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28 Ottobre 2019

Impianto biomassa: senza titolaritÓ dell'area, niente Au

(Filippo Franchetto)

Nel corso del procedimento, e in ogni caso prima del rilascio dell'Autorizzazione unica, il proponente - qualora previsto - deve dimostrare la disponibilitÓ del suolo su cui realizzare l'impianto. In caso contrario, l'Autorizzazione deve essere negata.

Con sentenza n. 474 del 3 ottobre 2019, i giudici del Tar Abruzzo hanno affrontato un complesso caso relativo ad un accordo (tra la Regione e due società private) di riconversione di un ex zuccherificio, che prevedeva tra le altre cose anche la costruzione di un impianto di energia elettrica alimentato da biomasse agricole e forestali, nonché di un impianto fotovoltaico.

La Regione, avendo constatato alcuni gravi inadempimenti da parte delle due società che avrebbero dovuto costruire ed esercire gli impianti, ha ritenuto sussistenti le condizioni per la risoluzione dell'accordo. Alla luce di tale risoluzione, la Conferenza di servizi ha espresso parere negativo sul progetto e ha ritenuto concluso il procedimento relativo all'autorizzazione degli impianti FER previsti.

La ragione principale - argomentano i giudici - sulla cui base è stata negata l'Autorizzazione unica è imputabile alla mancata disponibilità delle aree. Nel caso in questione, risultavano scaduti i contratti preliminari relativi alle aree agricole dedicati al deposito della biomassa agricola e forestale da impiegare nell'impianto.

La società si era dimostrata pronta ad attestare la titolarità di tali aree all'esito della Conferenza dei servizi; questo però contrasta con l'obbligo di provare la titolarità della aree in zona agricola "nel corso del procedimento, e comunque prima dell'autorizzazione". Ha dunque agito legittimamente la Regione, che "in corretta e doverosa applicazione dell'articolo 12, comma 4 bis, del Dlgs 29/12/2003, n. 387, ha negato il rilascio dell'Autorizzazione unica".

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