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2 Maggio 2009
Aspetti ambientali delle biomasse da legno: rinnovabilitÓ, CO2, emissioni inquinanti
(Redazione Nextville)

Il legno può essere considerato a tutti gli effetti una risorsa rinnovabile. Un utilizzo oculato del territorio e del patrimonio forestale, insieme ad una gestione efficiente degli scarti legnosi agro-industriali, permettono una costante disponibilità di biomassa a fini energetici.

Alcuni studi (vedi tabella) indicano che in Italia il potenziale di biomassa forestale utilizzabile è tre volte superiore allo sfruttamento attuale.

Tipologia di boscoLegna da ardere prodotta 
 (mln tonnellate)
Disponibilità di biomassa 
(mln tonnellate)
Fustaie di conifere180400
Fustaie di latifoglie1.0003.200
Cedui semplici e composti3.2009.600
Totale4.38013.200

Confronto tra la disponibilità e la produzione di legna da ardere in Italia (fonte: ITABIA)

Zero emissioni di CO2

La combustione del legno può essere considerata "CO2 neutra", poichè l'anidride carbonica rilasciata in fase di combustione è pari a quella fissata dalla pianta, durante la crescita, mediante il processo di fotosintesi. In questo modo si chiude il ciclo del carbonio, senza emissioni aggiuntive di gas serra in atmosfera.


La differenza tra la CO2 di origine vegetale (biomassa) e quella di origine minerale (fossile) non risiede nella "qualita" dell'emissione, ma nella sua rinnovabilità. Infatti l'anidride carbonica contenuta nei combustibili fossili e immessa oggi in atmosfera, è stata fissata alcuni milioni di anni fa da piante che non possono più compensarne il rilascio con la fotosintesi.

In definitiva, il carattere di rinnovabilità proprio della biomassa vegetale è dovuto allo sfasamento temporale (breve, in questo caso) tra la sua fissazione vegetale sotto forma di carbonio e il suo rilascio in atmosfera.

Naturalmente questo bilancio ambientale non tiene conto della CO2 di origine fossile prodotta in fase di raccolta, trasformazione e trasporto della biomassa. Tutte queste fasi della filera richiedono un certo dispendio energetico (la cosiddetta energia "grigia") con conseguenti emissioni di gas serra in atmosfera. Anche per questa ragione sono da preferire le filiere corte e le produzioni locali.

L'emissioni di inquinanti

Tutti i processi di combustione provocano il rilascio in atmosfera di sostanze inquinanti e potenzialmente dannose per la salute e l'ambiente. Da questo punto di vista, gli impianti a biomassa non fanno eccezione.

I principali inquinanti rilasciati in atmosfera in seguito alla combustione del legno sono:

• ossidi di Zolfo (SOx)

• ossidi di Azoto (NOx)

• composti organici (CxHy o COV)

• monossido di Carbonio (CO)

• polveri

Grandi quantità di questi inquinanti sono imputabili all'utilizzo di caldaie e impianti tradizionali di piccole dimensioni, come la "stufa della nonna" oppure i camini aperti.

Negli ultimi anni, grazie a una maggiore efficienza nel controllo dei processi di combustione, le emissioni sono state drasticamente abbattute, al punto che l'utilizzo di combustibili puliti come pellet e cippato non crea problemi nemmeno in contesti urbani fortemente antropizzati.

Una maggiore attenzione alle temperature e ai tempi di combustione, oltre che l'introduzione di dispositivi di controllo dell'aria comburente e il recupero dei fumi, hanno portato agli importanti risultati riportati nella tabella sottostante.

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