Le tariffe incentivanti del Conto energia e l'integrazione dell'impianto fotovoltaico
Il Dm 19 febbraio 2007, nell'istituire il Conto energia per il fotovoltaico, ha stabilito una serie di benefici noti come "tariffe incentivanti". Le tariffe variano secondo diversi parametri, per i quali rimandiamo alla sezione Incentivi (Conto energia per il fotovoltaico).
A tutti gli impianti e a tutta l'energia prodotta nell'ambito del Conto energia, sono riservate "tariffe incentivanti". Ma, a seconda delle diverse fasce di potenza dell'impianto, le tariffe variano in base al livello di "integrazione" dell'impianto. Sono previsti tre livelli di integrazione:
• impianto integrato (tariffa più alta)
• impianto parzialmente integrato (tariffa intermedia)
• impianto non integrato (tariffa più bassa)
A seguito delle disposizioni di legge, il GSE, Gestore Servizi Elettrici ha diffuso una "Guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento dell'integrazione architettonica del fotovoltaico".
Il pdf della guida è scaricabile dal menu di destra.
Integrazione architettonica parziale: tipologie previste
Tipologia specifica 1
Il Decreto la definisce così: Moduli fotovoltaici installati su tetti piani e terrazze di edifici e fabbricati. Qualora sia presente una balaustra perimetrale, la quota massima, riferita all'asse mediano dei moduli fotovoltaici, deve risultare non superiore all'altezza minima della stessa balaustra.
Questa tipologia comprende l'installazione dei pannelli sui tetti piani (solai orizzontali non abitabili) e le terrazze (superfici piane di copertura utilizzabili e praticabili). Poiché per le latitudini italiane l'inclinazione ottimale dei pannelli varia dai 29 ai 33°, i pannelli vengono montati su supporti metallici che ne garantiscono l'inclinazione.
Se esistono elementi perimetrali (cornicioni, balaustre, ringhiere) alti al massimo 50 cm da terra (CASO 1), l'integrazione parziale viene riconosciuta senza limitazioni di altezza del supporto dei moduli. Se gli elementi perimetrali sono più alti di 50 cm (CASO 2) , il modulo o la schiera di moduli non può sporgere per più della metà dalla porzione più bassa dell'elemento perimetrale.
Esempi e schemi sono riportati nella guida pubblicata dal GSE.
Tipologia specifica 2
Il Decreto la definisce così: Moduli fotovoltaici installati su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d'appoggio stesse.
Questa tipologia comprende l'applicazione dei pannelli che mantengono la stessa pendenza del tetto, della facciata ecc., senza sostituzione dei materiali che li compongono (tegole, rivestimenti ecc.). Il loro spessore deve essere ridotto al minimo indispensabile, e comunque non deve sporgere rispetto alla falda di copertura.
Tipologia specifica 3
Il Decreto la definisce così: Moduli fotovoltaici installati su elementi di arredo urbano, barriere acustiche, pensiline, pergole e tettoie in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d'appoggio stesse.
Questa tipologia si riferisce agli elementi di arredo urbano e riconosce come caso particolare, tra gli elementi elencati, anche l'installazione di moduli fotovoltaici su serre. L'integrazione parziale viene riconosciuta solo se l'applicazione dei pannelli avviene in modo complanare alla superficie di appoggio, con spessori ridotti e in modo coerente con la funzione dell'elemento di arredo.
Integrazione architettonica totale: tipologie previste
Tipologia specifica 1
Il Decreto la definisce così: Sostituzione dei materiali di rivestimento di tetti, coperture, facciate di edifici e fabbricati con moduli fotovoltaici aventi la medesima inclinazione e funzionalità architettonica della superficie rivestita.
Questa tipologia riguarda l'installazione di elementi fotovoltaici che vadano a sostituire parte dell'involucro dell'edificio, quindi indifferentemente coperture o facciate. La condizione affinché venga riconosciuta questa tipologia di integrazione è che gli elementi fotovoltaici sostituiscano parzialmente o totalmente i materiali di rivestimento della parte di involucro che coprono. L'integrazione deve essere ottimale sia dal punto di vista estetico che tecnologico, quindi l'intervento deve essere effettuato in armonia con le altre parti dell'involucro e progettando in modo adeguato tutti i punti di raccordo tra i pannelli e l'elemento di involucro sottostante.
