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2 Maggio 2019

Una filiera tutta europea per la produzione di batterie

(Maria Antonietta Giffoni)

Il 30 aprile scorso, l'European Battery Alliance ha tenuto la sua terza riunione per discutere sulle misure da adottare per far progredire e accellerare la creazione di una filiera europea per la produzione sostenibile di sistemi di accumulo.

Voluta dalla Commissione europea, l'European Battery Alliance nasce nel 2017 con l'obiettivo di "fornire un quadro che comprenda l'accesso sicuro alle materie prime, il supporto per l'innovazione tecnologica e norme coerenti sulla produzione di batterie".

Il 30 aprile scorso si è svolta la sua terza riunione che ha visto la partecipazione di numerosi paesi europei, tra cui l'Italia. In particolare si è discusso su come accelerare e rafforzare la filiera di produzione europea di batterie, attraverso progetti transnazionali strategici lungo tutta la catena di approvvigionamento.

Oltre 100 miliardi di euro sono già stati investiti in progetti innovativi in tutta Europa per coprire l'intera catena di fornitura, dalle materie prime ai prodotti finali come i veicoli elettrici.
Tra essi, la Gigafactory di Northvolt in Svezia con una produzione annuale prevista di circa 8 gigawattora di celle e con la possibilità di arrivare fino a 32 GWh entro il 2023, mettendo la struttura alla pari con la Gigafactory di Tesla in Nevada.

Entro giugno 2019, a questi 100 miliardi se ne dovrebbero aggiungere altri 70 miliardi grazie alla creazione di una piattaforma di investimento che sarà creata dalla BEI, in collaborazione con l'InnoEnergy dell'EIT.

"Ciò significa - ha dichiarato Maroš Šefčovič, vicepresidente responsabile dell'Unione dell'energia - che i requisiti e gli standard di sostenibilità europei dovrebbero essere pronti (cioè applicabili) nel 2022-23, quando inizierà la produzione di massa dell'UE. E dovrebbero coprire l'intera catena del valore, quindi non solo la riciclabilità e il riutilizzo, ma anche l'estrazione sostenibile ed etica e una produzione basata su un basso impatto ambientale. Questo è l'unico modo per sostenere la nostra competitività e promuovere i nostri standard a livello globale".

"Le aziende dell'UE - ha aggiunto Šefčovič - devono essere meglio sostenute per investire in attività di estrazione e raffinazione sostenibile delle materie prime, sia nell'UE che nei paesi terzi. Prevediamo di istituire un fondo europeo per l'investimento in materie prime con la BERS e la BEI, si spera, alla fine del 2019".

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