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25 Marzo 2020

Energia eolica: nel 2020 calo di almeno 4,9 GW

(Filippo Franchetto)

Le ultime analisi effettuate da Wood Mackenzie prevedono per l'anno in corso un pesante declino delle nuove installazioni eoliche, rispetto alle ottimistiche proiezioni di qualche mese fa.

La crisi globale causata dall'epidemia in corso non risparmierà nemmeno i settori più dinamici, come quelli delle energie pulite e in particolare dell'eolico. Wood Mackenzie ha provato a stimare l'entità del decremento che dobbiamo attenderci nel corso del 2020.

Attualmente si stimano per il 2020 nuove installazioni per complessivi 73 GW, con un calo di 4,9 GW rispetto alle precedenti proiezioni. Gli impatti quantitativamente più significativi si registreranno in Cina e negli Stati Uniti, paesi nei quali le scadenze di alcuni meccanismi incentivanti facevano prevedere una corsa all'installato. Qui la maggiore preoccupazione riguarda il potenziale ritardo o annullamento di nuove aste e gare d'appalto.

Da un punto di vista di mancata crescita percentuale, però, i mercati più colpiti saranno probabilmente quelli europei, in primis Italia, Francia e Spagna, a causa delle misure più stringenti che stanno interessando tutte le attività produttive e lavorative.

Meno pesanti, invece, dovrebbero essere le conseguenze globali imputabili alla temporanea chiusura delle aziende europee che producono turbine e componenti per gli impianti eolici. Fortunatamente, la catena di approvvigionamento dell'eolico è davvero globale e offre un livello di diversificazione più elevato di quello del fotovoltaico, sostanzialmente dipendente dalla Cina.

Al momento, sono pienamente operativi alcuni importanti siti produttivi localizzati in paesi come India, Brasile e Messico, fino ad oggi poco colpiti dall'epidemia di coronavirus. Ma se le infezioni dovessero prendere piede anche in India, che è la seconda nazione più popolosa del mondo e che in queste settimane ha rappresentato la principale alternativa alla produzione cinese di componenti eolici, allora le conseguenze sulla catena di approvvigionamento diventerebbero più serie.

Secondo Wood Mackenzie, gli impatti a lungo termine del coronavirus sul mercato eolico (e più in generale, dell'energia) potranno essere ridimensionati soltanto se i paesi occidentali riusciranno a contenere l'epidemia in un arco temporale simile a quanto fatto dalla Cina e dalla Corea del Sud.

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