Nextville - logo

News e articoli

8 Ottobre 2019

Eurostat: obiettivi 2020 vicini, ma serve accelerazione

(Filippo Franchetto)

I numeri mostrano i notevoli progressi in tema di energie rinnovabili, efficienza energetica ed emissioni climalteranti. I dati più recenti, però, mostrano alcuni preoccupanti segnali di rallentamento.

L'edizione 2019 di "Smarter, greener, more inclusive? How is the European Union progressing towards its Europe 2020 targets?", a cura di Eurostat, analizza alcuni indicatori chiave per il monitoraggio dei progressi verso gli obiettivi strategici europei al 2020. I dati provengono principalmente da statistiche ufficiali prodotte dal Sistema statistico europeo e coprono fino all'anno più recente per il quale sono disponibili dati certi (2017 o 2018).

Tra il 2004 e il 2017, la quota di energia rinnovabile nella Ue è più che raddoppiata, raggiungendo il 17,5% dei consumi finali lordi di energia, a fronte di un obiettivo del 20% al 2020. I principali motori di questa crescita costante sono stati i rapidi sviluppi tecnologici, l'attuazione di regimi di incentivazione e il calo dei costi gli impianti FER. Le centrali fotovoltaiche costruite nel 2017, ad esempio, producono elettricità a un terzo dei costi richiesti nel 2009; analoghi miglioramenti si sono visti nell'industria eolica offshore, che tra il 2011 e il 2017 ha praticamente dimezzando i costi per chilowattora prodotto.

Nel complesso, rileva Eurostat, l'Ue è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo in materia di rinnovabili per il 2020. A partire dal 2014, però, il ritmo di crescita delle nuove installazioni sta registrando un notevole rallentamento, il che potrebbe rappresentare un ostacolo soprattutto al raggiungimento dei ben più ambiziosi obiettivi europei al 2030 (almeno il 32% di FER sui consumi finali lordi di energia).

Analogamente, anche l'obiettivo di aumentare l'efficienza energetica del 20% al 2020 sembra(va) a portata. Ad esempio, l'Unione europea già nel 2014 aveva raggiunto il suo obiettivo 2020 di riduzione dei consumi finali di energia, vanificato però da un aumento dei consumi negli anni successivi. Per rispettare l'obiettivo, sarà richiesta una riduzione dei consumi finali del 3,3% tra il 2017 e il 2020.

Anche i consumi di energia primaria, fortemente diminuti a partire dalla crisi del 2008, risultano in crescita tra il 2014 e il 2017. Attualmente la Ue ha ridotto del 9,2% il consumo di energia primaria rispetto al 2005, ma solo dello 0,4% rispetto ai livelli del 1990. Sarà quindi indispensabile imprimere una svolta al settore, dal momento che al 2030 è previsto un obiettivo di efficienza di almeno il 32,5%.

Infine, merita un cenno l'andamento delle emissioni di gas serra, il cui vistoso calo registrato tra il 2010 e il 2014 può essere attribuito a tre fattori principali: il miglioramento dell'intensità energetica, il rapido sviluppo delle fonti rinnovabili e il rallentamento dell'economia. Dal 2014, la riduzione delle emissioni ha subito uno stop: nel 2017 le emissioni sono risultate dell'1,1% al di sopra dei livelli del 2014. L'ostacolo principale, secondo l'analisi di Eurostat, è dovuto alle maggiori emissioni dei trasporti su strada e del settore industriale, che sono state solo in parte compensate dalle politiche di efficientamento energetico e dal miglioramento dell'impronta di carbonio del settore energetico.

Condividi:
© Copyright riservato - riproduzione vietata Edizioni Ambiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
Annunci Google