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3 Ottobre 2019

Infortunio su impianto fv: qualifica dipendente non esclude responsabilità datore di lavoro

(Filippo Franchetto)

In caso di infortunio sul lavoro, non vi è nessuna ragione per escludere la responsabilità del datore di lavoro sulla base delle "qualità" del proprio dipendente, quali il titolo di studio e/o le pregresse esperienze maturate.

Con sentenza n. 39732 del 27 settembre 2019, la Corte di Cassazione si è espressa in merito ad un episodio accaduto ad un ingegnere, dipendente di una ditta, il quale nel tentativo di risolvere alcuni problemi su un inverter era stato investito da un arco elettrico, con conseguenti ustioni di 2° e 3° grado in diverse parti del corpo. La sentenza ha confermato i profili di responsabilità del datore di lavoro già individuati dai giudici di merito, riguardanti sia la mancata dotazione dei dispositivi di protezione previsti per l'esecuzione di lavoro sotto tensione, sia la mancata istruzione del dipendente in relazione all'attività che gli era stato chiesto di compiere.

In primo luogo, il compito richiesto al dipendente non riguardava una semplice misurazione del passaggio della corrente, ma un'attività più complessa e rischiosa: mettere in azione un inverter che aveva manifestato diversi problemi di difficile risoluzione, il che comportava il rischio di un lavoro "sotto tensione". Quindi, il rischio stesso di operare con parti nude attive dell'impianto era motivo sufficiente per imporre l'impiego degli appositi dispositivi di protezione.

Inoltre il dipendente, pur rivestendo la qualifica di ingegnere, non aveva ricevuto alcuna formazione pratica rispetto al lavoro da compiere e non aveva una conoscenza specifica dell'apparecchio su cui stava intervenendo. Anche su questo punto i giudici hanno riconosciuto la responsabilità del datore di lavoro, escludendo che il titolo di studio conseguito dal dipendente possa sostituire il "formale riconoscimento di quelle specifiche qualifiche necessarie per operare sugli impianti sotto tensione".

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