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2 Maggio 2009
Cos'è una detrazione
(Redazione Nextville)

Le detrazioni fiscali sono gli importi che il contribuente ha il diritto di sottrarre dall'imposta lorda (totale delle tasse sui redditi di cui si è debitori verso lo stato) per stabilire così l'imposta netta dovuta.
E’ importante chiarire la differenza tra detrazione e deduzione, che spesso crea qualche confusione.

La deduzione agisce in termini di diminuzione della base imponibile, cioè dell'ammontare complessivo dei redditi tassabili.

In pratica, se i redditi dell'anno sono pari a 100 (base imponibile), una eventuale deduzione di 30 porterebbe i redditi tassabili a 70. Se questo scaglione di reddito fosse tassabile al 25%, dopo la deduzione si avrebbe dunque una tassa di 17,5 (70x25%), anziché una tassa di 25 (100x25%).
Tipici esempi di deduzione sono quelli relativi ai costi sostenuti per la salute (medicine, ticket, esami e interventi eseguiti privatamente), che sono deducibili al 19%.

 La detrazione interviene invece direttamente a ridurre l’imposta lorda (cioè quella calcolata dopo le eventuali deduzioni).

In pratica, se effettuati tutti i conteggi l'imposta da pagare è pari a 15, e la detrazione massima concessa è 5, l'importo che si dovrà effettivmente pagare è 10.
Per fare un caso più articolato, portiamo nel precedente esempio anche una detrazione pari a 5. Si ha dunque reddito 100, deduzione dal reddito 30, reddito tassabile 70, imposta lorda 17,5 e imposta netta 12,5 (17,5–5).

Tra gli esempi più noti di detrazioni fiscali ci sono quelle relative ai redditi di lavoro e agli interessi passivi sui mutui. Non risulta utile portare degli esempi di detrazione sui redditi da lavoro, perché gli ultimi cambi di governo hanno continuamente variato da sistemi di detrazione a sistemi di deduzione, confondendo sufficientemente le idee circa l’effettivo risultato.

Più chiara e più stabile è invece la situazione degli interessi sui mutui, che sono per loro natura detraibili. La fFnanziaria 2008 stabilisce che, rispetto ai mutui contratti per l’acquisto dell’abitazione principale (art. 1, comma 202 della legge 244/07) è detraibile un importo pari al 19% degli interessi pagati, in misura non superiore a 4.000 euro (il limite precedente era pari a 3.615 euro).


Dichiarazione dei redditi

Le detrazioni vanno conteggiate e documentate in sede di dichiarazione dei redditi. Esse si riferiscono dunque sempre ad un preciso anno fiscale (periodo d'imposta) ed essendo regolate da normative soggette a frequenti modifiche e aggiornamenti (in particolare in occasione delle leggi finanziarie) è utile un attento controllo prima di effettuare la dichiarazione.
In particolare, mentre eventuali detrazioni sui redditi da lavoro dipendente o assimilato vengono operate direttamente dal datore di lavoro, nei casi di detrazioni per l'efficienza e il risparmio energetico (come per quelle sui mutui) è il contribuente stesso, o un suo consulente, che dovrà accertarsi di avere la documentazione necessaria e dovrà riportare gli importi e i giustificativi nella propria dichiarazione dei redditi.

Mentre le imprese, gli enti e i lavoratori autonomi sono consapevoli dell'importanza della documentazione e abituati a farsi consigliare da un consulente, i lavoratori dipendenti, i lavoratori a progetto e i pensionati – quando non hanno altri redditi – spesso non devono effettuare particolari procedure per la propria dichiarazione dei redditi, in quanto le operazioni di dichiarazione sono governate tramite il datore di lavoro. Quando però intervengono deduzioni (ad esempio spese mediche) o detrazioni particolari (ad esempio quelle di cui stiamo parlando), la documentazione rilasciata dal datore di lavoro (Modello CUD) va integrata in una vera e propria dichiarazione dei redditi, in cui compaiono tutte le detrazioni ie deduzioni cui si ha diritto (Modello 730). Per ulteriori informazioni sulle tipologie di dichiarazioni dei redditi, si veda l'approfondimento proposto nei Riferimenti qui sotto.
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