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10 Febbraio 2020

Spalma-incentivi fv, nuovi rinvii alla Corte di giustizia Ue

(Filippo Franchetto)

Per l'ennesima volta il Tar Lazio rimette alla Corte di giustizia dell'Unione europea la controversia riguardante la rimodulazione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici sopra i 200 kW, conosciuta anche come "spalma-incentivi".

Con una serie di recenti ordinanze, tra cui la n. 1659 del 7 febbraio 2020, i giudici amministrativi hanno ribadito come l'intervento del legislatore nazionale (articolo 26, commi 2 e 3 del Dl n. 91/2014, convertito dalla legge 116/2014) potrebbe essere "in contrasto con alcuni principi generali dell'ordinamento dell'Unione europea", tra cui quelli del legittimo affidamento e della certezza del diritto. Con lo "spalma-incentivi", infatti, il legislatore aveva "modificato unilateralmente le condizioni giuridiche sulle cui basi le imprese ricorrenti avevano impostato la propria attività economica".

I giudici ricordano che la controversia fa parte di un più ampio contenzioso, nell'ambito del quale numerose aziende avevano fatto ricorso al tribunale amministrativo. Dopo che la Corte costituzionale - n. 16/2017 - con sentenza aveva dichiarato non fondata la questione di legittimità dello "spalma-incentivi", il Tar Lazio - con le ordinanze 16 novembre 2018, n. 11124, e 20 novembre 2018, n. 11206 - aveva rimesso in via pregiudiziale le questioni di diritto dell'Unione innanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

Analogamente hanno fatto ora i giudici amministrativi con queste ultime ordinanze, mettendo così in stand-by i relativi processi fino alla definizione del giudizio sulla questione pregiudiziale.

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