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7 Febbraio 2019

Agricoltura, serra fotovoltaica č 'attivitā connessa'

(Filippo Franchetto)

Conserva la qualifica di imprenditore agricolo anche chi, avendo perso la disponibilitā del fondo dopo averlo ceduto in comodato a un soggetto terzo, svolge "attivitā connesse" quali la produzione e la cessione di energia da fonte fotovoltaica.

Con due recenti sentenze (si veda la n. 89 del 4 febbraio 2019 nei Riferimenti), il Tar Sardegna ha annullato i provvedimenti regionali di revoca dell'Autorizzazione unica emessi nei confronti di due imprese agricole titolari di impianti di serre fotovoltaiche. Secondo la Regione, le due società avrebbero perso la qualifica di imprese agricole non avendo provveduto direttamente alla coltivazione del fondo.

I giudici però ricordano che, ai sensi dell’articolo 2135, comma primo, del codice civile, è imprenditore agricolo anche chi svolge "attività connesse". E, secondo quanto previsto dall’articolo 1 comma 423 della legge n. 266/2005, "la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400.000 kWh anno, e fotovoltaiche, sino a 260.000 kWh anno, (...) costituiscono attività connesse (...) e si considerano produttive di reddito agrario".

La circostanza che le due società, anche a prescindere dall’effettivo e diretto svolgimento dell’attività di coltivazione del fondo, svolgono attività di produzione di energia elettrica da fonti fotovoltaiche "risulta sufficiente ai fini della conservazione della qualifica di imprenditore agricolo". Eventuali specifiche regionali in materia non possono, in ogni caso, contraddire la normativa primaria (articolo 12, comma 4-bis, Dlgs 387/2003) che "richiede solamente che il proponente l’intervento debba dimostrare nel corso del procedimento, e comunque prima dell’autorizzazione, la disponibilità del suolo su cui realizzare l’impianto, senza ulteriori prescrizioni o limitazioni, (...)".

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