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Delibera Autorità energia 17 ottobre 2013, n. 462/2013/R/EEL

Disposizioni in materia di dispacciamento delle fonti rinnovabili non programmabili in seguito alle ordinanze del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, nn. 3565, 3566, 3567 e 3568 dell'11 settembre 2013

Si vedano le ordinanze Consiglio di Stato 11 settembre 2013, n. 3568 e n. 3566.

Si rimanda alla delibera 111/06 nel testo vigente e aggiornato.


Ultima versione disponibile al 07/12/2019

Autorità di regolazione per energia reti e ambiente - Arera (già Aeegsi)
Delibera 17 ottobre 2013, n. 462/2013/R/EEL
(Pubblicata sul sito dell'Autorità il 22 ottobre 2013)

Disposizioni in materia di dispacciamento delle fonti rinnovabili non programmabili in seguito alle ordinanze del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, nn. 3565, 3566, 3567 e 3568 dell'11 settembre 2013

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas

Nella riunione del 17 ottobre 2013

Visti:

— la legge 14 novembre 1995, n. 481;

— la direttiva 2009/72/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (di seguito: direttiva 2009/72/Ce);

— il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (di seguito: decreto legislativo 79/1999);

— il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387;

— il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28;

— il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93;

— la deliberazione dell'Autorità dell'energia elettrica e il gas (di seguito: Autorità) 9 giugno 2006, n. 111/06 e il relativo Allegato A (di seguito: deliberazione 111/06);

— la deliberazione 5 luglio 2012, 281/2012/R/EFR (di seguito: deliberazione 281/2012/R/EFR);

— la deliberazione 2 agosto 2012, 343/2012/R/EFR (di seguito: deliberazione 343/2012/R/EFR);

— la deliberazione 22 novembre 2012, 493/2012/R/EFR (di seguito: deliberazione 493/2012/R/EFR);

— le sentenze del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia (di seguito: Tar Lombardia), Sezione Terza, 24 giugno 2013, n. 1613, 1614, 1615, 1616 e 12 luglio 2013, n. 1830;

— le ordinanze del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, 11 settembre 2013, nn. 3565, 3566, 3567 e 3568;

— il comunicato dell'Autorità, pubblicato in data 4 ottobre 2013, recante “Applicazione delle ordinanze nn. 3565, 3566, 3567 del Consiglio di Stato, in materia di dispacciamento delle fonti rinnovabili non programmabili";.

Considerato che:

— con le sentenze 1613, 1614, 1615 e 1830 dell'11 settembre 2013, il Tar Lombardia, Sezione Terza, ha parzialmente annullato le deliberazioni dell'Autorità 281/2012/R/EFR, 343/2012/R/EFR e 493/2012/R/EFR;

— su appello dell'Autorità avverso i capi sfavorevoli delle suddette sentenze, il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, con le ordinanze 3565, 3566, 3567 e 3568 dell'11 settembre 2013, ha disposto:

— la sospensione delle prescrizioni che equiparano le fonti energetiche rinnovabili non programmabili alle altre fonti;

— la permanenza in vigore delle rimanenti prescrizioni e, in particolare, di quelle necessarie a garantire la sicurezza del sistema;

— la fissazione dell'udienza di merito in data 11 febbraio 2014;

— con il comunicato del 4 ottobre 2013, l'Autorità ha definito, in via d'urgenza, le modalità di esecuzione delle suddette ordinanze del Consiglio di Stato;

— in seguito alla richiesta di chiarimenti pervenuta da Terna Spa (prot. 33635 del 17 ottobre 2013) e da segnalazioni di operatori del settore, si rendono opportune alcune precisazioni in merito all'ottemperanza alle ordinanze del Consiglio di Stato.

