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21 Gennaio 2019

Caldaie a gas? Meglio vietarne l'installazione entro il 2030

(Redazione Nextville)

Se vogliamo decarbonizzare il settore del riscaldamento, l'Europa dovrebbe bandire le caldaie a gas naturale entro un termine stabilito. Lo ha affermato Brian Vad Mathiesen, in un'intervista rilasciata a EuroActiv.

Brian Vad Mathiesen è un accademico e ricercatore specializzato in sistemi energetici intelligenti presso l'Università di Aalborg, in Danimarca. È anche il coordinatore di Heat Roadmap Europe, un progetto finanziato dall'UE che sviluppa strategie per ridisegnare il settore del riscaldamento e del raffrescamento degli edifici.

Lo studioso non ha usato mezzi termini: "le caldaie a gas hanno una durata di 12-15 anni, perciò qualsiasi divieto dovrebbe essere imposto entro i prossimi anni, se vogliamo fare la differenza e preparare i cittadini a un nuovo paradigma". Detto ciò, la data più verosimile è il 2030: "se nel 2030 saremo ancora lì a installare caldaie a gas naturale, dovremmo chiederci se stiamo davvero conducendo una politica seria per la transizione energetica verso l'energia a basse emissioni di carbonio".

Parole che lasciano certamente perplessi, ma occorre considerare - si legge nel sito del progetto - che la produzione di elettricità in Europa spreca più calore di quanto ne servirebbe per riscaldare tutti gli edifici presenti sul territorio europeo. Pertanto, il potenziale di miglioramento nel settore del riscaldamento è immenso.

"Sono completamente d'accordo sul fatto che avremo bisogno di gas in futuro - continua lo studioso -, ma ne abbiamo bisogno per scopi completamente diversi da quello di riscaldare le nostre case o ottenere acqua calda sanitaria".

Le soluzioni per ridisegnare completamente il settore del riscaldamento ci sono e il progetto Heat Roadmap Europe lo dimostra con i suoi studi e analisi del settore. L'obiettivo del progetto è proprio quello di produrre prove a sostegno della tesi secondo cui lo sfruttamento di tutto il calore di scarto dei processi di produzione industriale e della produzione di energia elettrica, convogliato in reti di teleriscaldamento, potrebbe far risparmiare tutto il gas attualmente utilizzato per il riscaldamento degli edifici in Europa.

Il progetto ha ideato un atlante termico paneuropeo, denominato Peta 4.2. Accessibile a tutti, l'Atlante fornisce mappe che danno la possibilità di verificare dove si produce calore di scarto e molti altri dati utili a migliorare la pianificazione energetica locale e facilitare lo sviluppo di infrastrutture per il teleriscaldamento e teleraffrescamento a livello locale. "Perché il riscaldamento è intrinsecamente 'locale' - afferma ancora Vad Mathiesen -. Ciò significa che le infrastrutture dovrebbero essere di proprietà locale, di proprietà dei cittadini. E la decisione di costruire o meno infrastrutture per il riscaldamento dovrebbe essere presa sempre a livello locale. Non dovrebbe essere una decisione calata dall'alto; sarebbe controproducente".

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