Nextville - logo

Temi utili

2 Maggio 2009
Aspetti economici del biomasse da legno: materia prima, impianti, valutazioni economiche
(Redazione Nextville)

Tutti i sistemi di riscaldamento che utilizzano legna, pellet o cippato consentono di ottenere a costi competitivi calore confortevole ed ecologico. Come tutte le tecnologie rinnovabili, anche gli impianti a biomassa comportano di solito un investimento iniziale  più alto rispetto ad apparecchi convenzionali, come ad esempio le caldaie a metano.

Ma ciò che rende realmente vantaggioso l'uso energetico della biomassa è il costo di esercizio degli impianti, cioè il costo per l'acquisto del combustibile.

Il costo della materia prima

La tabella sottostante confronta il costo dei combustibili fossili e delle biomasse dal legno, per litro di gasolio equivalente.

Il confronto tra prezzi, quindi, tiene conto dei diversi contenuti energetici e  dei kg di biomassa necessari per sviluppare la stessa energia di un litro di gasolio (per questo motivo si parla di litro di gasolio equivalente).


Confronto tra il costo dei combustibili fossili e le biomasse dal legno, per litro di gasolio equivalente (fonte: ENEA) 

Si può vedere come, a parità di energia e di calore utile fornito, il costo della legna da ardere sia circa 1/3 del costo del gasolio e la metà rispetto al metano.

Bisogna considerare che la tabella non tiene conto di due fattori. Innanzitutto il continuo aumento dei prezzi dei combustibili fossili, che rende sempre più conveniente il ricorso alle tecnologie rinnovabili. Infatti, i prezzi di legna, pellet e cippato non sono dipendenti dalle quotazioni del petrolio. In secondo luogo, i prezzi delle biomasse sono quelli medi di mercato ma non contemplano, ad esempio, la possibilità per chi abita in zone rurali di procurarsi legna da ardere in modo autonomo e gratuito. In questi casi, ovviamente, il costo annuo di esercizio di un impianto a biomassa è praticamente azzerato.

Il costo del combustibile è un elemento imprescindibile per valutare i vantaggi economici derivanti dall'uso energetico della biomassa.

In anni recenti, la scarsità dell'offerta di pellet, dovuta ad un aumento imprevisto della domanda, aveva portato ad un notevole incremento dei prezzi sul mercato, senza comunque intaccarne la convenienza rispetto ai combustibili fossili. In ogni caso, la situazione nel mercato del pellet si è orami pienamente stabilizzata, grazie all'ingresso nel mercato di nuovi produttori di materia prima.

Riportiamo qui sotto la forbice indicativa dei prezzi al quintale (fonte: CTI) delle tre principali tipologie di biomassa dal legno:

 Legna da ardere
 0-13 €/q
 Cippato
 3-12 €/q
 Pellet 20-30 €/q

Il costo degli impianti

Come è già stato detto, l'acquisto di un moderno impianto a biomasse  costringe ad un investimento iniziale abbastanza oneroso. I maggiori costi rispetto ad un impianto standard a combustibili fossili si ripagano grazie a costi di esercizio molto convenienti. Il vantaggio economico conseguentemente risulta maggiore per gli impianti che vengono utilizzati per molti mesi l'anno.

Bisogna considerare che il costo unitario per ogni kW installato diminuisce con l'aumentare della potenza installata. Questo significa che impianti di discreta potenza termica (ad esempio 100 KW) presentano costi unitari anche dimezzati ripetto a impianti per uso domestico (ad esempio 30 kW).

Naturalmente il costo complessivo di un impianto è determinato, oltre che dalla potenza installata, anche dalla presenza o meno di accessori, raccordi idraulici, accumulatori di calore ed eventuali rifiniture estetiche di pregio.

Basandosi unicamente sul confronto tra i diversi prezzi dei combustibili legnosi, sembrerebbe logico optare per impianti a legna o cippato, escludendo il più costoso pellet. Ma esistono anche altri parametri, oltre a quello puramente economico, su cui basare le proprie scelte.

Infatti un impianto a pellet risulta molto più pratico e pulito, sia in fase di stoccaggio e di utilizzo che in fase di combustione, e pertanto può essere preferito in contesti anche di tipo urbano.

Al contrario la legna da ardere, sebbene più economica, richiede maggiori spazi di installazione e stoccaggio e costringe a un numero maggiore di cariche manuali; per questo motivo risulta più adatta in contesti rurali e montani.

Gli impianti a cippato, infine, essendo spesso di taglia medio-grande e comportando la presenza di sistemi automatici di carica, sono l'optimum per il riscaldamento di edifici di medie e grandi dimensioni.

Valutazione economica dell'investimento

Il modo più semplice per valutare la convenienza economica di un investimento in fonti rinnovabili consiste nel calcolarne il tempo di ritorno. Si tratta di un semplice calcolo che consente di stimare in quanti anni possiamo recuperare i soldi spesi per l'acquisto dell'impianto, grazie ai costi risparmiati per l'acquisto del combustibile.

Per valutare il tempo di ritorno dell'investimento, ci occorrono due dati: il costo complessivo dell'impianto e il risparmio annuo per l'acquisto di combustibile (rispetto a un impianto standard o preesistente). Il rapporto tra queste due cifre (costo impianto / risparmio annuo) dà come risultato il numero di anni necessari per azzerare il costo dell'investimento.

