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1 Ottobre 2019

Fine maggior tutela, ci vuole pił tempo

(Maria Antonietta Giffoni)

Secondo l'Autoritą serve un percorso pił graduale e differito nel tempo per uscire dalla maggior tutela. Specialmente per i clienti domestici e le micro-imprese.

Questo il messaggio molto chiaro espresso nella delibera 396/2019/R/eel pubblicata da ARERA lo scorso 26 settembre, che dà avvio al procedimento per l’attuazione degli interventi previsti dalla legge 4 agosto 2017, n. 124  per l'istituzione del servizio di salvaguardia per i clienti domestici e le piccole imprese in vista della fine del mercato tutelato.

Come noto, la legge 124/2017, poi modificata dal decreto-legge 91/2018, ha stabilito che a partire dal 1° luglio 2020 il servizio di maggior tutela debba essere abolito. Famiglie e piccole imprese dovranno scegliere obbligatoriamente un fornitore di energia elettrica del mercato libero di elettricità e gas.

In questo ultimo anno, tuttavia, nonostante le misure adottate dall'Autorità per agevolare il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero (la Tutela simile, ad esempio), la presenza di clienti finali nei servizi di tutela è ancora rilevante e ARERA parla anche di "una certa resistenza a passare al mercato libero".

Considerando che il Governo non ha ancora stabilito cosa accadrà ai clienti finali che al 1° luglio 2020 non avranno scelto un fornitore del mercato libero, è certamente auspicabile un posticipo della fine del mercato tutelato. Secondo l'Autorità, infatti, "rispetto a quanto disposto dal legislatore nazionale in merito alle tempistiche di rimozione dei regimi di tutela prezzo ... la direttiva UE 2019/944 prevede un percorso di superamento più graduale e differito nel tempo, come si evince dal dettato della stessa, che permette agli Stati membri di continuare a ricorrere alla tutela di prezzo esclusivamente nei confronti di clienti domestici e micro-imprese per un periodo transitorio funzionale allo sviluppo di una concorrenza effettiva".

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