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12 novembre 2014

Dl "Sblocca Italia" e legge di conversione, le novità in materia di energia ed edilizia

Parole chiave Parole chiave: Energia | Efficienza energetica | Efficienza energetica | Edilizia | Elettricità | Energie rinnovabili | Incentivi / agevolazioni / sussidi | Impianti termici civili | Edilizia

Testo vigente oggi 19/09/2019

 

Sono in vigore dal 12 novembre 2014 le novità energetiche e in materia di edilizia previste dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, di conversione del Dl 12 settembre 2014, n. 133, cosiddetto "Sblocca Italia".

 

Il provvedimento, recante misure a tutto campo per la semplificazione burocratica, la realizzazione di opere pubbliche, il contrasto al dissesto idrogeologico, si occupa anche di energia e semplificazioni in edilizia, con diverse misure che riguardano anche gli impianti a fonti rinnovabili.

 

Nella tabella seguente si riportano le misure di interesse nei settori energia ed edilizia.

 

ENERGIA
Materia Articolo Argomento Dl 133/2014
(in vigore dal 13 settembre 2014)
Argomento legge 164/2014
(in vigore dal 12 novembre 2014)
Conto termico 22 La norma rilancia le disposizioni del cosiddetto "Conto termico", che riguarda i contributi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e piccoli interventi di efficientamento energetico, ai sensi dell'articolo 28, Dlgs 28/2011. Un successivo Dm semplificherà l'accesso alle procedure e fornirà maggiore trasparenza e pubblicità agli interventi ammissibili. Monitoraggio sul funzionamento degli incentivi al 31 dicembre 2015 e se necessario nuovo intervento con Dm correttivo. Il nuovo Dm sul "Conto termico" dovrà anche prevedere che le agevolazioni previste per le pubbliche Amministrazioni siano estese anche a soggetti di edilizia popolare e cooperative di abitanti.
Incentivi FV 22-bis Le disposizioni sulla rimodulazione/riduzione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici non si applicano agli impianti i cui soggetti responsabili erano, alla data del 21 agosto 2014 (entrata in vigore legge 116/2014 di conversione del Dl 91/2014) Enti locali o scuole.
Proventi della ricerca di idrocarburi 36 Intervenendo sulla Finanziaria 2012 (legge 183/2011) si stabilisce che in caso di aumento delle estrazioni petrolifere per gli anni dal 2015 al 2018, i Ministri dello sviluppo economico e quello dell'economia - entro il 31 luglio di ogni anno - stabiliranno le royalties che saranno fuori dal patto di stabilità spettanti alle Regioni interessate. Peraltro condizione per fare uscire le royalties dal patto di stabilità è che le etrazioni per il 2014, 2015, 2016 e 2017 devono essere superiori a quelle del 2013. Il limite di esclusione dal patto di stabilità sarà definito con la legge di stabilità 2015. La legge di conversione include tra le spese finanziabili con le royalties non solo quelle di sviluppo dell'occupazione e delle attività economiche ma anche quelle di bonifica, ripristino ambientale e mitigazione del rischio idrogeologico.
Sparisce il limite degli anni da 2015-2018 come attivazione della misura.
Il limite di esclusione dal patto di stabilità sarà definito con la legge di stabilità del 2015 e con le successive.
Nuovi insediamenti petroliferi e contributi ai territori coinvolti 36-bis Il riferimento è all'articolo 16, Dl 1/2012, convertito in legge 27/2012.
Il 30% delle maggiori entrate statali derivanti dai versamenti dei soggetti titolari di concessioni per la ricerca degli idrocarburi vanno a finanziare iniziative di sviluppo infrastrutturale e occupazionale dei Comuni dove siano situati tali insediamenti produttivi.
Rete del gas 37 Per aumentare la sicurezza delle forniture di gas, i gasdotti di importazione di gas dall'estero, i terminali di rigassificazione di Gnl, gli stoccaggi di gas naturale e le infrastrutture della rete nazionale di trasporto del gas naturale sono opere di interesse strategico, costituiscono una priorità nazionale e rivestono il carattere di pubblica utilità e di opere indifferibili e urgenti ai sensi del Tu espropri (Dpr 8 giugno 2001, n. 327).
Di conseguenza la norma modifica le discipline di settore (Dlgs 164/2000 sul gas e Dpr 327/2001 sugli espropri) nonché l'allegato XII, parte seconda, Dlgs 152/2006 sugli impianti soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (in questo caso includendovi quelli facenti parte della rete nazionale dei gasdotti con potenza termica di almeno 50 MW).
Sostanzialmente invariato. La legge di conversione precisa che per la realizzazione del gasdotto occorre acquisire previamente il parere degli Enti locali dove ricade l'infrastruttura. Il parere va reso entro 30 giorni dalla richiesta, dopodiché si intende acquisito.
Ricerca di gas e idrocarburi 38, c. 1-8 Le attività di ricerca idrocarburi e stoccaggio del gas sono di interesse strategico e rivestono carattere di pubblica utilità, urgenti e indifferibili. Nel decreto autorizzatorio è compresa la dichiarazione di pubblica utilità e l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio ai sensi del Dpr 327/2001.
L'autorizzazione (titolo concessorio unico) la rilascia il Ministro dello sviluppo economico.
Il titolo concessorio è rilasciato entro 180 giorni agli esiti di una conferenza dei servizi.
Le linee guida del procedimento saranno stabilite con Dm Sviluppo economico entro il 12 marzo 2015 (180 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto-legge).



