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Conto energia

fino al 31 dicembre 2010

Il meccanismo e le tariffe del Conto energia in vigore fino al 31 dicembre 2010
Questa è un una pagina dell'Archivio di Nextville. Quanto in essa contenuto non è più in vigore.
Il meccanismo del Conto energia consiste di due elementi fondamentali:

• l'attribuzione di una tariffa incentivante per tutta l'energia prodotta dall'impianto e
 
• la scelta tra due regimi di produzione/utilizzo dell'energia prodotta, a seconda della propria convenienza e della taglia dell'impianto: lo Scambio sul posto o la vendita alla rete, in particolare nella forma del Ritiro dedicato.
 
L’incentivo, nella sua forma attuale, è attivo dal settembre 2005, è stato profondamente modificato nel 2007 ed è in vigore fino al 31 dicembre 2010.

Il Conto energia è stato introdotto dalla Direttiva 2001/77/CE, recepita in Italia dal Dlgs 387/2003. Il Decreto attuativo del 28 luglio 2005 ne ha fissato i tempi e i termini di applicazione, mentre la delibera 188/05 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ha stabilito i modi di erogazione degli incentivi. 
Con il Dm 19 febbraio 2007 sono state introdotte importanti modifiche, rese a loro volta operative dalla delibera 90/07 dell’AEEG. Il Dm 6 agosto 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 agosto 2010, ha riformulato il meccanismo e le tariffe a partire dal 1° gennaio 2011.

Beneficiari del Conto energia

 2010

Possono beneficiare del Conto energia i seguenti “soggetti responsabili dell’impianto”:

• persone fisiche

• persone giuridiche

• soggetti pubblici e enti non commerciali

• condomini


Limiti e soglie di potenza incentivabile

Non esistono limiti alla potenza incentivabile - con le tariffe - per singolo impianto. Dunque tutta l'energia prodotta ha diritto alle tariffe incentivanti, qualunque sia la taglia dell'impianto e la sua produzione.
Invece esiste una soglia massima per accedere allo Scambio sul posto: la potenza di picco fino a 200 kW. Oltre questa taglia, è obbligatorio accedere al Ritiro dedicato (vedi menu di sinistra).

 
L'incentivo "tariffa": tempi dell'agevolazione, costanza della tariffa

L'incentivo consiste nel riconoscimento, da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), di una tariffa incentivante per ogni kWh elettrico prodotto dall'impianto. Si ha diritto all'incentivo su tutta l'energia prodotta, compresa quella autoconsumata e indipendentemente dalla soluzione che si sceglie per l'utilizzo della stessa (Scambio sul posto o Ritiro dedicato).

Nota bene: le tariffe non vengono corrisposte agli impianti per la cui realizzazione sono stati concessi incentivi pubblici in conto capitale*, se questi eccedono il 20% dell'investimento. C'è una eccezione a questo limite: è quella in cui il soggetto responsabile dell'impianto è una scuola pubblica o paritaria oppure una struttura sanitaria pubblica. In questi casi, l'incentivo può essere superiore al 20% del costo dell'investimento.

* Per incentivi pubblici si intendono quelli degli Enti Locali (comuni, province, regioni), quelli nazionali e quelli comunitari. Per incentivi in conto capitale si intendono i finanziamenti a fondo perduto.

Le tariffe incentivanti (diverse per le diverse fasce di potenza) sono erogate per un periodo di 20 anni e rimangono costanti.
O per chiarire meglio: rimangono invariate rispetto al singolo beneficiario: questi avrà a disposizione sempre la stessa tariffa per tutto il periodo, senza ritocchi dovuti all'inflazione, ma anche senza diminuzioni se il sistema tariffario di base varia.
 

Tipologia dell'impianto: il livello di integrazione architettonica
 
All'interno delle diverse fasce di potenza (vedi punti successivi), le tariffe variano a seconda del livello di "integrazione architettonica" dell'impianto.

Sono previste tre tipologie:
impianto integrato (tariffa più alta)
impianto parzialmente integrato (tariffa intermedia)
impianto non integrato (tariffa più bassa)

Si considerano "non integrati" gli impianti che non sono studiati per armonizzarsi architettonicamente con un edificio, "parzialmente integrati" quelli che lo sono in parte, "integrati" quelli che sono parte inscindibile della costruzione. La legge norma con precisione quali casi ricadono nella totale o parziale integrazione (vedi "Integrazione architettonica del fotovoltaico" nel menu di destra).

