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13 Giugno 2019

Le rinnovabili danno 11 milioni di posti di lavoro

(Filippo Franchetto)

Secondo l'ultima analisi dell'International Renewable Energy Agency (IRENA), sono 11 milioni le persone impiegate in tutto il mondo nel settore delle energie rinnovabili. Si tratta del dato più alto finora registrato.

I numeri contenuti nel "Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2019" mostrano come la dinamica dei posti di lavoro non sia stata influenzata negativamente dal rallentamento delle installazioni verdi, registrato nel 2018. Uno degli aspetti più interessanti del rapporto riguarda la nuova ripartizione geografica dei posti di lavoro legati alle rinnovabili. Se fino a ieri Cina, Stati Uniti e Unione europea impiegavano la quasi totalità degli addetti, ora la situazione appare più variegata; lo scorso anno, ad esempio, paesi come la Malesia, la Tailandia e il Vietnam hanno visto una crescita vertiginosa degli addetti, in particolare di quelli impiegati nella produzione di pannelli fotovoltaici.

Contando da solo quasi un terzo degli occupati totali (di cui 9/10 localizzati in Asia), il fotovoltaico rappresenta la fonte più dinamica, seguita dai biocarburanti liquidi, dall'idroelettrico e dall'eolico. La gran parte degli 1,2 milioni di occupati nell'eolico lavora su impianti onshore, anche se comunque il segmento offshore sta, anno dopo anno, guadagnando terreno e offrendo sempre più opportunità lavorative. La Cina da sola offre il 44% dell'occupazione eolica a livello globale, seguita da Germania e Stati Uniti.

Notevole la crescita degli impiegati nella produzione di biocarburanti (+6% rispetto al 2017), che hanno superato i 2 milioni. I Paesi ad alta intensità di manodopera, come Brasile, Colombia e in generale il  Sud-Est asiatico, hanno avuto una crescita maggiore rispetto a Europa e Stati Uniti, dove le lavorazioni sono fortemente meccanizzate.

Anche l'idroelettrico, che tra le rinnovabili è la fonte con la maggiore capacità installata, impiega oltre 2 milioni di persone, anche se la crescita degli occupati è sostanzialmente ferma. A conferma della sostanziale saturazione del settore, basti dire che i 3/4 degli occupati nell'idroelettrico si occupano della gestione e manutenzione di impianti già esistenti.

"Al di là degli obiettivi climatici, i governi stanno dando la priorità alle energie rinnovabili come motore di una crescita economica a basse emissioni di carbonio, riconoscendo così le numerose opportunità di occupazione create dalla transizione verso le rinnovabili", ha commentato Francesco La Camera, direttore generale di IRENA. "Le energie rinnovabili soddisfano tutti i principali pilastri dello sviluppo sostenibile: ambientale, economico e sociale. Con l'aumento della trasformazione energetica globale, questa dimensione occupazionale rafforza l'aspetto sociale dello sviluppo sostenibile e fornisce a tutti i Paesi un'ennesima buona ragione impegnarsi a favore delle energie rinnovabili".

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