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7 Gennaio 2019

Oneri sbilanciamento, il CdS ribalta sentenza TAR su pregresso

(Maria Antonietta Giffoni)

Il Consiglio di Stato ha dato ragione ad Arera sul ripristino dell'applicazione dei corrispettivi di sbilanciamento per il periodo 2013-2014 secondo le modalitą stabilite dalla delibera 111/2016.

Secondo la sentenza del 31 dicembre 2018, n. 7317, la delibera Arera 522/2014/R/eel - che per il periodo 2013-2014, aveva stabilito il ripristino della regolazione precedente -  è legittima.

Facciamo un po' di storia: con la sentenza n. 2936 del 9 giugno 2014, il Consiglio di Stato aveva respinto il ricorso dell'Autorità e confermato il definitivo annullamento della delibera 281/2012/R/EFR con cui aveva preso avvio, nel 2012, la revisione del servizio di dispacciamento per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili (per maggiori informazioni vedi Riferimenti).
In seguito a ciò, l'Autorità rivede le modalità di applicazioni dei corrispettivi di sbilanciamento con la delibera 522/2014/R/EEL, la quale, tra le altre cose, stabilisce che "relativamente al periodo tra l'1 gennaio 2013 (data di entrata in vigore della medesima deliberazione 281/2012/R/efr) e il 31 dicembre 2014, Terna applicherà i corrispettivi di sbilanciamento, come inizialmente definiti dalla delibera n. 111/06 (articolo 40, commi 40.4 e 40.5), ossia nella loro versione antecedente alla deliberazione 281/2012/R/efr successivamente annullata".

Alcuni operatori del settore fanno ricorso al Tar, ritenendo che questa decisione avrebbe prodotto effetti distorsivi e antiecomonici. Il Tar gli dà ragione e "censura" la parte della delibera 522/2014/R/EEL, che stabiliva il ripristino della regolazione precedente per il periodo 2013-2014.

L'Autorità ricorre al Consiglio di Stato, che ribalta la sentenza del Tar e dichiara legittimo quanto stabilito dalla delibera 522/2014/R/EEL per il pregresso.

Secondo i Giudici, il Tar Milano ha "travalicato i limiti del sindacato giurisdizionale di legittimità in materia di riesercizio del potere discrezionale attribuito all’Autorità" e, per contro, l'Autorità, nel ridare vigore alla delibera 111/06, si è correttamente conformata alle precedenti sentenze della giustizia amministrativa, senza incorrere in "alcuna violazione dei principi di certezza, ragionevolezza e prevedibilità della regolazione".

In conclusione, secondo i Giudici "la reviviscenza era l’unico esito a cui poteva giungere l’Autorità a seguito del precedente annullamento senza poter questa selezionare arbitrariamente dei meccanismi di mitigazione non previsti dal giudice di annullamento, nonché ragionevole perché, nel contemperamento di interessi, se anche è possibile che la disciplina della delibera n. 111/2006 può essere stata svantaggiosa per alcuni operatori (che anche in altri contenziosi l’hanno impugnata), nondimeno per altri essa è stata comunque vantaggiosa".

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