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2 Gennaio 2019

Ecobonus, chiarimenti dall'Agenzia delle entrate

(Maria Antonietta Giffoni)

L'errata comunicazione all'Enea dei dati catastali dell'immobile oggetto degli interventi di riqualificazione energetica non fa decadere il diritto ad accedere alle detrazioni fiscali, se gli stessi dati si possono desumere dalla sua ubicazione.

Lo ha precisato l'Agenzia delle entrate nella Risposta del 28 dicembre 2018, n. 163, con cui ha fornito dei chiarimenti a un contribuente che chiedeva se fosse possibile continuare a godere delle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica, realizzati nel 2014 su un immobile ricevuto in eredità.

Nell'effettuare la dichiarazione dei redditi, il contribuente si è accorto che, all'epoca dell'intervento, nella scheda informativa inviata all'Enea erano stati forniti dati catastali errati. Al contrario, i dati riguardanti l’ubicazione dell’edificio erano giusti.

Dal momento che, secondo quanto disposto dalla Circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, gli errori materiali commessi in fase di compilazione delle schede informative (allegati E/F) inviate dal 2009 al 2016 non si possono rettificare, si può continuare ad accedere all'agevolazione?

L'Agenzia delle entrate ha chiarito che l’errata indicazione dei dati catastali nella comunicazione trasmessa all’Enea non costituisce, di per sé, circostanza sufficiente per disconoscere le detrazioni per la riqualificazione energetica.

"In altri termini, l’identificazione dell’immobile in cui sono stati realizzati i lavori che danno diritto alla detrazione in trattazione può avvenire, alternativamente, attraverso l’indicazione dell’ubicazione dell’immobile, ovvero indicandone i relativi dati catastali".

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