Considerato che:

— ai sensi della direttiva 2009/72/Ce, articoli 15, paragrafo 7, e 36, paragrafo 6 lettera b), nonché dell'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 79/1999, le fonti rinnovabili non programmabili non possono essere sottratte dall'applicazione dei corrispettivi di sbilanciamento, né possono essere esentate dal contribuire alla sicurezza del sistema elettrico (cfr. sentenze 1615/2013 e 1830/2013 del Tar Lombardia);

— lo sviluppo delle fonti rinnovabili, inoltre, deve essere contemperato e quindi reso compatibile con le esigenze di sicurezza del sistema elettrico in quanto valore preminente nell'ambito dell'organizzazione del servizio di dispacciamento (cfr. sentenza 1616/2013 del Tar Lombardia);

— l'applicazione corretta dei corrispettivi di sbilanciamento consente di attribuire agli sbilanciamenti il proprio valore di mercato e, al tempo stesso, trasferisce anche alle fonti rinnovabili non programmabili segnali economici che promuovano la corretta previsione delle immissioni di energia elettrica, in modo da consentire l'ottimizzazione della gestione in sicurezza del sistema elettrico nazionale da parte di Terna Spa, senza costi ingiustificati a carico della collettività, consumatori e altri clienti elettrici;

— ai sensi del comma 14.6, dell'allegato A alla deliberazione 111/06, inoltre, nel caso di unità di produzione alimentate da fonti rinnovabili non programmabili, gli utenti del dispacciamento sono tenuti a definire i programmi di immissione utilizzando le migliori stime dei quantitativi di energia elettrica effettivamente prodotti dalle medesime unità, in conformità ai principi di diligenza, prudenza, perizia e previdenza; ai sensi del successivo comma 14.7, Terna Spa segnala all'Autorità significativi e reiterati scostamenti dall'applicazione dei principi enunciati al comma precedente, per l'adozione dei relativi provvedimenti di competenza;

— pertanto, affinché le fonti rinnovabili non programmabili concorrano alla sicurezza del sistema elettrico nazionale specialmente nelle zone ad alta penetrazione delle medesime (Centro Sud), è necessario disporre di strumenti, anche economici, che promuovano la corretta previsione delle immissioni di energia elettrica; e che, pertanto, anche agli utenti del dispacciamento titolari di unità di produzione alimentate da fonti rinnovabili non programmabili siano applicati, almeno in parte e differenziandoli a favore di quest'ultime rispetto alle fonti programmabili, corrispettivi di sbilanciamento espressivi del valore di mercato dell'energia elettrica immessa in più o in meno rispetto al programma vincolante modificato e corretto (cd. sbilanciamenti), pur garantendo, come già indicato, un trattamento differente e più favorevole rispetto a quello applicabile alle fonti programmabili;

— al riguardo, la previsione di un siffatto sistema di partecipazione ai costi di sbilanciamento non costituisce di per sé una forma di penalizzazione per le fonti rinnovabili non programmabili (come già rilevato anche dalla sentenza 1616/2013 del Tar Lombardia);

— peraltro, l'applicazione di franchigie al di sotto delle quali gli sbilanciamenti vengono valorizzati al prezzo zonale orario anziché sulla base del loro effettivo valore nel caso di impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili consente un trattamento di favore per tali tipi di fonti rispetto a tutte le altre fonti

programmabili.

Ritenuto, pertanto, che:

— sia necessario dare tempestiva esecuzione alle ordinanze del Consiglio di Stato, 3565/2013, 3566/2013, 3567/2013 e 3568/2013, al fine di salvaguardare la sicurezza del sistema elettrico nazionale;

— per effetto delle citate ordinanze del Consiglio di Stato, siano da ritenersi sospesi i capi delle sentenze 1613/2013, 1614/2013, 1615/2013 e 1830/2013, con cui il Tar Lombardia ha annullato la deliberazione 281/2012/R/EFR, come successivamente modificata e integrata, nella parte in cui prevede che gli sbilanciamenti siano valorizzati sulla base del loro effettivo valore di mercato (al di sopra della franchigia definita pari al 20% del programma di immissione modificato e corretto);

