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13 Settembre 2019

Commissione Ue: fiscalitą energetica non coerente con target climatici

(Filippo Franchetto)

Secondo la Commissione europea, la direttiva del 2003 sulla tassazione dei prodotti energetici non risulta coerente con le pił recenti disposizioni europee in materia di energie rinnovabili, efficienza energetica e riduzione delle emissioni climalteranti.

In un rapporto dell'11 settembre 2019, la Commissione europea ha fornito la sua valutazione sulla direttiva 2003/96/Ce che ha istituito un quadro comune e armonizzato sulla tassazione dei prodotti energetici e dell'energia elettrica.

L'iniziale contributo della direttiva, nell'ottica di assicurare il corretto funzionamento del mercato interno, prevenire la doppia imposizione o qualsiasi distorsione degli scambi e della concorrenza tra fonti energetiche e tra consumatori e fornitori di energia, è stato complessivamente positivo. Negli ultimi 15 anni, però, si è assistito ad una veloce evoluzione tecnologica e a forti cambiamenti dei mercati dell'energia e delle aliquote fiscali nazionali sui prodotti energetici. Secondo il rapporto della Commissione, la direttiva 2003/96/Ce non ha tenuto il passo con questi sviluppi e ora quindi per molti aspetti manca di coerenza rispetto al nuovo scenario europeo.

Uno dei problemi principali riguarda l'applicazione eccessivamente differenziata, tra Stati membri, delle aliquote fiscali per l'elettricità e i combustibili per riscaldamento. Questo fattore, tenuto conto anche alla vastissima gamma di esenzioni e riduzioni fiscali che ogni paese applica ad alcune categorie (ad esempio famiglie e/o imprese), ha portato ad una eccessiva frammentazione del panorama fiscale europeo. A poco o nulla sono servite le aliquote minime previste dalla direttiva Ue, dal momento che rappresentano solo una quota trascurabile del prezzo di questi prodotti.

Senza contare, inoltre, che la direttiva del 2003 era nata in un panorama energetico dominato dalle fonti fossili e negli anni non è stata aggiornata con alcune nuove tecnologie nel frattempo emerse (ad esempio, idrogeno e biocarburanti). Di conseguenza, l'attuale regime di tassazione non garantisce, come dovrebbe, un trattamento preferenziale per le nuove tecnologie e per i nuovi prodotti energetici più sostenibili dal punto di vista ambientale.

Inoltre la direttiva 2003/96/Ce - osserva la Commissione - non tiene conto delle emissioni di CO2 dei prodotti energetici e dell'elettricità, risultando quindi poco o nulla coerente con gli sforzi politici in corso di riduzione delle emissioni di gas serra Emissions trading system e di altre sostanze inquinanti, quali ad esempio l'Emission Trading System e l'accordo di Parigi del 2015. Insomma, l'attuale quadro della fiscalità energetica contiene una serie di "sovrapposizioni, lacune e incongruenze che ostacolano in modo significativo il raggiungimento degli obiettivi nel campo dell'energia, dell'ambiente, dei cambiamenti climatici e dei trasporti."

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