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9 Ottobre 2018

Autorizzazione paesaggistica, precisazioni sul silenzio-assenso

(Maria Antonietta Giffoni)

Se la Sopraintendenza non si esprime sul rilascio dell'autorizzazione paesaggistica perchè assente, il suo silenzio-assenso non può superare il parere negativo formulato dall'autorità procedente (Comune, Regione, ecc.).

Lo ha precisato il Ministero dei beni culturali nella Nota del 27 settembre 2018, prot. n. 23231, redatta in risposta a un quesito posto da un Comune del Lazio.

Nella fattispecie, il Comune chiedeva se la mancata partecipazione del Ministero alle conferenze di servizi, qualificandosi quale "assenza­ assenso", potesse superare il parere negativo al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica formulato dal Comune stesso.

Secondo il Ministero, l'istituto giuridico del silenzio-assenso (articolo 17-bis della legge 241/1990), all'interno del procedimento di autorizzazione paesaggistica (articolo 146 del Dlgs 42/2004), è limitato "alla sola ipotesi di proposta positiva da parte dell'amministrazione procedente", nel caso specifico il Comune.

Se, invece, il Comune esprime un parere negativo, il silenzio-assenso della Sopraintendenza si allinea al parere del Comune e non lo supera. Si configura, quindi, come "assenso" alla posizione negativa del Comune.

La nota aggiunge che tale principio resta valido anche se il procedimento di autorizzazione si svolge attraverso la Conferenza di servizi: "l'eventuale assenza della Sopraintendenza in Conferenza di servizi non può certo mutare in senso favorevole il diniego all'autorizzazione paesaggistica espresso dal Comune (o dalla Regione)", in specie se il diniego alla realizzazione dell'opera è stato espresso a causa della sua difformità con le prescrizioni contenute nel Piano paesaggistico regionale.

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