Il decreto ministeriale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2012, è un attuativo dell’articolo 40 del Dlgs 28/2011 di recepimento della direttiva 2009/28/Ce, con cui l’Italia ha avviato il percorso per il raggiungimento al 2020 di una quota complessiva pari al 17% di energia da fonti rinnovabili sul consumo complessivo finale lordo di energia (elettricità + riscaldamento/raffrescamento + trasporti).
L’Allegato I al decreto contiene la metodologia di calcolo della quota complessiva di energia da fonti rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento sul consumo finale lordo di energia e della quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti.
L’Allegato I contiene dieci schede, uno per ogni “tema statistico”:
I. Calore derivato, ovvero prodotto da impianti del settore della trasformazione di fonti primarie e ceduto a terzi;
II. Energia geotermica;
III. Energia solare termica;
IV. Rifiuti;
V. Biomasse solide;
VI. Bioliquidi;
VII. Biogas;
VIII. Pompe di calore;
IX. Biocarburanti e biometano;
X. Energia elettrica nei trasporti.
L’Allegato I non si occupa invece del settore elettrico, la cui metodologia di rilevazione è infatti basata:
• per quanto riguarda il solare fotovoltaico e comunque gli impianti di potenza inferiore ai 200 kW, sugli archivi amministrativi o la rilevazione diretta del GSE sugli incentivi e sulle certificazioni di impianto;
• per quanto riguarda tutte le altre forme di generazione elettrica da fonti rinnovabili, su dati rilevati direttamente da Terna presso gli operatori che Terna stessa è tenuta a trasmettere annualmente al GSE.
I dati e le informazioni raccolte dal GSE verranno utilizzati per l'elaborazione del Bilancio energetico nazionale e per le altre statistiche nazionali, che l’Italia dovrà inviare all'Ufficio competente della Commissione europea.
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