I procedimenti di Via relativi a ricerca di idrocarburi pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge passano al Ministero dell'ambiente cui la Regione trasmette gli atti.

Il Ministro dello sviluppo sentito il Minambiente con un decreto predispone un piano delle aree in cui sono consentite le attività di ricerca idrocarburi e stoccaggio gas.
I progetti sottoposti a titolo concessorio unico sono sottoposti obbligatoriamente a Via. La società che fa domanda deve fornire garanzie economiche che possano coprire i costi di un eventuale incidente durante l'attività. I costi sono commisurati a quelli derivanti dal più grave incidente nei diversi scenari ipotizzati in fase di studio e analisi dei rischi.



La Via per il progetti di coltivazione di idrocarburi sulla terraferma è di competenza statale. Viene così modificata la lettera v) dell'allegato III, parte seconda del Dlgs 152/2006 (progetti sottoposti a Via regionale).
Passa allo stato anche la analoga competenza regionale sullo screening per attività di ricerca di idrocarburi su terraferma (abrogata la lettera g) allegato IV, parte seconda Dlgs 152/2006).
I progetti di Via per la ricerca di idrocarburi in mano alle Regioni alla data di entrata in vigore del decreto-legge (13-9-2014) sono chiusi dalle Regioni entro il 31 marzo 2015. Decorso tale termine tutta la documentazione passa al MinAmbiente.
Queste norme si applicano, su istanza del titolare o del richiedente da presentare entro il 10 febbraio 2014 anche ai procedimenti in corso e a quelli rilasciati dopo l'entrata in vigore del Dlgs 152/2006.
Entro il 12 dicembre 2014 (30 giorni dall'entrata in vigore della legge) l'istante può fare richiesta di proseguire la Via con la Regione.

