, la dichiarazione del Ministro dello Sviluppo economico, Luigi di Maio, secondo cui "l'Italia deve puntare sulle energie rinnovabili come motore per il futuro della sua economia. Per questo in Consiglio abbiamo ribadito la nostra linea, più ambiziosa rispetto al passato, in merito alle proposte di Direttiva del Parlamento Europeo sull'efficienza energetica e sulla Direttiva per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. La conclusione del Parlamento europeo, che chiede di fissare un obiettivo vincolante pari al 35% sia per la prima, sia per la seconda, è la strada giusta".

Non è dello stesso parere la Germania, il cui ministro dell'energia, Peter Altmaier, ha dichiarato che sosterrà "solo obiettivi responsabili, ma raggiungibili".

Da qui l'appello di alcune associazioni di categoria, tra cui WindEurope: l'amministratore delegato Dickson - parlando a un evento organizzato a Berlino dall'European Energy Exchange (EEX) - ha invitato il governo tedesco a schierarsi con gli altri governi europei progressisti - Spagna, Svezia, Portogallo e Lituania - e ad assicurare un risultato positivo sull'obiettivo per l'energia rinnovabile al 2030.

Il 13 giugno il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'Ue si incontreranno per l'ultima volta per arrivare a una decisione finale. L'augurio è che l'appello venga accolto.

Vi terremo informati.

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