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12 Luglio 2019

Corte Ue: legittimi i tagli agli incentivi fv

(Filippo Franchetto)

perfettamente legittimo che uno Stato membro dell'Unione europa possa prevedere la riduzione, o perfino la soppressione, delle tariffe incentivanti in precedenza stabilite per l'energia prodotta da impianti solari fotovoltaici.

Questo è quanto ha stabilito, con una sentenza pubblicata ieri, la Corte europea di giustizia in merito al caso sollevato da due imprese italiane, che tra il 2011 e il 2012 si erano trovate a fronteggiare un decurtamento non preventivato delle tariffe incentivanti, imputabile al repentino passaggio tra il Quarto e il Quinto Conto energia.

I giudici europei sottolineano come in realtà il Quarto Conto energia, in osservanza di quanto previsto dal Dlgs n. 28/2011 (di recepimento della direttiva 2009/28/Ce), prevedesse già la possibilità di modifiche al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 6 miliardi di euro. Importo che è stato raggiunto nel marzo 2012 e che ha portato all'adozione del Quinto Conto energia e delle relative (meno vantaggiose) tariffe incentivanti, oltre che alla mancata apertura di un registro GSE per i grandi impianti, nel quale le imprese ricorrenti contavano di far rientrare i propri impianti.

L'incentivo del Quarto Conto energia - si legge nella sentenza - "non era quindi offerto a tutti gli operatori di impianti solari fotovoltaici e non era neppure garantito per un periodo specifico", poichè dipendeva da due condizioni: l'iscrizione in posizione utile dell'impianto nel registro aperto dal GSE e il mancato superamento del limite del costo indicativo cumulato degli incentivi del periodo precedente.

Si trattava di disposizioni normative che erano note alle imprese ricorrenti e che avrebbero dovuto "indicare subito a operatori economici prudenti e avveduti che il regime di incentivazione applicabile agli impianti solari fotovoltaici poteva essere adeguato, o perfino soppresso, dalle autorità nazionali per tener conto dell'evoluzione di talune circostanze (...)". Disposizioni che, in conclusione, "non potevano dare fondamento ad alcuna certezza in ordine al mantenimento di siffatto regime nel corso di un determinato periodo".

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