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14 Giugno 2011

Punto a capo. Lettera maiuscola

(Anna Bruno)

Dobbiamo davvero esultare che sia stata messa la parola fine alle ipotesi nucleariste nel nostro paese. E’ servita una mobilitazione generale, compatta, determinata, di cui tutti noi Cittadini siamo enormemente fieri.

Non possiamo tuttavia dimenticare quanto tempo e quante energie siano state sprecate a rincorrere una follia perdente nel merito e probabilmente non fattibile comunque nel nostro paese. Lanciare parole d’ordine miracolistiche sembrava diventato il pane quotidiano della nostra classe politica: Ponte di Messina, Banca per il Sud, Napoli senza rifiuti, Piano casa, Ricostruzione dell’Aquila, Processi brevi, Semplificazione, Sburocratizzazione, Privatizzazione. E naturalmente Energia nucleare "pulita" a costi minori.

Nella rincorsa di chimere e slogan, pare sia rimasto poco tempo alla governance per occuparsi dei problemi di sostanza, quelli che – per risolverli – bisogna studiare, dibattere, capire e via via trovare faticose soluzioni.

Citiamone solo uno, giacché di politica energetica si dovrà pur parlare prima o poi: sarà il caso di mettere mano almeno a una bozza di piano energetico al 2020 (e non di rifarlo, come si sente dire in giro, perché comunque il nucleare per quella data non ci sarebbe comunque stato). Il Ministro dello Sviluppo economico ha promesso una Conferenza sull’energia subito dopo l’estate. Ma chi discuterà cosa? Qualche idea o appunto dovrebbe pur essere in circolazione essendo ormai l’estate alle porte. Soprattutto se si pensa che il Dlgs 28/2011 ha "promesso" per fine giugno il famoso burden sharing, cioè la suddivisione tra le Regioni degli obiettivi al 2020, che viene rimandato da anni come se fosse una inezia di cui si può fare a meno. Le Regioni, senza questa importante tappa, non possono pianificare l’immediato futuro delle loro politiche energetiche.

E per la fine di settembre, sempre il Dlgs 28/2011, ha anche "promesso" tutto il pacchetto di attuativi che regoleranno gli incentivi alle rinnovabili e all’efficienza energetica dopo il 2012. Senza i quali, gli operatori non possono pianificare l’immediato futuro delle loro politiche economiche. Allora, giacché abbiamo fatto punto e a capo, adesso per favore cominciamo con una lettera maiuscola, che imprima un po’ di forza alle stanche stanze dell’esecutivo.

DIAMOCI DA FARE.

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