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29 Gennaio 2019

VIA e conferenza di servizi, legge Lombardia illegittima

(Maria Antonietta Giffoni)

Secondo i Giudici della Corte Costituzionale illegittimo condizionare gli esiti della conferenza di servizi a un atto dell'organo politico, assunto fuori dalla conferenza stessa.

Con la Sentenza 25 gennaio 2019, n. 9, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi l'articolo 2, comma 1, lettera b) e l'articolo 10, comma 1, lettera d) della legge regionale del 12 dicembre 2017, n. 36. Essi prevedono che, qualora la determinazione da assumere in conferenza di servizi "presupponga o implichi" l'adozione di un provvedimento di competenza dell'organo di indirizzo politico, tale provvedimento deve essere scorporato dalla conferenza di servizi ed essere acquisito prima o dopo la determinazione motivata di conclusione della conferenza stessa. Questa disposizione si applica anche ai procedimenti di valutazione di impatto ambientale.

Secondo i Giudici, la norma lombarda è illegittima perchè, invece di rendere più veloce e semplice l'iter del procedimento di VIA, lo complica e ne allunga i tempi.

La norma, infatti, definisce un modello di conferenza squilibrato, perchè "assegna alla decisione dell'organo di indirizzo politico (estrapolata dalla conferenza di servizi) un valore diverso e maggiore rispetto a quello delle valutazioni espresse dalle altre amministrazioni competenti".

Non solo, una conferenza così concepita risulta anche essere contraddittoria, perchè, sebbene la decisione da assumere in conferenza presupponga o implichi un provvedimento dell'organo di indirizzo politico, la sua valutazione è separata da quella degli altri soggetti interessati.

La norma lombarda, quindi, non rispetta i principi di semplificazione e velocità del procedimento di VIA presenti nella normativa nazionale e configura un modello di conferenza che si discosta in modo palese da quello previsto dalla leggi statali.

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