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13 Settembre 2010

Pallottole di fine estate

(Marco Moro - direttore editoriale di Edizioni Ambiente)

Ad Acciaroli, comune di Pollica, ci dovevamo andare, invitati da amici delle rete Transition Italia, per partecipare con i nostri libri a un evento dedicato alla cultura, alle esperienze, ai prodotti di uno sviluppo locale che valorizza le risorse naturali, materiali e umane. Avevamo rinunciato a malincuore, consapevoli di perdere l’occasione per conoscere una realtà per molti versi unica e decisamente controcorrente. Per l’integra bellezza di questo tratto di costa cilentana e per le politiche di un’amministrazione consapevole del suo enorme valore per la vita della comunità locale, e perciò decisa a difenderla.

L’assassinio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, di cui racconta Antonio Pergolizzi in “Ecomafianews” (vedi Punto sostenibile nei Riferimenti), ha bruscamente costretto gli organizzatori a uno stop. Si ferma l’evento, si ferma Pollica, rara “città slow” in una Campania scenario di alcune tra le peggiori aggressioni al territorio che si siano verificate nel nostro paese. Ed eccola l’ecomafia. Non solo colletti bianchi, controllo degli appalti, abile sfruttamento delle emergenze, e silenzioso avvelenamento di un territorio e della società che vi si è insediata, ma anche pallottole, quando serve. E un tratto di costa ancora integro, ancora da “sviluppare”, vale senza dubbio qualche pallottola.
 
Ed ecco chi sono i nemici dell’ecomafia, ecco chi c’è in prima linea. Come riportato nello stesso articolo già citato, “per la camorra conta di più un consigliere comunale di un ministro”. Figuriamoci un sindaco… Ed ecco infine quali sono i valori, le idee e le pratiche la cui diffusione può dare molto fastidio ai clan. Sono i valori dell’ambiente, dello sviluppo equo e durevole, del rispetto per il luogo che ci ospita, per ciò che è patrimonio di tutti e, naturalmente, i valori della legalità.
 
Leggendo i dati e le storie contenute nel rapporto Ecomafia 2010 è possibile capire quanto squilibrato può essere il confronto tra una holding criminale con bilanci stratosferici e amministrazioni locali che hanno sempre minori risorse a disposizione e che spesso per lo stato sono molto, molto lontane. Lo scenario è difficilmente immaginabile.
 
Le parole di Roberto Saviano nella prefazione al rapporto suonano più attuali che mai: “O quello delle ecomafie diventa il tema principale nella gestione politica del paese, o questo veleno ci toglierà tutto”, tutta quella bellezza e ricchezza che diamo un po’ per scontata, che ancora ci aspettiamo di trovare straordinariamente diffusa lungo tutta la penisola. La speranza, dice ancora Saviano, è che questo allarme venga ascoltato. Senza aspettare le prossime pallottole, mentre l’omicidio di Vassallo scivola già via dalle prime pagine. Le indagini sono all’inizio e quindi nulla di quanto ipotizzato in queste righe è ancora provato. Ma lo scenario è più che verosimile.
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