Visione d'insieme
Scenari
5 Maggio 2010
Rapporto RenewableUk 2010, il minieolico inglese è da record
(Filippo Franchetto)

Il terzo rapporto sul mercato inglese del comparto minieolico, realizzato da RenewableUk, fotografa lo stato di grazia di un settore che nel 2009, annus horribilis della crisi economica, ha registrato tassi di crescita a due cifre.

E’ da qualche anno ormai che il Regno Unito si sta affermando come indiscusso leader europeo del settore, con oltre 20 industrie specializzate nella produzione di miniturbine. Basti pensare che tra il 2005 e il 2009, in Inghilterra sono state installate circa 14mila piccole turbine, per una potenza complessiva di 28,7 MW.

Nota bene. Il rapporto inglese concentra la propria indagine esclusivamente sulle turbine fino a 100 kW, suddividendole nel modo seguente: microeolico (0-1,5 kW), minieolico (1,5-15 kW) e medio-piccolo eolico (15-100 kW).

Di questi 28,7 MW, ben 8,62 MW risultano installati nel solo 2009 (+19% rispetto al 2008), con un mercato interno di quasi 20 milioni di euro. E si prevede che diventeranno 55 milioni nel 2010, con una crescita degli affari del 180%. Bene anche le esportazioni, specie nel resto d'Europa e negli Stati Uniti, che nel 2009 hanno prodotto un fatturato di 8,7 milioni (+45% rispetto al 2008).

RenewableUk stima che nel 2020 il Regno Unito potrebbe vedere addirittura 1.300 MW installati di solo minieolico, pari a oltre 600mila piccole turbine. Il motivo di tali ottimistiche previsioni risiede soprattutto nel nuovo meccanismo incentivante (feed-in tariff) lanciato nell’aprile 2010 dal governo inglese. Questo permetterà anche di aumentare percentualmente il numero degli impianti connessi alla rete elettrica, che oggi costituiscono soltanto la metà dell’installato; l’altra metà è rappresentata dalle turbine off-grid, esclusivamente pensate per l’autoconsumo dell’elettricità prodotta.

Dal punto di vista tecnologico, le tradizionali miniturbine ad asse orizzontale dominano e domineranno ancora per molti anni il settore. E’ comunque destinata ad aumentare la penetrazione nel mercato da parte  delle innovative miniturbine ad asse verticale. Guardando invece alle tipologie di installazione, prevalgono nettamente le turbine installate sul terreno rispetto a quelle installate sugli edifici. Tale tendenza si manterrà con molta probabilità anche nel futuro.

Sul fronte dei benefici occupazionali, il settore minieolico inglese ha creato in pochissimi anni circa 1.800 nuovi posti di lavoro, che potrebbero diventare 10mila nel 2020. Renewable Uk inoltre ha stimato che per ogni nuovo occupato nella produzione di miniturbine, se ne creano indirettamente altri quattro: due a monte (produzione e fornitura di componenti, materiali, ecc.) e due a valle (installatori, distributori, ecc.).
 
Insomma il Regno Unito, pur non avendo un comparto produttivo di tecnologie rinnovabili paragonabile ad esempio a quello tedesco, si sta dimostrando capace -come si è visto- di occupare una importante nicchia di mercato destinata a crescere con ritmi sostenuti (vedi tabella sottostante).
 

 
E l'Italia? Nonostante la presenza di alcune aziende competitive e nonostante i buoni risultati in termini di potenza rinnovabile installata, stentiamo a dare una precisa direzione al nostro sistema produttivo, con il rischio concreto di perdere il treno in corsa della green economy.
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