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9 Luglio 2019

Opzione sconto in fattura, si alza un coro di no

(Maria Antonietta Giffoni)

Ater, Coordinamento Free e Italia Solare scrivono al MiSE per chiedere di eliminare il divieto di cessione del credito a intermediari finanziari. La CNA, invece, ha avviato un esposto alla Commissione Ue e all'Antitrust per violazione della concorrenza.

Il decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 ("Decreto Crescita"), convertito in legge 28 giugno 2019, n. 58, ha introdotto un'ulteriore agevolazione per gli interventi che comportano un risparmio energetico e che sono realizzati su edifici esistenti.

Si tratta dell'opzione sconto in fattura: il soggetto avente diritto alle detrazioni per le riqualificazioni energetiche, per l'adozione di misure antisismiche e per le ristrutturazioni che comportano risparmio di energia può optare, al posto dell'utilizzo diretto delle detrazioni stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi (per maggiori informazioni, vedi i riferimenti in basso).

Un'agevolazione che non è piaciuta alle associazioni del settore delle rinnovabili: Ater, Coordinamento Free e Italia Solare hanno espresso la loro "grande preoccupazione" per la norma introdotta dal "Decreto Crescita", che "esclude la possibilità per gli operatori di rivolgersi a intermediari finanziari".

Le associazioni chiedono, perciò, di "eliminare il divieto di cessione del credito a intermediari finanziari e, qualora non fosse possibile una revisione, chiedono che il ministero intervenga per cancellare del tutto la norma".

"A tali condizioni – spiegano le associazioni – le piccole imprese potranno lavorare solo in subappalto e ricavare un magro utile vedendosi costrette a ridurre al minimo possibile i costi, compresi quelli relativi alla sicurezza e alla qualità delle forniture, con il risultato, nella migliore delle ipotesi, di rischiare un maggior numero di incidenti sul lavoro e fornire impianti qualitativamente più scadenti o, nella peggiore delle ipotesi, di non riuscire a coprire le spese aziendali ed essere costrette a chiudere, con conseguente perdita di tessuto imprenditoriale diffuso e di numerosi posti di lavoro".

Anche gli artigiani sono contrari all'opzione sconto in fattura: oltre 60 imprese dei settori impianti, legno ed arredamento associate alla CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione Europea e all’Antitrust, affinché venga accertata l’illegittimità dell’articolo 10 del Decreto Crescita, per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza.

"Il provvedimento varato dal Parlamento – ha dichiarato Carmine Battipaglia, Presidente CNA Installazione Impianti – ci ha convinto ad attivarci a tutela delle piccole imprese ... per ottenere la cancellazione dell’articolo 10 che riteniamo un tentativo di favorire la concentrazione del mercato della riqualificazione energetica nelle mani di pochi operatori, con conseguente alterazione della concorrenza, rappresentando un indebito aiuto di stato per le grandi imprese a danno delle piccole e medie".

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