Estrazione petrolio e reiniezione liquido 38, c. 11 L'autorizzazione alla reiniezione delle acque di strato o della frazione gassosta estratta in giacimento è effettuata dietro autorizzazione ai sensi dell'articolo 1, comma 82-sexies, legge 239/2004. La legge di conversione precisa che le autorizzazioni relative alla reiniezione delle acque di strato o della frazione gassosa estratta in giacimento sono rilasciate con la prescrizione delle precauzioni tecniche necessarie a garantire che esse non possano raggiungere altri sistemi idrici o nuocere ad altri ecosistemi.
Costi delle verifiche di impianti e infrastrutture energetiche 38, c. 11-ter Passa dallo 0,5 per mille all'1 per mille del valore delle opere da realizzare, il contributo delle imprese per i costi delle verifiche e delle ispezioni di impianti e infrastrutture energetiche di competenza statale il cui valore sia di entità superiore a 5 milioni di euro.
Divieto del fracking 38, c. 11-quater La disposizione modifica l'articolo 144, Dlgs 152/2006 recante "tutela e uso delle risorse idriche".
Con l'inserimento del comma 4-bis a tutela del patrimonio idrico viene vietato il rilascio di concessioni per la ricerca e l'estrazione di shale gas e shale oil ed è vietata qualunque tecnica di "fracking", cioè fratturazione delle formazioni rocciose in cui lo shale gas o lo shale oil sono intrappolati, attraverso l'iniezione in pressione nel sottosuolo di fluidi liquidi o gassosi.
Cogenerazione 38, c. 11-quinquies Con un successivo Dm sviluppo economico sarà definita una maggiore valorizzazione dell'energia prodotta da impianti di cogenerazione ad alto rendimento ottenuta da riconversione di impianti esistenti di generazione di energia elettrica da bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali e artigianali, se l'impianto di cogenerazione alimenta i medesimi siti.
Nuova definizione di teleriscaldamento e teleraffrescamento 39-bis Nuova definizione di teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera tt), Dlgs 102/2014. per teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti si intende un sistema di teleriscaldamento o teleraffreddamento che usa, in alternativa, almeno:
- il 50 per cento di energia derivante da fonti rinnovabili;
- il 50 per cento di calore di scarto;
- il 75 per cento di calore cogenerato;
- il 50 per cento di una combinazione delle precedenti.
EDILIZIA
Materia Articolo Argomento Dl 133/2014
(in vigore dal 13 settembre 2014)
Argomento legge 164/2014
(in vigore dal 12 novembre 2014)
Cablatura edifici 6-ter - Attraverso l'inserimento dell'articolo 135-bis nel Tu edilizia (Dpr 380/2001) si stabilisce l'obbligatorietà dal 1° luglio 2015 per tutti gli edifici nuovi di prevedere impianti per la fibra ottica e la banda larga. Stessa obbligo in caso di ristrutturazione profonda. Gli edifici di questo tipo potranno beneficiare della etichetta di "edificio
predisposto alla banda larga" rilasciata da tecnico abilitato.
Rischio idrogeologico 7, c. 2-5 La norma stabilisce che a partire dal 2015, le risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico devono essere utilizzate tramite accordi di programma sottoscritti tra Regione e MinAmbiente, in cui venga definita la quota di cofinanziamento regionale. Gli interventi saranno individuati tramite Dpcm.

Il MinAmbiente viene poi incaricato di provvedere alla revoca, anche parziale, delle risorse assegnate negli anni scorsi alle Regioni e ad altri Enti per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, se alla data del 30 settembre 2014:
- non sia stato pubblicato il bando di gara, o
- non sia stato disposto l'affidamento dei lavori, nonché
- gli interventi che risultino difformi dalle finalità suddette.
All'Ispra il compito di assicurare l'espletamento degli accertamenti e dei sopralluoghi d'istruttoria entro il 30 novembre 2014.