Incentivi differenziati per taglia

Sono incentivati con tariffe diverse gli impianti con potenza di picco: 

• da 1 a 3 kW

• da 3 a 20 kW

• oltre i 20 kW
 

Tariffe riservate agli impianti fino a 3 kW

Agli impianti tra 1 e 3 kW che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2010, il Conto energia assicura una tariffa incentivante che è molto superiore al prezzo di mercato dell'energia elettrica.  Ecco i valori in Euro per kWh prodotto:

Potenza nominale
impianto

Non integrato
Parzialmente
integrato

Integrato
(kWp) 1 - 3
Euro 0,384 Euro 0,422 Euro 0,470
 

Tariffe riservate agli impianti tra 3 e 20 kW

Agli impianti tra 3 e 20 kW che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2010, il Conto energia assicura l'erogazione di una tariffa incentivante che è di poco superiore al prezzo di mercato dell'energia elettrica.  Ecco i valori in Euro per kWh prodotto:

Potenza nominale
impianto

Non integrato
Parzialmente
integrato

Integrato
(kWp) 3 - 20
Euro 0,365 Euro 0,403 Euro 0,442

 

Tariffe riservate agli impianti oltre i 20 kW

Agli impianti oltre i 20 kW che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2010, il Conto energia riserva le seguenti tariffe (Euro per kWh prodotto):

Potenza nominale
impianto

Non integrato
Parzialmente
integrato

Integrato
(kWp) > 20
Euro 0,346 Euro 0,384 Euro 0,422

 

Incrementi tariffari e "premi"

Hanno diritto ad una ulteriore premialità (maggiorazione del 5% della tariffa di riferimento):

• gli impianti integrati in edifici, fabbricati e stutture a destinazione agricola, se sostituiscono coperture in eternit o contenenti amianto;
• gli impianti il cui soggetto responsabile è una scuola pubblica/paritaria o una struttura sanitaria pubblica; 
• gli impianti i cui soggetti responsabili siano Enti locali con popolazione residente inferiore ai 5.000 abitanti.

Premialità particolari
Enti locali

Gli Enti locali hanno diritto alla massima tariffa (impianti integrati), anche se i loro impianti non lo sono.

Nota bene: la Legge 23 luglio 2009, n. 99, consente ai comuni di “...destinare aree appartenenti al proprio patrimonio disponibile alla realizzazione degli impianti per l’erogazione in “conto energia” e dei servizi di “scambio sul posto” dell’energia elettrica prodotta, da cedere a privati cittadini che intendono accedere agli incentivi in “conto energia” e sottoscrivere contratti di scambio energetico con il gestore della rete.

Premio per l'efficienza energetica degli edifici (solo in regime di Scambio sul posto)

Il Dm 6 agosto 2010 ("Conto energia 2011"), con l'art. 20 ha significativamente modificato il Dm 19 febbraio 2007 nella parte relativa al premio per l'efficienza energetica degli edifici. Tali modifiche sono dovute all'uscita del Dpr 2 aprile 2009, n. 59 "Rendimento energetico in edilizia", attuativo del dlgs 192/2005, che ha previsto tra l'altro per la prima volta un riferimento alla prestazione energetica degli edifici per il raffrescamento estivo.

Riportiamo qui di seguito i nuovi requisiti richiesti a tutti gli impianti che, a partire dal 25 agosto 2010 (data di entrata in vigore del Dm 6 agosto 2010) ed entro il 31 dicembre 2010, intendono accedere al meccanismo del Conto energia beneficiando contestualmente del premio.

Se si è scelto il regime di Scambio sul posto (condizione essenziale), si ha diritto ad un premio quando si effettuano interventi di efficientamento energetico dell'edificio o unità immobiliare, con certi risultati. E cioè se si ottiene una diminuzione di almeno il 10% nell'indice di prestazione energetica sia invernale che estiva.

Attenzione però: è necessario dotarsi di un Attestato di certificazione prima e dopo l'intervento, per dimostrare il risultato ottenuto.