Per l'installazione dei pannelli in copertura vengono distinti tre casi:
• Caso 1: i moduli coprono una porzione del tetto.
• Caso 2: i moduli coprono la totale superficie del tetto.
• Caso 3: realizzazione di soluzioni progettuali industrializzabili per nuovi componenti edilizi fotovoltaici per le coperture civili, industriali o commerciali.
Esempi e schemi sono riportati nella guida pubblicata dal GSE.
Tipologia specifica 2
Il Decreto la definisce così: Pensiline, pergole e tettoie in cui la struttura di copertura sia costituita dai moduli fotovoltaici e dai relativi sistemi di supporto.
Rientrano in questa tipologia gli elementi di ombreggiamento che integrino pannelli fotovoltaici fin dalla fase progettuale. Il decreto spiega che saranno privilegiate le pergole, pensiline o tettoie in cui l'inserimento del fotovoltaico è un elemento che aumenta il pregio estetico, oltre che energetico, dell'elemento di ombreggiamento.
Tipologia specifica 3
Il Decreto la definisce così: Porzioni della copertura di edifici in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano il materiale trasparente o semitrasparente atto a permettere l'illuminamento naturale di uno o più vani interni.
Questa tipologia riguarda la sostituzione di pannelli trasparenti facenti parte della copertura o della facciata inclinata di un edificio con pannelli fotovoltaici che abbiano un certo grado di trasparenza. Ciò significa che sono ammessi i pannelli vetrati con celle fotovoltaiche opache che siano distanziate tra di loro o i pannelli a film sottile semitrasparenti. Non sono quindi ammessi pannelli interamente opachi.
Tipologia specifica 4
Il Decreto la definisce così: Barriere acustiche in cui parte dei pannelli fonoassorbenti siano sostituiti da moduli fotovoltaici.
Il livello di integrazione viene riconosciuto solo nel caso in cui i pannelli fotovoltaici sostituiscano i pannelli fonoassorbenti della barriera senza comprometterne il buon funzionamento.
Tipologia specifica 5
Il Decreto la definisce così: Elementi di illuminazione in cui la superficie esposta alla radiazione solare degli elementi riflettenti sia costituita da moduli fotovoltaici.
Per elementi di illuminazione si intendono sia i lampioni stradali che le insegne pubblicitarie od elementi simili.
Tipologia specifica 6
Il Decreto la definisce così: Frangisole i cui elementi strutturali siano costituiti dai moduli fotovoltaici e dai relativi sistemi di supporto.
Questo tipo di integrazione viene riconosciuta solo se l'intero sistema di frangisole, posto davanti ad una facciata vetrata, è studiato in modo da nascondere cavi ed elementi elettrici di supporto, ed assolvere al meglio sia la funzione di schermatura solare sia la funzione di produzione energetica.
Per le restanti tipologie riportiamo solo le definizioni, si rimanda al testo del GSE per ulteriori chiarimenti.
Tipologia specifica 7
Balaustre e parapetti in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano gli elementi di rivestimento e copertura.
Tipologia specifica 8
Finestre in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano o integrino le superfici vetrate delle finestre stesse.
Tipologia specifica 9
Persiane in cui i moduli fotovoltaici costituiscano gli elementi strutturali delle persiane.
Tipologia specifica 10
Qualsiasi superficie descritta nelle tipologie precedenti sulla quale i moduli fotovoltaici costituiscano rivestimento o copertura aderente alla superficie stessa.
Quando si può scegliere
Se si decide di installare un impianto fotovoltaico e non si hanno restrizioni particolari sul come e dove installarlo su un edificio , la prima operazione da fare è un'analisi attenta dell'edificio e dell'intorno. I fattori da valutare sono:
• Esposizione: il pannello deve essere rivolto quanto possibile a Sud.
• Inclinazione: per le latitudini italiane l'inclinazione ottimale varia da 29 a 33° rispetto all'orizzontale.
• Ombre portate: possibilità che l'ombra di edifici, alberature o altri elementi presenti in prossimità del pannello ne ombreggino la superficie.
