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Delibera Arera 5 maggio 2020, n. 155/2020/R/efr

Incentivi FER 1 (Dm 4 luglio 2019) - Approvazione dei contratti-tipo predisposti dal GSE

Ultima versione disponibile al 26/05/2020

Autorità di regolazione per energia reti e ambiente - Arera (già Aeegsi)
Delibera 5 maggio 2020, n. 155/2020/R/efr
(Pubblicato sul sito di Arera il 6 maggio 2020)
Approvazione dei contratti-tipo predisposti dal Gestore dei servizi energetici Spa ai fini dell'erogazione degli incentivi previsti dal decreto interministeriale 4 luglio 2019

L'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente

Nella 1109a riunione del 5 maggio 2020

Visti:

— la direttiva 2009/28/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009;

— la legge 14 novembre 1995, n. 481;

— la legge 23 agosto 2004, n. 239;

— la legge 27 dicembre 2006, n. 296;

— la legge 29 novembre 2007, n. 222;

— la legge 24 dicembre 2007, n. 244;

— il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116;

— il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;

— il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (di seguito: decreto legislativo 387/03);

— il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (di seguito: decreto legislativo 28/11);

— il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93;

— il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, 5 maggio 2011 (di seguito: decreto interministeriale 5 maggio 2011);

— il decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, 5 luglio 2012 (di seguito: decreto interministeriale 5 luglio 2012);

— il decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, 6 luglio 2012 (di seguito: decreto interministeriale 6 luglio 2012);

— il decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, 23 giugno 2016 (di seguito: decreto interministeriale 23 giugno 2016);

— il decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, 4 luglio 2019 (di seguito: decreto interministeriale 4 luglio 2019);

— la deliberazione dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (di seguito: Autorità) 9 giugno 2006, 111/06, e il relativo Allegato A;

— la deliberazione dell'Autorità 6 novembre 2007, 280/07 (di seguito: deliberazione 280/07), e il relativo Allegato A;

— la deliberazione dell'Autorità 7 luglio 2009, ARG/elt 89/09, e il relativo Allegato A;

— la deliberazione dell'Autorità 30 luglio 2009, ARG/elt 107/09, e il relativo Allegato A;

— la deliberazione dell'Autorità 6 dicembre 2012, 516/2012/R/efr (di seguito: deliberazione 516/2012/R/efr);

— la deliberazione dell'Autorità 20 dicembre 2012, 570/2012/R/efr (di seguito: deliberazione 570/2012/R/efr), e il relativo Allegato A (di seguito: Testo integrato scambio sul posto o Tisp);

— la deliberazione dell'Autorità 7 febbraio 2013, 47/2013/R/efr;

— la deliberazione dell'Autorità 16 maggio 2013, 207/2013/R/efr (di seguito: deliberazione 207/2013/R/efr);

— la deliberazione dell'Autorità 23 dicembre 2014, 649/2014/A (di seguito: deliberazione 649/2014/A);

— la deliberazione dell'Autorità 15 dicembre 2016, 763/2016/R/efr (di seguito: deliberazione 763/2016/R/efr);

— la deliberazione dell'Autorità 9 marzo 2017, 128/2017/R/eel, e il relativo Allegato A e il relativo Allegato B;

— il parere dell'Autorità 20 novembre 2018, 591/2018/I/efr;

— la deliberazione dell'Autorità 30 luglio 2019, 340/2019/R/efr (di seguito: deliberazione 340/2019/R/efr);

— la deliberazione dell'Autorità 30 luglio 2019, 341/2019/R/efr (di seguito: deliberazione 341/2019/R/efr), e il relativo Allegato A;

— la deliberazione dell'Autorità 28 gennaio 2020, 16/2020/R/efr;

— la lettera del Gestore dei servizi energetici Spa (di seguito: Gse) Gse/P20200018029, prot. Autorità 13420 del 24 aprile 2020 (di seguito: lettera del 24 aprile 2020).