In pratica:
1. Il soggetto responsabile dell'impianto si dota di un attestato di certificazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare su cui è ubicato l'impianto, che comprende l'indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche
2. Il soggetto responsabile dell'impianto effettua interventi sull'involucro edilizio (tra quelli individuati nell'attestato di certificazione energetica) che ottengono una riduzione di almeno il 10% di entrambi gli indici di prestazione energetica estiva e invernale dell'intero edificio o dell'unità immobiliare, rispetto ai medesimi indici così come individuati nell'attestato di certificazione;
3. Il soggetto responsabile dell'impianto si dota infine di una nuova certificazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare, che dimostri come l'avvenuta esecuzione degli interventi abbia conseguito una riduzione del fabbisogno di energia, rispetto a quello individuato nella certificazione energetica di cui al punto 1).

Solo dopo gli interventi, dunque, si inoltra al GSE la domanda per il riconoscimento del premio allegando le  due certificazioni energetiche.
 
Calcolo del premio

Il premio decorre dall'anno successivo alla data di ricevimento della richiesta, ed è calcolato come maggiorazione percentuale della tariffa base. Questo aumento percentuale è pari alla metà della percentuale di riduzione ottenuta, e comunque non superiore al 30%.
 
Ci sono poi dei casi speciali:
 
• se si ottiene una ulteriore riduzione di almeno il 10% di entrambi gli indici di prestazione energetica estiva e invernale dell'edificio o dell'unità immobiliare (sempre effettuati con il doppio Attestato di certificazione), si ha diritto ad un ulteriore premio tariffario. In questo caso il premio viene determinato facendo riferimento alla somma di entrambe le riduzioni percentuali, fermo restando il limite del 30%.

• se si interviene su edifici di nuova costruzione, per i quali il titolo edilizio è stato ottenuto dopo l'entrata in vigore del decreto Dm 6 agosto 2010, è possibile ottenere una maggiorazione del 30% della tariffa di riferimento. In questo caso  è però necessario conseguire una riduzione della prestazione energetica per il raffrescamento estivo di almeno il 50% rispetto ai valori minimi prescritti dal Dpr 59/2009 (articolo 4, comma 3). Tali prestazioni devono essere riportate nell'Attestato di certificazione energetica.

Per gli edifici parzialmente climatizzati, la produzione dell'impianto fotovoltaico che può accedere al premio "è quella riferibile all'impianto o porzione di impianto che sottende l'equivalente della superficie utile climatizzata".


Maggiorazione autoconsumo impianti "non integrati"

Gli impianti oltre i 3 kW della categoria "non integrati", hanno diritto alla maggiorazione del 5% della tariffa incentivante se il soggetto responsabile autoconsuma almeno il 70% dell'energia prodotta e viene qualificato come "autoproduttore".

Il Dl 16 marzo 1999 definisce "autoproduttore" la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% su base annua.
Gli utilizzatori, nel caso di società, possono essere – oltre alla società medesima – anche:
• le società controllate, e le società a loro volta da queste controllate,
• i soci di società cooperative di produzione e distribuzione di energia elettrica,
• gli appartenenti a consorzi o società consortili per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Per stabilire se al soggetto responsabile dell'impianto spetti per un certo anno la qualifica di autoproduttore, si confronta l'energia complessiva prodotta dall'impianto con quella autoconsumata nello stesso periodo.
Il caso più semplice è quello in cui produzione e consumo avvengono nello stesso sito: il GSE stesso verifica l'energia prodotta e l'energia consumata. Nel caso in cui i consumi avvengono in luoghi diversi dal sito di produzione, è necessario contattare il GSE per stabilire una pratica di controllo.
 
Attenzione: gli impianti di potenza superiore ai 20 kW, che scelgono la vendita parziale dell'elettricità alla rete (quindi con autoconsumo), è obbligatorio qualificarsi come "officina elettrica", presentando apposito denuncia all'Ufficio Tecnico di Finanza (UTF) o Agenzia delle Dogane (vedi voce nel menu di destra).
La soglia dei 20 kW sale a 30 kW nel caso di impianti situati in zone montane.

Nel caso invece venga immessa in rete tutta l'elettricità prodotta (quindi senza autoconsumo), si possono semplicemente comunicare le caratteristiche dell'impianto all'Ufficio Tecnico di Finanza, in deroga all'obbligo di denuncia di apertura di officina elettrica.

Gestore del Conto energia

Il Conto energia è interamente gestito dal GSE (Gestore Servizi Energetici). A questo ente è affidato il compito di riconoscere gli incentivi, di controllare gli impianti e le quantità prodotte e di erogare le tariffe incentivanti.

Procedure Conto energia 2010

Per conoscere tutti gli aspetti procedurali, indispensabili per l'accesso all'incentivo, si veda la voce corrispondente nel menu di destra.

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