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12 Giugno 2019

Stoccaggio gas: un alleato nella transizione energetica?

(Filippo Franchetto)

Se opportunamente valorizzati, i sistemi di stoccaggio del gas metano gią esistenti potrebbero avere un ruolo fondamentale nello scenario energetico europeo, sempre pił avviato verso una progressiva decarbonizzazione.

Secondo un articolo pubblicato sulla piattaforma europea EURACTIV, i depositi di gas rispondono a due fondamentali requisiti richiesti oggi dal mercato energetico: una notevole capacità di accumulo e una grande flessibilità. I sistemi di accumulo del gas, che possiedono nella Ue una capacità complessiva di circa 1.000 TWh, per decenni hanno rappresentato e continuano ancora rappresentare uno dei punti di forza dell'economia europea. Contribuiscono infatti a tenere bassi i costi e a tutelare imprese e consumatori da variazioni eccessive di prezzo e da problemi di approvvigionamento.

È prevedibile, quindi, che l'utilizzo e lo stoccaggio del gas naturale sarà ancora fondamentale per i prossimi anni, rappresentando anche la soluzione più immediata per compensare ed accompagnare la graduale ma inevitabile eliminazione del carbone dal mix energetico. Ma la cosa ancora più interessante è, in prospettiva, l'impiego di questa capacità di accumulo - senza alcun bisogno di modifiche strutturali - per lo stoccaggio di gas verdi e/o decarbonizzati, quali ad esempio biometano e syngas. Tutti questi fattori mettono lo stoccaggio di gas oggi in una posizione unica, in quanto dotato di una sorta di "neutralità tecnologica" che consente di mantenere aperte più opzioni strategiche per il futuro.

Per non perdere questa possibilità, però, è fondamentale agire fin da subito per modificare il quadro normativo europeo che regola il mercato dello stoccaggio del gas. Stando infatti a quanto riportato su EURACTIV, negli ultimi anni gli operatori del settore dello stoccaggio lamentano difficoltà nella copertura dei costi, a causa di dinamiche di mercato che non valorizzano in alcun modo le esternalità positive derivanti dal servizio fornito. Quindi, i governi e le autorità di regolazione devono spingere per un nuovo approccio normativo europeo che possa dare agli operatori dello stoccaggio un po' del valore "nascosto" del servizio.

Un recento studio, ralizzato da Gas Infrastructure Europe (GIE) con Artelys, mostra quali sarebbero le perdite economiche derivanti da una perdita degli assett di stoccaggio del gas. A fronte di una diminuzione di anche solo il 10% della capacità di stoccaggio del gas al 2030, si stimano spese operative aggiuntive per il sistema energetico europeo di almeno 1 miliardo di euro l'anno, a causa della necessità di dover ricorrere ad unità di generazione più costose.

Quindi, mantenere l'attuale capacità di stoccaggio del gas anche in una futura ottica green consentirebbe di non mettere a rischio la sicurezza dell'approvvigionamento e la resilienza del sistema energetico, senza perdere l'opportunità di attraversare la transizione energetica verso le FER a costi sociali ed economici ottimali. Insomma, lo stoccaggio del gas potrebbe davvero rappresentare un elemento mancante - in quanto finora poco considerato - nel futuro mondo dell'energia decarbonizzata.

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