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11 Aprile 2019

L'Unione dell'energia Ŕ realtÓ, ma servono ulteriori sforzi

(Maria Antonietta Giffoni)

La Commissione europea ha redatto la quarta relazione sui progressi compiuti nell'ambito dell'Unione dell'energia e su quel che resta da fare. Necessari ulteriori sforzi per raggiungere gli obiettivi per efficienza e rinnovabili al 2020.

Dopo quasi cinque anni e centinaia di ore di trattative, l'unione energetica europea è diventata realtà fornendo "il programma per il clima e l'energia pulita più ambizioso ed avanzato del mondo".

Con queste parole, il commissario per l'Azione e l'energia per il clima Miguel Arias Cañete ha presentato il 4° State of the Energy Union Report, il documento che fa il punto sui progressi compiuti e su quanto c'è ancora da fare per compiere appieno la strategia energetica europea al 2030, presentata dalla Commissione nel 2015 e pensata per fornire ai consumatori europei energia sicura, sostenibile, competitiva e a prezzi accessibili.

La nuova direttiva sulle rinnovabili, la modifica alla direttiva sull'efficienza energetica negli edifici, il regolameno sulla governance dell'energia, la nuova direttiva sull'efficienza energetica sono alcuni dei provvedimenti adottati nell'ambito dell'Unione dell'energia e che permetteranno all'Europa di mantenere il primato nell'azione di contrasto ai cambiamenti climatici e di sostenere la transizione energetica verso l'energia pulita.

Ricordando che l'UE si è posta ambiziosi obiettivi per clima ed energia al 2030, il rapporto sottolinea che essi rappresentano solo un punto di partenza, perchè mantenere la temperatura globale al di sotto dei 2 °C, come stabilito dall'Accordo di Parigi, richiede uno sforzo considerevole da parte di tutti gli Stati membri.


Uno sforzo già necessario nell'immediato per raggiungere gli obiettivi di efficienza e rinnovabili al 2020. Gli allegati al rapporto dedicati ai progressi fatti dall'Europa in questi due settori mostrano qualche preoccupazione: se è probabile che l'Europa riuscirà a raggiugere l'obiettivo del 20% per le rinnovabili al 2020, vi è il concreto rischio che possa mancare l'obiettivo del 20% per l'efficienza energetica.

Emerge, perciò, "chiaramente che è necessario intensificare gli sforzi non solo per rispettare gli obiettivi al 2020, ma anche per gettare le basi giuste per il decennio successivo, quando sarà necessario raggiungere obiettivi più ambiziosi. Ulteriori sforzi per risparmiare più energia avrebbero anche benefici complementari, come bollette energetiche più basse, migliori condizioni di salute (grazie al miglioramento della qualità dell'aria), maggiore comfort e minore povertà energetica".

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