Considerato che:

— il decreto legislativo 28/11, definendo gli strumenti incentivanti necessari per il raggiungimento degli obiettivi europei e nazionali fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili in relazione al consumo finale lordo di energia e in relazione ai trasporti, all'articolo 24, comma 5, prevede che "Con decreti del Ministro dello Sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e, per i profili di competenza, con il Ministro delle Politiche agricole e forestali, sentite l'Autorità per l'energia elettrica e il gas e la Conferenza unificata, [...] sono definite le modalità per l'attuazione dei sistemi di incentivazione";

— i decreti interministeriali 5 maggio 2011 e 5 luglio 2012, con riferimento agli impianti fotovoltaici, e i decreti interministeriali 6 luglio 2012 e 23 giugno 2016, con riferimento agli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili diverse dalla fonte solare fotovoltaica, hanno attuato le previsioni del predetto articolo 24, comma 5, del decreto legislativo 28/11 con riferimento ai meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;

— successivamente, il decreto interministeriale 4 luglio 2019, in coerenza con gli obiettivi europei 2020 e con gli ulteriori obiettivi europei 2030, ha definito i meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica con impianti alimentati da fonti rinnovabili eolica (impianti on-shore), idrica, gas residuati dai processi di depurazione e solare fotovoltaica;

— il decreto interministeriale 4 luglio 2019 definisce due diverse modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione – iscrizione in appositi registri e procedure competitive di aste al ribasso –, nonché i requisiti generali per l'accesso ai medesimi meccanismi di incentivazione. In particolare, esso prevede che:

  • l'accesso agli incentivi previsti dal medesimo decreto interministeriale sia alternativo al ritiro dell'energia elettrica di cui all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 387/03 (ritiro dedicato, attualmente regolato con la deliberazione 280/07 e il relativo Allegato A) e allo scambio sul posto (attualmente regolato con la deliberazione 570/2012/R/efr e il relativo Testo integrato scambio sul posto);
  • possano partecipare alle procedure a registro anche aggregati costituiti da più impianti di produzione appartenenti al medesimo gruppo di cui all'articolo 8 del medesimo decreto interministeriale, di potenza unitaria superiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell'aggregato sia inferiore a 1 MW;
  • non possano accedere ai meccanismi di incentivazione i progetti e gli impianti di produzione per i quali il Gse abbia svolto o si sia impegnato a svolgere attività di supporto, anche in termini di analisi di impatti ambientali e socio-economici, fatti salvi quelli per i quali le attività di supporto del Gse, sulla base di procedure di verifica adottate dall'Autorità, siano rese disponibili in maniera trasparente e non discriminatoria a tutte le categorie di soggetti potenzialmente interessati nonché i progetti e gli impianti di produzione di pubbliche amministrazioni, limitatamente a quelli ammissibili alle procedure a registro;

— il decreto interministeriale 4 luglio 2019, in relazione alla determinazione delle tariffe incentivanti e degli incentivi, prevede:

  • con riferimento agli impianti oggetto di integrale ricostruzione, riattivazione, rifacimento, potenziamento e per gli impianti ibridi, che si applichino le condizioni e le modalità indicate nell'Allegato 2 del decreto interministeriale 23 giugno 2016 (la tariffa che deriva dall'iscrizione ai registri o dalle procedure concorsuali è corretta in funzione della tipologia di intervento e/o dei costi sostenuti);
  • per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 250 kW, che il Gse provveda, ove richiesto dal produttore, al ritiro dell'energia elettrica immessa in rete, erogando, con riferimento alla produzione netta immessa in rete, una tariffa incentivante omnicomprensiva (di seguito: ritiro a tariffa fissa omnicomprensiva), ferme restando le determinazioni dell'Autorità in materia di dispacciamento;
  • per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli di cui al precedente alinea, che il Gse calcoli la componente incentivo pari alla differenza tra la tariffa spettante e il prezzo zonale orario e:

i. qualora tale differenza sia positiva, il medesimo Gse eroghi gli importi dovuti con riferimento alla produzione netta immessa in rete, secondo le modalità previste dall'articolo 25 del decreto interministeriale 23 giugno 2016;

ii. qualora tale differenza sia negativa, il medesimo Gse conguagli ovvero provveda a richiedere al soggetto responsabile la restituzione ovvero la corresponsione dei relativi importi. Si evidenzia che tale disposizione non era presente nei precedenti decreti interministeriali di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;

  • che i soggetti responsabili degli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 250 kW che scelgano di avere l'energia elettrica nella propria disponibilità possano richiedere al Gse di optare per l'erogazione del solo incentivo, in luogo del ritiro a tariffa fissa omnicomprensiva. Il passaggio da un sistema all'altro è consentito per non più di due volte durante l'intero periodo di incentivazione;