In relazione agli accordi di programma stipulati con le Regioni ai sensi della legge 191/2009 (Finanziaria 2010), alle Regioni viene consentito di avvalersi di società in house delle amministrazione centrali dello Stato. Nello stesso ambito, si semplificano le procedure per le occupazioni di urgenza e le espropriazioni delle aree occorrenti.
La legge di conversione precisa che le risorse sono prioritariamente destinate agli interventi integrati, finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità, ovvero che integrino gli obiettivi della direttiva acque (2000/60/Ce) e della direttiva sulla valutazione e gestione rischi alluvioni (2007/60/Ce).
Edilizia e manutenzione straordinaria 17, c. 1, lett. a) e lett. c) Attraverso una modifica all'articolo 3, comma 1, lettera b) del Dpr 380/2001 (Tu edilizia) si modificano gli interventi rientranti nella "manutenzione straordinaria" (per i quali basta la comunicazione al Comune e non è necessario il permesso di costruire). Si possono modificare anche parti strutturali dell'immobile a patto di non alterare la volumetria complessiva dell'edificio (prima non si poteva alterare la volumetria della singola unità immobiliare).
Inoltre sono "manutenzione straordinaria" anche gli interventi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari anche se si varia la superficie delle singole unità immobiliari o aumenta il carico urbanistico, purché non cambi la destinazione d'uso e non sia modificata la volumetria complessiva dell'edificio.
In conseguenza delle nuove disposizioni viene modificato anche l'articolo 6, comma 2, lettera a) sulla comunicazione al Comune per attività di ristrutturazione che ora può anche includere l'aumento del numero delle unità immobiliari, fermo restando il divieto di modifica della volumetria dell'edificio.
Limitatamente agli interventi di manutenzione straordinaria e alle modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d'impresa, nonché alle modifiche della destinazione d'uso dei locali adibiti ad esercizio d'impresa, la comunicazione di inizio lavori è asseverata da un tecnico abilitato che dichiara la conformità dei lavori agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi e che non sono interessate le parti strutturali dell'edificio. Inoltre nella comunicazione sono evidenziati i dati dell'impresa cui sono affidati i lavori.
Sottratto alle Regioni il potere di aggravare la procedura di comunicazione come prevedeva il comma 6 dell'articolo 6, Dpr 380/2001.
La comunicazione di inizio lavori di manutenzione straordinaria è valida anche ai fini catastali (Rdl 652/1939) e il Comune deve inoltrarla all'Agenzia del territorio.

La legge di conversione aggiunge agli interventi di manutenzione ordinaria (articolo 6, comma 1, lettera a) Dpr 380/2001) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW.
Tali interventi si aggiungono a quelli eseguibili senza alcun titolo abilitativo.

















Il tecnico abilitato che assevera la comunicazione di inizio lavori deve attestare anche la conformità dei lavori alla normativa antisismica e a quella in materia di rendimento energetico in edilizia.









La legge di conversione precisa che la validità anche ai fini catastali opera solo se la comunicazione di inizio lavori è integrata con la comunicazione di fine lavori.

Incremento della sanzione per mancata comunicazione inizio lavori o mancata comunicazione asseverata. Da 258 euro la sanzione passa a 1.000 euro.

