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9 Aprile 2019

Accumulo bacini idroelettrici, il potenziale enorme

(Filippo Franchetto)

In tutto il mondo esistono almeno 530mila potenziali siti in cui realizzare bacini idroelettrici di accumulo, per un potenziale complessivo di stoccaggio stimato in circa 22 milioni di GWh.

Questi numeri sono il risultato di un'interessante mappatura realizzata dall'Austrialian National University (ANU) con l'utilizzo del sistema informativo geografico - GIS. Nonostante la crescita e i progressi tecnologici dei sistemi di accumulo a batteria, ad oggi i bacini idroelettrici rappresentano ancora il 97% della capacità di storage elettrico a livello globale. Questi sistemi - lo ricordiamo - si basano sul pompaggio di acqua da un bacino in basso verso uno posto più in alto; l’energia immagazzinata viene poi recuperata facendo ripassare l’acqua attraverso una turbina.

Gli accumuli idroelettrici - sottolineano i ricercatori dell'ANU - sono e saranno sempre più fondamentali per bilanciare e sostenere grandi percentuali di energia rinnovabile intermittente, come eolico e fotovoltaico. L'analisi inoltre dimostra che eventuali preoccupazioni legati a un eccessivo consumo idrico e/o di suolo non sono giustificate.

Per l'Australia, ad esempio, sono stati calcolati come necessari circa 500 GWh di stoccaggio (il potenziale di storage idroelettrico è 300 volte tanto) per poter bilanciare una rete elettrica rinnovabile al 100% per 25 milioni di persone che include una forte interconnessione su vaste aree. Se tale stoccaggio fosse realizzato prevalentemente sotto forma pompaggi di acqua, sarebbero necessari 2-5 km2 per milione di persone per realizzare i serbatoi superiori e inferiori. Una quantità inferiore a un decimo dell'area richiesta per una capacità equivalente di stoccaggio, qualora abbinata soltanto a eolico e fotovoltaico.

E' stato inoltre calcolato che, nelle aree in cui l'evaporazione annuale supera le precipitazioni, i volumi necessari per sostituire l'acqua evaporata rappresentano solo una piccolissima percentuale del consumo di acqua impiegata ad esempio per uso agricolo. E, in ogni caso, sono inferiori a quanto richiesto da un sistema elettrico basato su centrali a carbone, in cui grossi quantitativi di acqua vengono utilizzati (o, meglio, sprecati) per le operazioni di raffreddamento.

Praticamente tutti i 530mila siti individuati nella ricerca sono lontani dai fiumi (prediligendo così i sistemi a circuito chiuso) e al di fuori di parchi nazionali e aree urbane. Questi siti, però, come ricordano gli stessi ricercatori, non sono stati oggetto di specifici studi geologici, idrologici, ambientali o di altro tipo, e nemmeno di considerazioni sulla fattibilità tecnico-economica. In ogni caso dall'analisi effettuata emerge con chiarezza l'enorme potenziale energetico dello stoccaggio idrico: a livello globale, i 22 milioni di GWh potenzialmente stimati dall'ANU sono circa 100 volte superiori a quanto richiesto per supportare un sistema di elettricità rinnovabile al 100%.

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