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11 Marzo 2019

Qualificazione installatori FER, occorre superare le criticità

(Maria Antonietta Giffoni)

Questo l'appello di CNA e di Confartigianato che, con una lettera unitaria, hanno chiesto al MiSE di aprire un tavolo di confronto in merito alla qualificazione di installatore di impianti a fonti rinnovabili, introdotta dal Dlgs 28/2011.

Ancora nel 2017, Guido Pesaro, responsabile nazionale CNA Installazione Impianti, scriveva sul nostro sito: "tra i numerosi problemi, fortunatamente, risolti e quelli ancora da risolvere la qualificazione FER è purtroppo una “partita” ancora aperta e non di scarso conto, visto che riguarda la disciplina di uno dei pochi settori produttivi che in questi anni di crisi non solo ha retto, ma è anche cresciuto generando ricchezza e creando nuova occupazione".

Da allora, poco o nulla è stato fatto per rimuovere le criticità pendenti, in specie quelle legate alla definizione del percorso formativo e di aggiornamento degli installatori FER.

L'occasione per risolvere questi problemi potrebbe, ora, essere il recempimento della nuova direttiva sulle fonti rinnovabili, anche nota come RED II.

Prima che inizi la fase di recepimento, CNA e Confartigianato, con una lettera unitaria a firma dei rispettivi Presidenti nazionali Carmine Battipaglia e Claudio Pavan, hanno chiesto al Ministero dello Sviluppo economico di aprire un tavolo di confronto.

"Crediamo che proprio la circostanza del recepimento della nuova direttiva – scrivono i due Presidenti -  sia un’utile occasione per chiarire finalmente le criticità connesse agli adempimenti per gli installatori di impianti, che tanta apprensione e malessere stanno generando al comparto".  

Attualmente il settore vive, infatti, "una situazione di disparità tra gli operatori economici che, pur riconoscendo il valore della formazione e dell’aggiornamento professionale, in assenza di controlli e di una norma che preveda la pubblicità dell’assolvimento di tale adempimento, come ad esempio l’iscrizione in visura camerale, si sentono vessati".

Aprire un tavolo di lavoro con le Associazioni di categoria, potrebbe essere utile per "predisporre tutti gli atti utili per giungere ad una nuova disposizione normativa, che meglio contempli le esigenze del mercato e il soddisfacimento degli obiettivi vincolanti posti dalla Commissione europea".

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