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Regione Umbria, iter autorizzatori

PAS (Procedura abilitativa semplificata)

Quando è sufficiente la PAS per l'autorizzazione degli impianti FER in Umbria

Vai ai paragrafi:
Ente competente e oneri
Dichiarazione Pas e allegati
Silenzio assenso
Altre autorizzazioni
La scheda di monitoraggio della produzione di energia (disposizione regionale)
PAS per 'opere connesse' e 'opere di rifacimento'
Le soglie di riferimento
La PAS fonte per fonte
Validità temporale della PAS
Certificato di collaudo finale
Sanzioni

Il Dlgs 3 marzo 2011, n. 28 di recepimento della direttiva 2009/28/Ce, ribadisce che per gli impianti che non superano le soglie della Tabella A, allegata al Dlgs 387/2003 (cioè per tutti gli impianti per i quali non è obbligatoria l'Autorizzazione unica), è sufficiente una procedura semplificata.

Tale procedura semplificata, fino alla data di entrata in vigore del Dlgs era rappresentata dalla DIA o dalla SCIA. Essa è stata completamente sostituita dalla Procedura abilitativa semplificata (PAS).

Nota bene: è possibile che non tutti i Comuni siano già attrezzati a ricevere e seguire le PAS. In linea di massima essi potrebbero richiedere ancora la DIA, che comunque non differisce sostanzialmente dalla PAS. È comunque sempre consigliabile rivolgersi direttamente al Comune di competenza per avere informazioni al proposito.

Il Dlgs rinnovabili 28/2011 stabilisce che la PAS si applica a tutti gli interventi indicati nei paragrafi 11 e 12 delle Linee guida, cioè quegli interventi soggetti fino al 29 marzo 2011 alla Denuncia di inizio attività.

>> si vedano più sotto i punti Le soglie di riferimento e La PAS fonte per fonte

Il ricorso alla PAS è precluso al proponente che non ha titolo sulle aree o sui beni interessati dalle opere e dalle infrastrutture connesse.
 In questo caso il progetto va in Autorizzazione unica (punto 11.4 delle Linee guida).

Attenzione: ai sensi del regolamento regionale 29 luglio 2011, n. 7 (articolo 3, comma 5) gli impianti a fonti rinnovabili per i quali è previsto lo screening o la VIA sono comunque soggetti ad autorizzazione unica anche se hanno soglie per le quali è prevista la PAS.

 >> per approfondimenti si veda la voce Documentazione tecnica in Autorizzazione unica, nel menu di sinistra.

 

Opzione tra PAS e Autorizzazione unica

Ai sensi delle Linee guida nazionali (punto 11.1), nel rispetto del principio di non aggravamento del procedimento amministrativo, il proponente ha la possibilità di scegliere il procedimento di Autorizzazione unica invece della PAS.

 

Ente competente e oneri

L’Ente territoriale competente per la PAS è il Comune dove si effettuano gli interventi.

Il regolamento regionale 29 luglio 2011, n. 7 ha fissato gli oneri istruttori a carico del proponente per la PAS in misura pari a:

• 0,015% delle spese complessive di investimento relative all'installazione di impianti da fonte rinnovabile con capacità di generazione non superiore a 500 kW;

• 0,020% delle spese complessive di investimento relative all'installazione di impianti con capacità di generazione superiore a 500 kW.

Attenzione: sebbene il regolamento indichi tali soglie, è chiaro che non essendo prevista dalle regole regionali una PAS per impianti sopra i 500 kW (tranne nel caso di impianti a bionassa in cogenerazione che non ricadano in aree tutelate) si dovrà fare riferimento essenzialmente al primo dei due valori.

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Dichiarazione PAS e allegati

Almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori, il proprietario dell'immobile o chi ha la disponibilità sugli immobili interessati dall'impianto e dalle opere connesse, presenta al Comune una dichiarazione accompagnata da:

• una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali. La relazione deve attestare la compatibilità e non contrarietà del progetto con i piani regolatori e i regolamenti edilizi comunali, nonchè il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie.

Alla dichiarazione vanno allegati anche gli elaborati tecnici per la connessione redatti dal gestore di rete.

• eventuali atti di assenso relativi alle materie "patrimonio culturale e paesaggistico," "ambiente", "difesa nazionale" "pubblica sicurezza e l'immigrazione" "salute e la pubblica incolumità" (comma 4, articolo 20, legge 241/1990).

>> Vedi più sotto il paragrafo "Altre autorizzazioni"

Modulistica

La Regione Umbria, con Dgr 6 dicembre 2011, n. 1466 ha approvato i modelli di PAS, suddivisi per fonte, che il proponente deve utilizzare.

>> Per visualizzare i modelli vedi le corrispondenti voci del menu di destra

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Silenzio assenso

La PAS segue il meccanismo del silenzio-assenso: se non si ricevono notizie dalla Pubblica Amministrazione competente entro 30 giorni, calcolati dalla data di presentazione della dichiarazione – al netto delle eventuali sospensioni  – vi è autorizzazione implicita alla esecuzione dei lavori e dunque essi possono essere avviati. 