Presentiamo quindi tre esempi di valutazione economica per tre edifici di dimensioni diverse (200, 800 e 1.500 m²) e riscaldati rispettivamente con caldaia a legna, pellet  e cippato. Il calcolo del risparmio annuo di combustibile viene fatto sul gas metano, che è ad oggi la più diffusa fonte energetica per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria in ambito domestico.

Attenzione: questi esempi sono puramente indicativi, poichè non tengono conto della grande variabilità di prezzo dei combustibili legnosi (legna, pellet, cippato) e nemmeno dei continui aumenti delle tariffe del gas metano. 

Nota bene: la sostituzione di impianti termici con impianti a biomassa, può avere diritto alla detrazione del 55% in fase di dichiarazione dei redditi (vedi "Detrazione 55% caldaie a biomassa" nei Riferimenti in fondo alla pagina). Per semplicità, negli scenari  di costo calcoliamo tale detrazione calcolandola come uno sconto, pur essendo evidente che i tempi e i modi del rimborso non la configurano come tale. Nei costi per l'impianto è calcolata anche l'IVA, che risulta detraibile solamente dalle società o dai professionisti iscritti ai registri IVA e solo se l'impianto è utilizzato nell'esercizio d'impresa (vedi "Aliquote IVA" nei Riferimenti in fondo alla pagina). Se l'impianto a biomassa non dovessse rispondere ai requisiti necessari per usufruire della detrazione del 55%, è in ogni caso possibile usufruire della detrazione del 36% prevista per interventi di ristrutturazione e riqualificazione degli edici (vedi "Detrazioni 36% ristrutturazioni" nei Riferimenti in fondo alla pagina).

Esempio n.1 Abitazione da 200 m² alimentata con caldaia a legna

Stimiamo in 40.000 kWh / anno il fabbisogno energetico di questo edificio per il riscaldamento e la produzione di  acqua calda sanitaria. 

Per soddisfare questo fabbisogno, servono ogni anno:

• 4.160 m³ di metano

oppure

• 115 quintali di legna da ardere

Impianto: caldaia legna fiamma inversa da 20 kW, con unico serbatoio d'accumulo da 1.000 litri

Investimento complessivo: 14.000 € (compresa IVA al 10% e installazione)
Investimento complessivo con detrazione Irpef 36%: 8.960 €
Investimento complessivo con detrazione Irpef 55%: 5.300 €
Spesa per la legna da ardere: 115 q. a 13 €/q. = 1.495 € / anno

Confronto tra impianto a legna e impianto a metano

Metano risparmiato: 4.160 m³ a 0,80 €/m³ = 3.330 € / anno
Risparmio di esercizio: 3.330 - 1.495 = 1.835 € / anno
Tempo di ritorno dell'investimento con detrazione 36%: 8.960 / 1.835 = 4,8 anni
Tempo di ritorno dell'investimento con detrazione 55%: 5.300 / 1.835 = 2,8 anni

Esempio n.2 Abitazione da 800 m² alimentata con caldaia a pellet

Stimiamo in 120.000 kWh / anno il fabbisogno energetico di questo edificio per il riscaldamento e la produzione di  acqua calda sanitaria. 

Per soddisfare questo fabbisogno, servono ogni anno:

• 12.500 m³ di metano

  oppure

• 250 quintali di pellet

Impianto: caldaia a pellet da 60 kW, ad alimentazione automatica con estrattore e coclea di trasporto, con unico serbatoio d'accumulo da 1500 litri.

Investimento complessivo: 36.000 € (compresa IVA al 10% e installazione)
Investimento complessivo con detrazione Irpef 36%: 23.040 €
Investimento complessivo con detrazione Irpef 55%: 16.200 €
Spesa per pellet: 250 q. a 20 €/q. = 5.000 € / anno
Spesa per manutenzione impianto = 500 € / anno

Confronto pellet / metano

Metano risparmiato: 12.500 m³ a 0,80 €/m³ = 10.000 € / anno
Risparmio di esercizio: 10.000 - 5.000 - 500 = 4.500 € / anno
Tempo di ritorno dell'investimento con detrazione 36%: 23.040 / 4.500 = 5,1 anni
Tempo di ritorno dell'investimento con detrazione 55%: 16.200 / 4.500 = 3,6 anni

Esempio n.3 Abitazione da 1.500 m² alimentata con caldaia a cippato

Stimiamo in 240.000 kWh / anno il fabbisogno energetico di questo edificio per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. 

Per soddisfare questo fabbisogno, servono ogni anno:

• 25.000 m³ di metano

  oppure

• 750 quintali di cippato con umidità al 30%

Impianto: caldaia a cippato da 110 kW, ad alimentazione automatica con estrattore e coclea di trasporto, con unico serbatoio d'accumulo da 2.000 litri.

Investimento complessivo: 66.000 € (compresa IVA al 10% e installazione)
Investimento complessivo con detrazione Irpef 36%: 42.240 €
Investimento complessivo con detrazione Irpef 55%: 29.700 €
Spesa per pellet: 750 q. a 8 €/q. = 6.000 € / anno
Spesa per manutenzione impianto = 1.000 € / anno

Confronto cippato / metano

Metano risparmiato: 25.000 m³ a 0,80 €/m³ = 20.000 € / anno
Risparmio di esercizio: 20.000 - 6.000 - 1.000 = 13.000 € / anno
Tempo di ritorno dell'investimento con detrazione 36%: 42.240 / 13.000 = 3,2 anni
Tempo di ritorno dell'investimento con detrazione 55%: 29.700 / 13.000 = 2,3 anni

Condividi:
© Copyright riservato - riproduzione vietata Edizioni Ambiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
Annunci Google