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5 Dicembre 2019

Fotovoltaico e storage, prospettive per l'Italia al 2030

(Filippo Franchetto)

Il nostro Paese ha tutte le potenzialità per assistere nei prossimi anni a una crescita significativa dei sistemi di accumulo. Saranno però necessari dei provvedimenti regolatori, in grado di mitigare i rischi di investimento.

Questo è quanto emerso nel corso del convegno dello scorso 26 novembre, organizzato da EF Solare Italia presso la sede sel GSE e dedicato al tema "Fotovoltaico e Storage: guardando al 2030".

Particolarmente significativi i dati forniti dal Gestore dei servizi energetici: attualmente (dati 2018) l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici e autoconsumata risulta pari a circa 5 TWh, su un totale di produzione di circa 23 TWh. Il GSE ha anche calcolato in 150-170 euro/MWh il valore medio di tale energia autoconsumata, ben superiore sia al valore medio dell’energia immessa in rete (50-70 euro/MWh) che a quella valorizzata con lo scambio sul posto (100-130 euro/MWh).

Il GSE ha inoltre ricordato che, secondo quanto previsto dal PNIEC (Piano nazionale per l’energia e il clima), in futuro lo scambio sul posto verrà superato e sostituito da nuovi meccanismi, quali ad esempio tariffe premio su autoconsumo per sistemi eventualmente accoppiati con storage. Anche per questa ragione, il Portale autoconsumo recentemente avviato dal GSE potrebbe diventare un importante piattaforma per la diffusione e la conoscenza delle forme di generazione distribuita più vantaggiose per i prosumer.

Per garantire la crescita di impianti fotovoltaici in Italia prevista dal PNIEC (50 GW, dai circa 20 GW attuali), non sarà sufficiente puntare soltanto sulle nuove installazioni. Saranno infatti importanti per aggiungere nuova potenza installata sia le iniziative di revamping (circa 4 GW) che di repowering (circa 1,5 GW). Per quanto riguarda più nello specifico i sistemi di accumulo, secondo la società di consulenza Elemens (intervenuta nel corso del convegno) saranno indispensabili una serie di provvedimenti regolatori e di policy che mitighino i rischi di investimenti e abilitino tali sistemi alla fornitura di servizi.

In particolare, sarà necessario considerare i sistemi di storage come unità di produzione, abilitandoli alla partecipazione a tutti i mercati del servizio di dispacciamento. Dovranno inoltre essere individuate delle misure ad hoc per gli accumuli di grandi dimensioni, differenziandole da quelle i sistemi residenziali utilizzati dai prosumer. Sarà importante anche, come già avviene in altri Paesi dell'Unione europea, creare segnali di prezzo di lungo periodo tramite aste o contratti a termine, in grado di dare agli investitori le giuste garanzie economiche sull'investimento.

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