— il decreto interministeriale 4 luglio 2019 prevede, inoltre, che l'Autorità determini le modalità con le quali gli oneri economici derivanti dal medesimo decreto siano posti a carico delle tariffe elettriche;

— il decreto interministeriale 4 luglio 2019, in relazione al titolo contrattuale che regola i rapporti tra il produttore e il Gse ai fini della regolazione economica delle tariffe incentivanti, rimanda genericamente a quanto previsto dall'articolo 24, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 28/11;

— il decreto legislativo 28/11, all'articolo 24, comma 2, lettera d), prevede che gli incentivi siano assegnati tramite contratti di diritto privato tra il Gse e il soggetto responsabile dell'impianto, sulla base di un contratto-tipo definito dall'Autorità;

— l'Autorità, con la deliberazione 516/2012/R/efr in relazione ai decreti interministeriali 5 maggio 2011 e 5 luglio 2012, con la deliberazione 207/2013/R/efr in relazione al decreto interministeriale 6 luglio 2012, e con la deliberazione 763/2016/R/efr in relazione al decreto interministeriale 23 giugno 2016, ha approvato i diversi contratti-tipo relativi ai meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili previsti dai rispettivi decreti interministeriali precedenti al decreto interministeriale 4 luglio 2019;

— con riferimento al decreto interministeriale 4 luglio 2019, l'Autorità, per quanto rileva ai fini del presente provvedimento:

  • con la deliberazione 340/2019/R/efr, ha avviato il procedimento per l'adozione di propri provvedimenti ai fini dell'attuazione del medesimo decreto interministeriale per quanto di competenza della medesima Autorità;
  • con la deliberazione 341/2019/R/efr e il relativo Allegato A, ha definito le modalità per il ritiro, da parte del Gse, dell'energia elettrica immessa in rete dagli impianti che accedono all'incentivazione tramite le tariffe fisse omnicomprensive e ha definito le modalità di copertura delle risorse necessarie per l'erogazione degli incentivi previsti dal medesimo decreto interministeriale.

Considerato che:

— il Gse, ai fini della definizione dei contratti-tipo da sottoporre all'approvazione dell'Autorità, ha posto in consultazione, in data 19 dicembre 2019, lo schema di contratto-tipo per gli impianti incentivati che non accedono al ritiro a tariffa fissa omnicomprensiva in quanto per questi impianti sussistono delle particolari novità rispetto ai precedenti decreti interministeriali di incentivazione. Infatti, come precedentemente descritto, dal decreto interministeriale 4 luglio 2019 deriva la necessità che tra produttore e Gse si stipuli un vero e proprio contratto "a due vie" con possibili casistiche in cui sia il produttore a dover corrispondere degli importi al Gse (ogni qualvolta la differenza oraria tra la tariffa spettante e il prezzo zonale orario è negativa). Allo scopo, il Gse ha ritenuto opportuno:

  • non prevedere, nel contratto-tipo, la possibilità di cessione e retrocessione del credito (possibilità che era invece prevista nei contratti-tipo per gli impianti incentivati che non accedono al ritiro a tariffa fissa omnicomprensiva ai sensi dei decreti interministeriali antecedenti al decreto interministeriale 4 luglio 2019);
  • prevedere la possibilità che il Gse subentri all'utente del dispacciamento dell'impianto nel caso di mancato pagamento da parte del produttore entro sei mesi dalla notifica della diffida a pagare inviata dal medesimo Gse.

Tali previsioni sono finalizzate a tutelare il Gse in caso di inadempimenti economici del produttore;

— a conclusione del processo di consultazione il Gse, con la lettera del 24 aprile 2020, ha trasmesso all'Autorità:

  • la proposta dei tre schemi di contratti-tipo relativi ai meccanismi incentivanti previsti dal decreto interministeriale 4 luglio 2019 (schema di contratto-tipo per gli impianti incentivati che accedono al ritiro a tariffa fissa omnicomprensiva, schema di contratto-tipo per gli impianti incentivati che non accedono al ritiro a tariffa fissa omnicomprensiva, schema di contratto-tipo relativo al ritiro dell'energia elettrica immessa in rete per il periodo intercorrente tra la data di entrata in esercizio degli impianti e la data di ammissione agli incentivi);
  • una sintesi delle osservazioni dei soggetti interessati che hanno partecipato al processo di consultazione in cui si evidenzia che gran parte delle osservazioni si riferiscono alle novità introdotte nello schema di contratto-tipo per gli impianti che non accedono al ritiro a tariffa fissa omnicomprensiva (rispetto agli equivalenti contratti-tipo relativi ai decreti interministeriali antecedenti al decreto interministeriale 4 luglio 2019) e precedentemente descritte;
  • una nota relativa agli approfondimenti che il Gse, alla luce delle osservazioni dei soggetti interessati, ha svolto con l'Associazione Bancaria Italiana (Abi) in relazione alle disposizioni relative alla cessione e retrocessione dei crediti;

— con particolare riferimento allo schema di contratto-tipo per gli impianti incentivati che non accedono al ritiro a tariffa fissa omnicomprensiva, il Gse ha comunicato che, in esito alla consultazione, al fine di tener conto delle osservazioni dei soggetti interessati, ha:

  • introdotto lo strumento del mandato irrevocabile all'incasso, in sostituzione della cessione e retrocessione dei crediti;
  • previsto che il produttore possa costituire una cauzione definitiva a garanzia dell'eventuale debito nei confronti del Gse e che tale cauzione dovrà avere la forma di fideiussione rilasciata da istituti bancari, in misura pari al 3% del costo di investimento previsto per la realizzazione dell'impianto;
  • previsto che in caso di mancato pagamento del debito nei confronti del Gse decorsi tre mesi dalla data di notifica della diffida, il Gse:

i. provveda a escutere la garanzia fideiussoria a ristoro del debito, laddove sia stata costituita la fideiussione di cui al precedente alinea;

ii. eserciti la facoltà di subentrare come utente del dispacciamento dell'impianto laddove non sia stata costituita la fideiussione ovvero questa non sia stata ristorata entro i termini previsti.

Ritenuto opportuno:

— approvare, per quanto di competenza dell'Autorità, i contratti-tipo ai fini dell'erogazione degli incentivi previsti dal decreto interministeriale 4 luglio 2019, come predisposti dal Gse, con particolare riferimento alla regolazione economica del ritiro dell'energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti oggetto di incentivazione ai sensi del medesimo decreto interministeriale; i predetti contratti-tipo che implementano il medesimo decreto interministeriale, infatti, non presentano profili di criticità rispetto alla regolazione dell'Autorità;

— prevedere che i contratti-tipo da utilizzare come riferimento possano essere successivamente modificati dall'Autorità, anche a seguito di modifiche normative e regolatorie, e che tali modifiche siano recepite, nel nuovo modello di gestione del processo di contrattualizzazione del Gse;

— prevedere che gli eventuali aggiornamenti che si rendessero necessari ai contratti-tipo ai fini dell'erogazione degli incentivi previsti dal decreto interministeriale 4 luglio 2019 siano implementati dal Gse, previa verifica positiva da parte del Direttore della Direzione mercati energia all'ingrosso e sostenibilità ambientale dell'Autorità;

— non sia necessario, ai sensi dell'articolo 1, comma 1.3, della deliberazione 649/2014/A, sottoporre il presente provvedimento a consultazione preventiva, poiché attuativo di precedenti atti di regolazione e poiché le disposizioni che sono approvante con il presente provvedimento sono già state sottoposte a consultazione da parte del Gse

 

Delibera

1. di approvare i contratti-tipo predisposti dal Gse ai fini dell'erogazione degli incentivi previsti dal decreto interministeriale 4 luglio 2019 e trasmessi con lettera del 24 aprile 2020;

2. di prevedere che gli eventuali aggiornamenti che si rendessero necessari ai contratti-tipo ai fini dell'erogazione degli incentivi previsti dal decreto interministeriale 4 luglio 2019 siano implementati dal Gse, previa verifica positiva da parte delDirettore della Direzione mercati energia all'ingrosso e sostenibilità ambientale dell'Autorità;

3. di trasmettere la presente deliberazione al Ministro dello Sviluppo economico, al Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Gestore dei servizi energetici Spa;

4. di prevedere che il Gse pubblichi nel proprio sito internet i contratti-tipo come approvati in forza del punto 1;

5. di pubblicare la presente deliberazione nel sito internet dell'Autorità www.arera.it.