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21 Novembre 2018

Spalma incentivi, la parola passa alla Corte di Giustizia Ue

(Filippo Franchetto)

Il Tribunale amministrativo del Lazio rimette alla Corte di giustizia dell'Unione europea la controversia riguardante la rimodulazione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici sopra i 200 kW, conosciuta anche come "Spalma incentivi".

Con Ordinanza n. 11206 del 20 novembre 2018, i giudici amministrativi ritengono che l'intervento del legislatore nazionale (articolo 26, commi 2 e 3 del Dl n. 91/2014, convertito dalla legge 116/2014) potrebbe essere "in contrasto con alcuni principi generali dell'ordinamento dell'Unione europea", tra cui quelli del legittimo affidamento e della certezza del diritto. Con lo "Spalma incentivi", infatti, il legislatore aveva "modificato unilateralmente le condizioni giuridiche sulle cui basi le imprese ricorrenti avevano impostato la propria attività economica".


Nell'Ordinanza, inoltre, viene ricordato che già nel 2015 il medesimo Tar Lazio aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dello "Spalma incentivi" innanzi alla Corte costituzionale italiana, la quale con sentenza n. 16/2017 l'aveva dichiarata non fondata. Ora però il Tribunale, ritenendo "irrisolti alcuni profili non oggetto della sentenza del Giudice costituzionale", reputa necessario "ottenere una pronuncia della Corte di giustizia sulla compatibilità delle descritte previsioni nazionali con il diritto europeo".

I giudici amministrativi hanno quindi rimesso la controversia alla Corte di giustizia dell’Unione europea, mettendo così in stand-by il processo fino alla definizione del giudizio sulla questione pregiudiziale.

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