L'installazione dei pannelli in copertura risulta, quindi, quella la cui inclinazione si avvicina maggiormente all'inclinazione ottimale. Inoltre, nel caso di coperture piane, è generalmente possibile posizionare il pannello secondo l'esposizione migliore, ed è più difficile che vi siano elementi che portino ombre sulla superficie del pannello. Nonostante queste considerazioni è comunque possibile, come illustrato nella guida del GSE, installare pannelli fotovoltaici in condizioni differenti, purché si metta in conto una perdita di resa del sistema, che è in genere proporzionale alla differenza tra l'inclinazione reale del pannello e quella ottimale.
L'integrazione dal punto di vista costruttivo
L'integrazione architettonica di un pannello fotovoltaico è, quindi, un obiettivo raggiungibile in diversi modi e con diversi livelli.
Per i nuovi edifici i progettisti possono disporre di un'ampia gamma di prodotti, che consentono di utilizzare il fotovoltaico ed il solare termico come se fossero parte del linguaggio architettonico, la cui presenza e funzione viene apertamente dichiarata.
Un requisito importante per ottenere il riconoscimento dell'integrazione architettonica è che l'impianto sia integrato sia dal punto di vista estetico, deve cioè essere armoniosamente inserito nell'involucro dell'edificio, che dal punto di vista tecnologico, cioè gli elementi di connessione e gli elementi tecnici necessari al funzionamento dell'impianto devono essere inclusi nell'involucro e nascosti alla vista.
È quindi facile comprendere che sarà più semplice progettare e realizzare l'inserimento di un pannello solare nell'involucro di un edificio se questo viene previsto fin dalla fase di progetto, quando è ancora possibile stabilire come i pannelli siano ancorati all'involucro, in che modo siano realizzati tutti gli elementi di raccordo, dove far passare le canalizzazioni per i cavi e così via.
Per gli edifici esistenti il raggiungimento di buoni livelli di integrazione è più complesso, ma se l'edificio è ben esposto e non ci sono elementi la cui ombra possa interferire con il funzionamento del pannello, si possono comunque avere buoni risultati ed ottenere le premialità derivanti dall'integrazione parziale o totale.
Come spiega il GSE anche un intervento di semplice sovrapposizione dei pannelli su una copertura può ottenere il riconoscimento dell'integrazione architettonica, che può essere parziale o totale a seconda che i pannelli siano solo sovrapposti alla copertura o che ne sostituiscano in parte il rivestimento.
Elemento importante dal punto di vista tecnico è che la realizzazione dell'impianto deve prevedere che le parti tecniche (cavi e quant'altro) siano nascoste alla vista, quindi devono essere previste canalizzazioni adeguate, e che l'installazione dell'impianto non pregiudichi il buon funzionamento dell'involucro. Questo significa che, specialmente nel caso in cui si vada a sostituire parte del materiale di rivestimento con dei moduli fotovoltaici, gli elementi di giunzione devono essere ben progettati, in modo da non pregiudicare le capacità isolanti e di tenuta all'infiltrazione degli agenti atmosferici dell'involucro dell'edificio.
Una nota
Per integrazione architettonica si intende, quindi, sia il caso in cui il modulo fotovoltaico sostituisca totalmente o parzialmente il materiale superficiale dell'involucro dell'edificio, sia il caso in cui sia solamente sovrapposto alla superficie esterna ponendosi come uno "strato di finitura" della stessa.
Questo ragionamento può essere applicato anche alla progettazione e installazione di pannelli solari termici, per rispondere alle richieste di integrazione architettonica di alcuni regolamenti edilizi comunali e delle Soprintendenze locali nel caso si intervenga su edifici presenti nei centri storici o edifici vincolati. Anche in questo caso saranno valide le indicazioni di carattere visivo e costruttivo, ciò significa che i pannelli dovranno essere installati in modo armonico con l'edificio oggetto dell'intervento, e che tutti i sistemi tecnologici di supporto (cavi, tubi e serbatoi) dovranno essere posizionati in modo ottimale senza pregiudicare il pregio estetico dell'edificio.
• Guida GSE Integrazione architettonica del fotovoltaico
• Il solare fotovoltaico
In Nextville (Energie rinnovabili)
• Il Conto energia
in Nextville (Incentivi e agevolazioni)
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