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4 Ottobre 2019

Il primo rapporto GSE su teleriscaldamento e teleraffrescamento

(Redazione Nextville)

Il GSE ha pubblicato la prima edizione del rapporto "Teleriscaldamento e teleraffrescamento in Italia", in cui si fa il punto su caratteristiche e diffusione dei sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento in esercizio a fine 2017.

I dati mostrano come il teleriscaldamento sia oggi nel nostro Paese una realtà diffusa e consolidata, con 295 reti in esercizio in 238 territori comunali, per un’estensione complessiva di 4.600 km e oltre 9 GW di potenza termica installata. Per quanto riguarda le tipologie di utenze: il 64% della volumetria complessivamente riscaldata in Italia da reti di teleriscaldamento è associata a utenze residenziali, il 33% terziario, il restante 3% a utenze industriali. Il 43% circa della volumetria riscaldata complessiva si trova in Lombardia (147 milioni di m3); seguono Piemonte, Emilia Romagna e la provincia di Bolzano.

Negli ultimi anni, al teleriscaldamento si è associato anche il servizio di teleraffrescamento, erogato attraverso una rete di distribuzione dedicata (ad acqua refrigerata) oppure attraverso gruppi ad assorbimento, installati presso le utenze e alimentati dalla rete di teleriscaldamento. Sono stati censite 32 reti di teleraffrescamento, per un'estensione di 33,6 km e una volumetria raffrescata di 8,9 milioni di metri cubi. Tali sistemi sono presenti quasi esclusivamente in Lombardia ed Emilia Romagna.

Il 70% circa della potenza installata si concentra in impianti di sola produzione termica, il restante 30% in impianti in assetto cogenerativo. Le fonti fossili (prevalentemente gas naturale) alimentano complessivamente l’84% della potenza installata; le fonti rinnovabili sono maggiormente utilizzate in impianti di sola produzione termica (biomassa solida, geotermia). Le fonti rinnovabili sono diffuse soprattutto nel territorio provinciale di Bolzano, caratterizzato da un elevato utilizzo di biomassa, e in Toscana, dove sono diffuse le reti alimentate dalla fonte geotermica.

Da sottolineare, infine, che il 73% delle reti esistenti in rientra nella definizione di "teleriscaldamento e teleraffrescamento efficiente", introdotta dall'articolo 2 del Dlgs 102/2014 di recepimento della direttiva 2012/27/Ue. Per essere classificato come efficiente, il sistema deve usare, in alternativa, almeno:
• il 50% di energia derivante da fonti rinnovabili;
• il 50% di calore di scarto;
• il 75% di calore cogenerato;
• il 50% di una combinazione delle precedenti.

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