O in quelli parlamentari, o sono bloccati dalla litigiosità tra Governo e Regioni. Da cui la sensazione che manchi nel Governo una chiara strategia sulle politiche energetiche, o che quantomeno questa strategia non sia stata comunicata al mercato, ai cittadini, alle imprese.
Il tutto mentre l'Unione europea attende notizie su cosa intende fare lo Stato italiano per raggiungere gli obiettivi del pacchetto clima 20-20-20.
Proviamo a riassumere che fine hanno fatto i provvedimenti normativi più attesi nel settore delle rinnovabili.
Il piano di azione nazionale per le energie rinnovabili
Previsto dalla "direttiva rinnovabili" 2009/28/Ce, il Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili deve indicare le strategie attraverso le quali l'Italia dovrà arrivare a produrre nel 2020 attraverso fonti rinnovabili il 17% dell'energia consumata.
Il piano di azione va spedito alla Commissione europea entro il 30 giugno 2010.
Un modello base su come stendere il piano è stato diffuso dalla Commissione Ue il 30 giugno 2009.
Il Governo è al lavoro per prepararlo, ma intanto nella legge comunitaria 2009 che sta per essere approvata dal Parlamento, viene precisato meglio “come” questo piano deve essere scritto.
E si percepisce una frenata sull'entusiasmo pro-rinnovabili.
Il Piano di azione nazionale che fissa gli obiettivi per la quota di energia da fonti rinnovabili nei settori trasporti, elettricità e riscaldamento, sarà redatto "avendo riguardo all'esigenza di garantire uno sviluppo equilibrato dei vari settori che concorrono al raggiungimento di detti obiettivi in base a criteri che tengano conto del rapporto costi-benefici".
Attendiamo fiduciosi che il termine del 30 giugno 2010 venga rispettato.
Il piano d'azione nazionale per l'efficienza e il risparmio energetico
Lo prevede la direttiva sull'efficienza energetica, 2006/32/Ce.
Il primo Piano d'azione nazionale per l'efficienza e il risparmio energetico fu spedito alla Commissione europea dall'allora Ministro Bersani il 1° agosto 2007, ma è rimasto lettera morta, non essendo mai stato pubblicato in Gazzetta ufficiale.
La legge sviluppo (legge 99/2009, articolo 27, comma 10) ha sconfessato il Piano precedente e ha stabilito che entro il 31 dicembre 2009 il Governo avrebbe varato un piano d'azione straordinario per l'efficienza e il risparmio energetico.
Anche questo Piano non ha mai visto la luce.
Peraltro il Dlgs 115/2008 (attuativo della citata direttiva 2006/32/Ce) impegna il Governo a mandare alla Commissione europea un rapporto annuale sull'efficienza energetica, a partire dal maggio 2009.
Sempre secondo il Dlgs 115/2008, sulla base di questi rapporti annuali, entro il 30 giugno 2011 ed entro il 30 giugno 2012 verranno scritti e trasmessi alla Commissione europea il secondo e terzo piano d'azione nazionali per l'efficienza energetica.
Stiamo sereni.
Burden sharing sulle rinnovabili
Inutile dire che al Piano di azione nazionale si lega il problema del Burden sharing.
La legge 13/2009 (di conversione del Dl 208/2008) dava 90 giorni di tempo al Governo (dal 2-3-2009) per emanare un decreto per definire, Regione per Regione, la quota minima di incremento dell'energia prodotta con fonti rinnovabili per raggiungere l'obiettivo del 17% entro il 2020. Ogni Regione, secondo le sue possibilità, le risorse e il territorio, dovrà fare la sua parte.
Il decreto è sparito. Si suppone che, dovendo essere emanato d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, questo tema sia finito nello stesso "limbo" dei decreti su Conto Energia e Linee guida per l'Autorizzazione unica.
Accenniamo solo al fatto che oltre al Burden sharing sulle rinnovabili ci sarebbe anche quello sugli obiettivi di efficienza energetica (previsto dal Dlgs 115/2008). Anche qui nessuna traccia del decreto attuativo.
Certificati Bianchi
Tra le norme del fondamentale Dlgs 115/2008 (norma base sull'efficienza, il risparmio energetico e gli usi finali dell'energia) c'è anche la previsione della modifica del meccanismo dei Certificati Bianchi (articolo 7).
Peccato che manchi il decreto ministeriale attuativo, mai emanato.
Il decreto dovrà aggiornare i requisiti dei soggetti cui possono essere rilasciati i Certificati Bianchi e le tipologie di interventi ammessi a godere degli stessi. Dovrebbero anche essere stabilite le modalità con cui i soggetti obbligati al risparmio energetico assolvono ai rispettivi obblighi acquistando in tutto o in parte l'equivalente quota di Certificati Bianchi.
Infine dovrebbero essere gradualmente introdotti obblighi di risparmio energetico in capo ai venditori di energia al dettaglio nonché modificate le modalità con cui l'Unità per l'efficienza energetica (struttura dell'Enea) deve ripartire e assegnare gli obiettivi specifici a ogni soggetto obbligato.
