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22 Novembre 2018

Decreto incentivi FER, ecco il parere dell’Arera

(Filippo Franchetto)

Oggi sul sito dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente è stato pubblicato il parere (n. 591/2018/I/efr del 20 novembre 2018) sullo schema di decreto relativo all’incentivazione delle fonti rinnovabili elettriche.

Un decreto che, come sottolinea l’Arera, "in considerazione della dimensione dei contingenti relativamente contenuta", non può che rappresentare soltanto uno degli strumenti necessari al raggiungimento degli "sfidanti obiettivi al 2030 in materia di incidenza percentuale del consumo finale coperto dalle fonti rinnovabili".

L’Autorità mostra di condividere la revisione al ribasso (rispetto al precedente decreto ministeriale), da 500 kW a 100 kW, della soglia al di sotto della quale l’energia elettrica immessa viene commercialmente ritirata dal GSE, anziché rimanere nella titolarità del produttore. Piena condivisione, inoltre, anche per l’estensione dell’allocazione degli incentivi attraverso aste competitive, con riduzione della taglia minima di ammissione da 5 MW a 1 MW.

L’Arera, inoltre, ritiene opportuno che i contingenti (sia per le aste che per i registri), siano differenziati non solo per fonte "ma eventualmente anche per area geografica, al fine di tenere conto delle caratteristiche della rete e del sistema elettrico". Infatti, la possibilità di conoscere ex ante come gli impianti di produzione vengano dislocati sul territorio consentirebbe di "valutare il conseguente impatto sui mercati, sul dispacciamento e sulle reti elettriche, al fine di poter intervenire con tempistiche adeguate nell’implementare logiche di gestione finalizzate a massimizzare la penetrazione della generazione da fonti rinnovabili minimizzando al contempo i costi sistemici".

Decise perplessità, invece, vengono espresse riguardo le previsioni del decreto riguardanti i contratti di lungo termine o Power Purchase Agreement (PPA); i dubbi dell’Autorità riguardano soprattutto la piattaforma per i contratti a lungo termine per le fonti rinnovabili. Pur trattandosi di uno strumento utile che potrebbe contribuire allo sviluppo delle FER, secondo l’Autorità "la stipula di contratti di lungo termine comporta rischi rilevanti legati principalmente agli andamenti dei prezzi di mercato nel lungo termine, a loro volta influenzati non solo dalle dinamiche di mercato ma anche da scelte rilevanti di carattere regolamentare (…) difficilmente sopportabili dagli operatori, (…)". L'Autorità suggerisce quindi di rinviare a un successivo provvedimento le disposizioni relative ai PPA, "al fine di definirne le specificità nel modo più efficace in funzione degli obiettivi che si intende perseguire".

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