Si tratta di un emendamento al disegno di legge sull'energia approvato in Commissione industria del Senato che permetterebbe di continuare a commercializzare elettrodomestici a bassa efficienza energetica oltre che le vecchie lampadine a incandescenza. Un provvedimento anti-ecologico e anti-economico, assolutamente non in linea con le politiche ambientali della maggior parte dei governi occidentali.
Il divieto di commercializzare questo genere di elettrodomestici e lampadine, infatti, era stato introdotto dal Governo Prodi e, solo per ciò che riguarda il bando delle vecchie lampadine, avrebbe consentito di tagliare le emissioni di anidride carbonica di tre milioni di tonnellate e di risparmiare energia per 5,6 miliardi di kWh.
L'Italia, quindi, continua a seguire una condotta di marcia disallineata rispetto a quella dei governi più illuminati dei paesi industrializzati (vedi Usa e Germania), impegnati invece nella promozione delle tecnologie verdi e dell'efficienza. E dopo la tentata abolizione degli sgravi fiscali per l'efficienza energetica, scongiurata grazie a una vasta mobilitazione delle forze produttive, delle associazioni e dei cittadini, ora il Governo Berlusconi rischia di andare a colpire proprio l'industria nostrana laddove essa è più forte. Nel settore degli elettrodomestici, infatti, il nostro Paese è all'avanguardia nei modelli ad alta efficienza.
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