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5 Dicembre 2019

In Svizzera il primo impianto fv verticale integrato in una diga

(Filippo Franchetto)

L'azienda svizzera Axpo ha iniziato i lavori di realizzazione di un impianto fotovoltaico da 2 MW sul muro esterno di una diga nel bacino del Muttsee, nel Canton Glarona, a circa 2.500 metri di altitudine.

Una volta completato, l'impianto avrà circa 6mila moduli distribuiti su un'area di 10.000 metri quadrati. L'inclinazione dei moduli sarà di 77 gradi nella parte superiore della diga e di 51 nella parte più bassa della struttura. Si prevede che l'impianto possa generare circa 2,7 GWh annui di energia solare, grazie alla favorevole esposizione a sud.

Un altro elemento in grado di spiegare l'elevata produttività è l'altitudine e la conseguente assenza di nebbia. I moduli fotovoltaici, inoltre, sono notoriamente più efficienti a basse temperature, senza contare i vantaggi derivanti dall'effetto riflettente della neve. Tutto questo farà sì che quasi metà dell'elettricità annuale verrà prodotta durante i mesi invernali dell'impianto, rispetto a un quarto nel caso di un impianto di analoghe dimensioni installato in un'area pianeggiante.

Le notevoli performance invernali costituiscono un fattore interessante per la Confederazione svizzera, che in inverno consuma molta più energia elettrica di quanta sia in grado di produrne con gli impianti situati dentro i propri confini. Questo deficit è peraltro destinato ad aggravarsi nei prossimi anni, quando le quattro centrali nucleari attualmente presenti nel Paese verranno definitivamente spente, in attuazione della nuova strategia energetica federale al 2050. Una strategia che potrebbe beneficiare dell'apporto fornito da sistemi fotovoltaici ad alta quota, come quello progettato da Axpo.

"Naturalmente, il solo impianto sulla diga del Muttsee non è sufficiente per dare un contributo significativo" ha commentato Andy Heiz, vice amministratore delegato e responsabile delle attività presso Axpo. "Altri numerosi progetti dovranno essere sviluppati, comunque in aree non protette e sfruttando le infrastrutture elettriche esistenti. Questa visione, tuttavia, per essere realizzata richiederà anche le giuste condizioni politiche ed economiche".

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