— continuino ad essere annullate, per effetto delle citate sentenze del Tar Lombardia, le disposizioni della deliberazione 281/2012/R/EFR finalizzate a ridurre gradualmente la franchigia, in quanto diminutive della effettiva differenziazione tra fonti rinnovabili non programmabili e programmabili;

— le disposizioni della deliberazione 281/2012/R/EFR, che non sono sospese ai fini della sicurezza del sistema per effetto delle ordinanze del Consiglio di Stato, si intendano produttive di effetti a partire dall'1 gennaio 2013, data di entrata in vigore della medesima deliberazione 281/2012/R/EFR, fino alla decisione di merito degli appelli presentati dall'Autorità;

— tuttavia, in considerazione della natura interinale degli effetti delle ordinanze del Consiglio di Stato, al fine di evitare continui e dispendiosi conguagli, sia opportuno che Terna Spa e Gse Spa diano esecuzione alle presenti disposizioni esclusivamente a decorrere dalle produzioni del mese di ottobre 2013, rimandandone l'applicazione relativa al periodo 1 gennaio 2013-30 settembre 2013 in esito al predetto contenzioso;

— i conguagli definitivi, quindi, debbano essere eseguiti con riferimento alle produzioni di energia elettrica dall'1 gennaio 2013 in poi solo a seguito della decisione di merito del Consiglio di Stato;

— il comunicato del 4 ottobre 2013 debba intendersi assorbito dalla presente deliberazione

 

Delibera

1. per quanto motivato, in esecuzione delle ordinanze del Consiglio di Stato dell'11 settembre 2013, 3565, 3566, 3567 e 3568, si osservano le seguenti disposizioni:

— con riferimento ai punti di dispacciamento per unità di produzione alimentate da fonti rinnovabili non programmabili, i corrispettivi di cui al comma 40.3 dell'allegato A alla deliberazione 111/06 si applicano esclusivamente alla quota di sbilanciamento effettivo che eccede il 20% del programma vincolante modificato e corretto del punto di dispacciamento; entro tali franchigie, gli sbilanciamenti imputabili alle fonti rinnovabili non programmabili vengono valorizzati al prezzo zonale orario, con i relativi oneri a carico della collettività;

— sono in vigore le disposizioni transitorie contenute nell'articolo 78, comma 78.1, lettera a), dell'Allegato A alla deliberazione 111/06, così come introdotte con la deliberazione 281/2012/R/EFR;

— sono sospese le disposizioni transitorie contenute nell'articolo 78, comma 78.1, lettera b), dell'Allegato A alla deliberazione 111/06 e parimenti sospesi gli effetti che sarebbero derivati, a partire dall'1 gennaio 2014, a seguito della cessazione della validità delle disposizioni transitorie (ovvero l'abolizione della franchigia);

— trovano quindi applicazione tutte le disposizioni di cui alle deliberazioni dell'Autorità 281/2012/R/EFR, 343/2012/R/EFR e 493/2012/R/EFR diverse da quelle di cui ai precedenti alinea.

2. le disposizioni di cui al Punto 1 sono efficaci a decorrere dall'1 gennaio 2013 fino alla decisione di merito degli appelli dell'Autorità pendenti dinanzi al Consiglio di Stato;

3. Terna Spa e Gse Spa danno esecuzione alle disposizioni in vigore della deliberazione 281/2012/R/EFR con decorrenza dalle produzioni di energia elettrica dell'ottobre 2013, rinviando l'applicazione di tale disciplina alle produzioni relative al periodo 1° gennaio 2013-30 settembre 2013 al termine del predetto contenzioso, provvedendo ai conguagli definitivi solo in seguito alla decisione di merito da parte del Consiglio di Stato;

4. il presente provvedimento viene pubblicato sul sito internet dell'Autorità www.autorita.energia.it.