Edilizia e interventi di conservazione 17, c. 1, lett. b) Inserimento dell'articolo 3-bis al Dpr 380/2001 (Tu edilizia). La pianificazione urbanistica comunale individua gli edifici non più compatibili con la pianificazione. Il Comune in questo caso, anziché espropriare può favorire forme di riqualificazione delle aree con forme di compensazione rispondenti all'interesse pubblico e rispettose dell'imparzialità e buon andamento della pubblica Amministrazione. Nelle more della definizione il proprietario dell'edificio può eseguire tutti gli interventi conservativi tranne demolire e ricostruire. La legge di conversione precisa che le misure di compensazione devono incidere sull'area interessata senza aumento della superficie coperta.
Edilizia e costruzione in deroga 17, c. 1, lett. e) Attraverso la modifica dell'articolo 14, Dpr 380/2001 viene previsto che ristrutturazioni edilizie e urbanistiche, anche in aree industriali dismesse possono essere fatte con permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici a patto che il Consiglio comunale ne attesti l'interesse pubblico. La legge di conversione precisa che il mutamento di destinazione d'uso non deve comportare aumento della superficie coperta prima dell'intervento di ristrutturazione, ferme restando le norme sulle aperture e i divieti di realizzazione degli insediamenti commerciali previsti dall'articolo 31, comma 2, Dl 201/2011, conv. dalla legge 214/2011.
Edilizia e proroga del permesso di costruire 17, c. 1, lett. f) Possibile la proroga del permesso di costruire (nuovo comma 2-bis dell'articolo 15, Dpr 380/2001) anche se se i lavori non possono essere iniziati o finiti per azioni della pubblica Amministrazione o della Magistratura rivelatesi poi infondate. La legge di conversione precisa ulteriormente quando può essere chiesta la proroga del permesso di costruire (articolo 15, comma 2, Dpr 380/2001), inserendo la possibilità di ottenere la proroga anche per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso.
Invariato il disposto del nuovo comma 2-bis, articolo 15, Dpr 380/2001 come inserito dal decreto-legge.
Edilizia e permesso di costruire 17, c. 1, lett. i) Ridotti i casi in cui i tempi del permesso di costruire raddoppiano (articolo 20, comma 7, Dpr 380/2001). Prima era previsto accadesse nei Comuni sopra i 100.000 abitanti e in casi di procedimenti particolarmente complessi. Ora solo in caso di procedimenti complessi il responsabile del procedimento potrà allungare i tempi. Identico.
Scia edilizia per varianti 17, c. 1, lett. l) e m) Interventi sull'articolo 22, Dpr 380/2001. Scompare la denuncia di inizio attività (Dia) - tranne che nelle forme della cosiddetta "SuperDia" sostitutiva del permesso di costruire. La Dia è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività (Scia). La Scia si può presentare anche per varianti al permesso di costruire conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie. Occorre comunque allegare eventuali assensi previsti dalle norme di settore a tutela del paesaggio, del patrimonio storico-artistico e dell'ambiente, e comunicare la fine lavori con attestazione del professionista.
Identico.
17, c. 1, lett. n) Possibile cambiare la destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale (le categorie sono: 1) residenziale e turistico-ricettiva; 2) produttiva e direzionale; 3) commerciale; 4) rurale). Le categorie sono riscritte separando la categoria "residenziale" da quella "turistico-ricettiva" che così diventano due categorie diverse.
Le Regioni adeguano le proprie leggi a quanto così previsto. Se non lo fanno vale la disciplina prevista dalla presente legge.
Permesso di costruire convenzionato 17, c. 1, lett. p) Nuovo articolo 28-bis del Dpr 380/2001 che introduce il permesso di costruire convenzionato diretto a soddisfare le esigenze di urbanizzazione del Comune in modalità semplificata. La convenzione specifica gli obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico che il soggetto attuatore si assume per conseguire il rilascio del titolo edilizio. Identico.
Sanzioni per demolizione opere abusive 17, c. 1, lett. q-bis) Con l'inserimento del comma 4-bis all'articolo 31, Dpr 380/2001 sulle sanzioni, si prevede che l'Autorità competente verificata l'inottemperanza all'obbligo di demolire l'opera abusiva irroga una sanzione da 2.000 a 20.000 euro applicata sempre nel massimo in caso di abusi su aree a vincolo di inedificabilità o a rischio idrogeologico. Se il dirigente della pubblica Amministrazione non irroga le sanzioni scatta la responsabilità disciplinare.
I proventi delle sanzioni vanno esclusivamente a coprire i costi della demolizione dell'opera abusiva e rimessa in pristino e all'acquisizione di aree destinate a verde pubblico.
Il nuovo comma 4-quater dell'articolo 31, Dpr 380/2001 stabilisce la possibilità per le Regioni di aumentare le sanzioni sopra viste.
Regolamento unico edilizio 17-bis L'articolo 4 del Dpr 380/2001 (Tu edilizia) si arricchisce del comma 1-sexies che sancisce il varo da parte di Governo e autonomie locali in sede di Conferenza unificata di un regolamento edilizio-tipo che poi dovrà essere adottato dai Comuni.
Territorio - Dismissione immobili 20, c. 4-quater Attraverso la modifica dell'articolo 11-quinquies del Dl 203/2005, convertito in legge 248/2005 si dà la possibilità anche alle pubbliche Amministrazioni di definire gli immobili che intendono dismettere, dando così mandato all'Agenzia del demanio ad effettuare l'operazione di messa sul mercato.
Dismissione beni di interesse ambientale 20, c. 4-quinquies Modifiche all'articolo 3, Dl 133/2013, convertito in legge 5/2014.
La norma prevede che il MinAmbiente debba individuare beni di rilevante interesse ambientale di cui intenda mantenere la proprietà allo Stato nonché debba dichiarare l'avvio di procedimenti diretti all'istituzione di aree naturali protette. La novità è che se non lo fa l'Agenzia del demanio può senz'altro procedere alla vendita dei beni salvo che il Ministero non renda parere contrario entro 30 giorni dalla richiesta dell'Agenzia.
La legge fa sparire dal Dl 133/2013 l'analogo obbligo in capo al Ministero dei beni culturali, che non deve più procedere all'individuazione dei beni di interesse culturale di cui intenda rimanere proprietario.
Interventi dei cittadini su valorizzazione 24 La norma dà la possibilità ai Comuni di definire criteri e condizioni per realizzare interventi su progetti presentati da cittadini singoli e associati diretti alla pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze o strade ed in genere a valorizzare una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi i Comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni temporanee di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. La legge di conversione precisa che i Comuni devono adottare tali criteri con apposita delibera.
Inoltre si aggiungono alle possibili tipologie di interventi quelli di di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati.
Infine, le riduzioni di tributi sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.
Conferenza dei servizi e dissenso "ambientale" 25, comma 1 Nuovi interventi sull'articolo 14-ter, legge 241/1990 che disciplina la conferenza dei servizi. I termini di validità di tutti gli atti di assenso acquisiti durante la conferenza decorrono dalla data di adozione del provvedimento finale della conferenza.