Le Linee guida nazionali per l'Autorizzazione unica
Devono ancora essere discusse nella Conferenza Stato-Regioni le Linee guida nazionali sulla Autorizzazione unica per la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili. La bozza, più o meno definitiva, circola dalla scorsa estate.
Qui c'è il pasticcio maggiore, dovuto essenzialmente al grandissimo ritardo (7 anni) con cui queste linee guida andranno in porto, nonché alle norme regionali che nel frattempo sono state emanate e che hanno creato un sistema autorizzatorio diverso da Regione a Regione.
Ecco le contraddizioni:
• Le Linee guida, previste dal Dlgs 387/2003, sono state dettate in attuazione della direttiva rinnovabili del 2001 (direttiva 2001/77/Ce), scritta quindi in uno scenario profondamente diverso da quello attuale.
• Nel frattempo, la legge comunitaria 2009 autorizza il Governo a recepire la nuova direttiva rinnovabili, quella del 2009, che è naturalmente aggiornata ai nuovi obiettivi, alle nuove tecnologie e alle nuove esigenze in materia di fonti rinnovabili. E che oltretutto elimina la vecchia direttiva del 2001. Tra le novità del futuro nuovo decreto attuativo della direttiva del 2009 ce n'è una importantissima: l'Autorizzazione unica ci vorrà solo per impianti (tutti gli impianti, a prescindere dalla fonte) sopra 1 MW di potenza elettrica. Una soglia ben diversa da quelle attuali, come sanno tutti coloro che si accingono a imbarcarsi nelle procedure autorizzative.
Conseguenza: forse a giugno avremo le Linee guida nazionali. Ma queste nasceranno già vecchie, basate su una normativa obsoleta e bisognose di urgenti aggiornamenti nonostante siano appena nate.
Conto Energia
Non bisogna dimenticarsi che Governo e Regioni devono discutere e approvare il decreto sul nuovo Conto Energia, che parte a gennaio 2011. Anche qui circola da mesi una bozza, più o meno definitiva.
Mistero sulla sua approvazione. Sarà al prossimo giugno?
Intanto nessuno ancora sa con precisione quali impianti fotovoltaici finiti entro dicembre 2010 beneficeranno degli incentivi 2010, che sono sicuramente più favorevoli dei futuri incentivi 2011.
Infatti, le tariffe 2010 del Conto energia saranno applicate a coloro che
"abbiano concluso, entro il 31 dicembre 2010, l'installazione dell'impianto fotovoltaico ed abbiano inviato la richiesta di connessione dell'impianto di produzione entro l'ultima data utile affinché la connessione sia realizzata, nel rispetto della normativa vigente, entro il 31 dicembre 2010".
Cosa vogliano dire esattamente queste parole non lo si è capito bene, tanto che era annunciato un chiarimento da parte del Gse, che è l'ente che dà gli incentivi. Ancora nulla.
Nucleare
Infine, due parole sul nucleare. Non è una fonte rinnovabile ma giocherà un ruolo fondamentale nelle strategie energetiche del Governo.
La legge sviluppo n. 99/2009 aveva delegato il Governo a emanare un Dlgs in materia di nucleare, rilanciando di fatto questa fonte di energia nel nostro Paese.
Il Dlgs 15 febbraio 2010 n. 31 contiene le norme sulle procedure autorizzative, i requisiti degli operatori e quelli degli impianti, le strategie del Governo in materia nucleare, ecc.
Vengono anche individuati i requisiti dei luoghi dove potranno sorgere gli impianti. Naturalmente senza fare nomi. Quelli compariranno in seguito, dopo un confronto, tutt'altro che facile, con le Regioni.
Da parte loro intanto, la maggior parte delle Regioni, non si sa a che titolo, si sono dichiarate non disposte ad accogliere le centrali nucleari a casa loro.
SCHEMA RIEPILOGATIVO DEI PROVVEDIMENTI DI MAGGIORE INTERESSE
| Argomento | Provvedimento | Esito |
| Piano d'azione nazionale sulle energie rinnovabili | decreto ministeriale | Deve essere ancora predisposto dal Ministero |
| Piano d'azione nazionale per l'efficienza e il risparmio energetico | decreto ministeriale | Deve essere ancora predisposto dal Ministero |
| Burden sharing | decreto ministeriale | Deve essere presentato e discusso in Conferenza Stato-Regioni |
| Linee guida nazionali per l'autorizzazione unica | provvedimento Conferenza unificata | Predisposto dal Ministro, deve essere discusso in Conferenza unificata |
| Conto Energia | decreto ministeriale | Predisposto dal Ministro, deve avere l'intesa della Conferenza unificata |
| Nuova direttiva rinnovabili 2009/28/Ce | legge comunitaria | Va recepita con un decreto legislativo ancora da scrivere |
| Requisiti dei certificatori energetici ex Dlgs 192/2005 | regolamento | Varato dal Governo, superato l'esame del Consiglio di Stato, in attesa di pubblicazione |
| Disciplina dell'energia nucleare e localizzazione degli impianti | legge 99/2009 | Varato il Dlgs 31/2010. Atteso il decreto sulla indicazione dei luoghi degli impianti |
| Modifiche al sistema dei Certificati Bianchi | decreto ministeriale | Deve essere ancora predisposto dal Ministero |
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