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18 Gennaio 2019

Mercato TEE, prezzi alti e volumi in netto calo

(Maria Antonietta Giffoni)

Nel 2018 il mercato organizzato dei Titoli di efficienza energetica ha visto un disallineamento tra prezzi e volumi rispetto all'anno precedente, a causa della brusca inversione di tendenza dei volumi scambiati.

Prezzi

Nel 2018 il prezzo medio dei TEE scambiati nel mercato organizzato ha raggiunto il massimo storico di 303,60 €/tep, con un incremento del 14% rispetto al 2017 (267 €/tep).
La crescita dei prezzi non è stata però continua, ha anzi subito dinamiche diversificate a seconda dei periodi dell'anno, raggiungendo i livelli più elevati a febbraio con 450 €/tep, "per poi scendere a maggio sopra i 310 €/tep e stabilizzarsi all’avvio del nuovo anno d’obbligo a ridosso dei 260 €/tep (valore inferiore di circa 7 €/tep rispetto alla media dell’intero 2017)".

Secondo il GME, questo andamento altalenante si giustifica all’interno di un quadro normativo e regolatorio in evoluzione che ha visto l'introduzione di una temporanea riduzione della frequenza di svolgimento delle sessioni di mercato, di alcune modifiche al meccanismo con la pubblicazione del Dm 10 maggio 2018 e  di un aggiornamento dei criteri di determinazione del contributo tariffario riconosciuto ai distributori (delibera ARERA n. 487/2018/R/efr).

Anche i prezzi medi registrati sulla piattaforma bilaterale confermano il trend crescente degli anni precedenti e salgono al massimo storico di 279,09 €/tep, con un rialzo del 33% sul 2017.

Volumi scambiati

Brusca inversione di tendenza, invece, per i volumi scambiati sul mercato che, per la prima volta dall’avvio del meccanismo, mostrano un calo del 46% su base annua, portandoli al valore più basso degli ultimi cinque anni pari a 3,4 milioni di tep. "Tale fenomeno, accompagnato da una flessione meno intensa degli scambi bilaterali - scesi a 4,5 milioni di tep (-9%) -  favorisce anche il calo della liquidità del mercato che torna al di sotto del 50%, attestandosi a 42,6%, ai minimi dal 2015 (-13 punti percentuali circa rispetto al 2017)".


Anche in questo caso, i dati vanno letti all'interno del mutato quadro normativo e nell’ambito delle disposizioni dettate Dm 10 maggio 2018, che ha previsto, tra le altre, la proroga delle scadenze di adempimento agli obblighi per il quadriennio 2017-2020 e la possibilità, come strumento di flessibilità per i soggetti obbligati, di emissione di Certificati Bianchi non derivanti dalla realizzazione di progetti.

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