Se durante la conferenza dei servizi, il dissenso di una Autorità preposta alla tutela ambientale viene "superato" rimettendo la questione alla deliberazione del Consiglio dei Ministri ex articolo 14-quater, legge 241/1990, tale atto ha natura di atto di alta amministrazione (quindi insindacabile nel merito dal Giudice amministrativo).
Confermato l'impianto.




La legge di conversione aggiunge all'articolo 14-quater che nel caso di dissenso tra due Amministrazioni, l'intervento del Consiglio dei Ministri di risoluzione del dissenso, deve contenere la motivazione su una decisione del Governo in contrasto con tale motivato dissenso.
Autorizzazione paesaggistica semplificata 25, comma 2 La norma, modificando l'articolo 12, Dl 83/2014, convertito in legge 106/2014, precisa che con il regolamento che entro il 31 dicembre 2014 amplierà e preciserà gli interventi di lieve entità sottoposti ad autorizzazione paesaggistica semplificata, saranno anche definiti gli interventi per cui l'autorizzazione paesaggistica non è necessaria, sia gli interventi di lieve entità che possono essere regolati da accordi di collaborazione tra MinBeni culturali, Regioni ed Enti locali. Identico.
Procedimento di autorizzazione paesaggistica 25, comma 3 Ennesima modifica all'articolo 14, comma 9, Dlgs 42/2004 che definisce il procedimento di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. Nel caso in cui il Soprintendente non rende il parere obbligatorio entro 60 giorni, sparisce la possibilità per il Comune di convocare una conferenza dei servizi urgente cui invitare il Soprintendente. Ora, decorsi i 60 giorni l'Amministrazione competente decide comunque sulla richiesta di autorizzazione paesaggistica. Identico
Procedimento verifica interesse archeologico 25, comma 4 Accelerata sulla procedura per la verifica dell'interesse archeologico ai sensi dell'articolo 96, Dlgs 163/2006. Le linee guida previste dal citato articolo per semplificare la procedura sono stabilite con Dm entro il 31 dicembre 2014. Identico
Tutela ecosistemi 39, c. 1-bis I proventi delle aste Ets (scambio quote di emissioni) ai sensi dell'articolo 19, Dlgs 30/2013 sono destinati anche a rafforzare la tutela degli ecosistemi terrestri e marini, a partire dalle aree e dai siti protetti nazionali, internazionali e dell'Unione europea, anche mediante l'impiego di idonei mezzi e strutture per il monitoraggio, il controllo e il contrasto dell'inquinamento.