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6 Novembre 2019

Il bonus facciate vanifica l'ecobonus: il grido di allarme di associazioni e imprese

(Maria Antonietta Giffoni)

Anche Legambiente, Renovate Italy, Kyoto Club, Gbc e Anit si associano alla denuncia gią fatta da Rete Irene qualche settimana fa: il bonus facciate affossa gli investimenti di efficienza energetica e prevenzione sismica.

"L'Italia non se lo può permettere!". Questa è l'affermazione che apre il comunicato stampa lanciato ieri dalle associazioni di settore, dopo l'approdo in Senato della manova economica.

La bozza del disegno di legge di bilancio 2020, circolata negli ultimi giorni, ha confermato le parole pronunciate dal Ministro Franceschini due settimane fa: "nella legge di bilancio una norma coraggiosa che renderà più belle le città italiane. Con il bonus facciate un credito fiscale del 90% per chi rifà nel 2020 la facciata di casa o del condominio, in centro storico o in periferia, nelle grandi città o nei piccoli comuni".

Come già anticipato con la news di riepilogo sui contenuti della manova pubblicata qualche giorno fa (vedi i Riferimenti in basso), il disegno di legge prevede, infatti, la proroga delle misure relative sia all'ecobonus che al bonus ristrutturazioni e l'introduzione - per il solo 2020 - di una detrazione del 90% per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (bonus facciate). 

Peccato che - come si legge nel comunicato stampa delle associazioni di categoria - ci troviamo di fronte a "un aiuto fiscale che ammazza l'altro". Ma perchè?

La ragione è semplice, dicono le associazioni: "da un lato c’è una detrazione del 90% a chi effettua qualsivoglia intervento di riqualificazione finalizzata all’abbellimento delle facciate, dall’altra un ecobonus che, per l’involucro edilizio (e quindi, di nuovo, soprattutto le facciate), concede una detrazione tra il 70 e il 75% (incrementabile all’80% se accompagnato da interventi per la sicurezza sismica), in funzione del livello di efficienza energetica raggiunta. In mezzo ci sono i proprietari e i condomini che decidono che è ora di dare una rinfrescata alla facciata rabberciata del loro edificio e, legittimamente dal loro punto di vista, contano di spendere il meno possibile e di sfruttare le migliori opportunità che il mercato offre in quel momento.
L’intervento sulla facciata è una di quelle manutenzioni importanti che, mediamente, un condominio affronta ogni 30 o 40 anni: il momento fatidico è dunque una 'finestra di opportunità' in cui quello che si realizza ha buone probabilità di non venir più toccato per i decenni a venire. Se si migliora una facciata per prendere la detrazione più alta senza occuparsi degli aspetti di sicurezza sismica e di risparmio energetico, ci sono buone probabilità che, a meno di terremoti, sui muri di quell’edificio non si farà più nulla per i prossimi anni: e ci sarà così una casa con una facciata abbellita, ma che sprecherà energia e, di conseguenza, inquinerà l’aria per riscaldare le abitazioni, da oggi fino ad oltre la metà del nostro secolo".

E, se si pensa anche solo all'obiettivo di risparmio energetico che dobbiamo raggiungere nel 2020, "l'Italia non se lo può proprio permettere".

Le associazioni chiedono, perciò, che "l’articolo della finanziaria sul bonus facciate sia modificato, prevedendo che per tutti gli interventi, ad esclusione ovviamente degli immobili vincolati come beni culturali, sia introdotto un obbligo di rispetto dei requisiti di coibentazione richiesti per l’ecobonus".

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