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28 Agosto 2019

Inserita la farina di vinaccioli tra le biomasse combustibili

(Redazione Nextville)

A partire dal 21 agosto 2019, la farina di vinaccioli disoleata rientra tra le biomasse utilizzabili come combustibili, ai sensi della Parte V del Dlgs 152/2006.

Questa importante novità normativa, contenuta nel Dm Ambiente n. 74 del 29 maggio 2019, arriva a valle di una serie di valutazioni tecnico-scientifiche che hanno consentito di definire la "sussistenza di requisiti funzionali tali da assicurare che l'uso della farina di vinaccioli disoleata è da ritenersi compatibile sotto il profilo ambientale e di tutela contro l'inquinamento atmosferico".

Il regolamento ministeriale specifica che la farina di vinaccioli, per poter essere impiegata come combustibile in impianti produttivi e civili, deve essere ottenuta attraverso uno specifico processo che prevede la disoleazione dei vinaccioli con n-esano, un successivo trattamento termico ed eventuali trattamenti meccanici e lavaggi.

La farina inoltre deve possedere determinate caratteristiche in termini di umidità, potere calorifico e contenuto di n-esano, ceneri e solventi organici clorurati (in accordo anche con quanto già previsto dalla norma UNI 11459:2016 "Biocombustibili solidi - Sottoprodotti del processo di lavorazione dell'uva per usi energetici - Classificazione e specifiche").

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