Nota bene: l'autorizzazione, seppure implicita, costituisce un vero e proprio provvedimento amministrativo.

Il termine di 30 giorni previsto per la PAS è sospeso fino a che non sono acquisiti tutti gli atti di assenso necessari. Oppure, in caso di inerzia degli Enti, finché il Comune non esercita il potere sostitutivo nei confronti dell'Ente inadempiente o non adotta comunque il provvedimento finale (articolo 14-ter, comma 6-bis, legge 241/1990).

Se entro i 30 giorni il Comune dovesse riscontrare l'assenza di una o più delle condizioni previste, all'interessato viene notificato l'ordine di non effettuare l'intervento. In caso di falsa attestazione da parte del progettista abilitato, il Comune informa l'Autorità giudiziaria e il Consiglio dell'ordine di appartenenza. È comunque fatta salva la possibilità di ripresentare la dichiarazione, "con le modifiche o le integrazioni necessarie per reenderla conforme alla normativa urbanistica ed edilizia".

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Altre autorizzazioni

Nell'ambito del progetto posso essere richiesti anche altri "atti di assenso", come autorizzazioni ambientali, paesaggistiche, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità.

Tra le autorizzazioni che possono essere richieste insieme alla PAS, ricordiamo in particolare importanti autorizzazioni ambientali come la Valutazione di incidenza, la  Verifica di assoggettabilità alla VIA e la VIA, l'autorizzazione paesaggistica. Inoltre, il nulla osta alla realizzazione di linee elettriche e tubature, rilasciato dal Ministero dello sviluppo economico, per realizzare la linea elettrica di collegamento dell'impianto o nel caso di idroelettrico, per le tubature.

Queste ulteriori autorizzazioni possono non essere allegate alla dichiarazione se sono di competenza comunale o di competenza di altre amministrazioni pubbliche. In questi casi:

• Se gli atti sono di competenza comunale, il Comune provvede a renderli tempestivamente e comunque entro il termine relativo ai singoli provvedimenti. Se il Comune non rispetta i termini, l'interessato può tutelarsi contro l'inerzia della pubblica amministrazione con il "ricorso avverso il silenzio" (articolo 117, Dlgs n. 104/2010).

• Se invece le autorizzazioni richieste sono di competenza di amministrazioni diverse da quella comunale, il Comune deve provvedere ad acquisirli d'ufficio oppure convocare una Conferenza dei servizi entro 20 giorni dalla presentazione della dichiarazione.

Il termine dei 30 giorni per iniziare i lavori è sospeso fino a a che le autorizzazioni da allegare alla PAS non sono acquisite, o il Comune non ha comunque concluso motivatamente il procedimento per esaurimento termini, vista l'inerzia degli Enti coinvolti (articolo 14-ter, comma 6-bis, legge 241/1990) o ha esercitato il potere sostitutivo, sostituendosi agli Enti inerti.


Chiarimenti regionali

Con Dgr n. 1432 del 5 dicembre 2016, la Regione Umbria fornisce utili indicazioni per l'uniforme applicazione sul territorio regionale delle procedure semplificate (Autorizzazione unica e Pas) per la costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili.

In particolare, il documento allegato alla delibera specifica e spiega il quadro normativo e i procedimenti amministrativi da seguire, nel caso in cui i procedimenti di Pas o di Autorizzazione unica prevedano la necessità di ottenere uno o più titoli abilitativi di natura ambientale.

Al di là delle diverse possibili casistiche che vengono esaminate nel documento, il principio che ne emerge è molto chiaro: sia nel caso dell’Autorizzazione unica che della Pas, "non si configura l'esigenza di procedimenti accessori ed indipendenti con l'onere di ulteriori istanze formali, ma tutto deve intendersi riconfluito nel medesimo procedimento autorizzatorio (…)".

>> Per ogni ulteriore approfondimento, si veda la voce "Dgr 5 dicembre 2016, n. 1432" nel menu di destra

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La scheda di monitoraggio della produzione di energia (disposizione regionale)

Ai sensi delle disposizioni regionali (Dgr 6 dicembre 2011, n. 1466), alla PAS va allegata anche la dichiarazione con cui il proponente si impegnerà a trasmettere alla Regione per 3 anni solari consecutivi all'installazione dell'impianto una scheda di monitoraggio della produzione di energia elettrica.

La scheda va inviata tramite posta elettronica certificata all'indirizzo: regione.giunta@postacert.umbria.it.

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PAS per 'opere connesse' e 'opere di rifacimento', modifiche agli impianti

Sono realizzabili mediante PAS non solo gli impianti ma anche le eventuali opere per la connessione alla rete elettrica. In questo caso le autorizzazioni, i nulla osta o atti d'assenso comunque denominati, previsti dall'attuale normativa, sono allegati alla PAS.

Sono inoltre soggette a PAS  le opere di rifacimento realizzate sugli impianti fotovoltaici ed eolici esistenti che non comportano variazioni delle dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture e dell’area destinata ad ospitare gli impianti stessi, né delle opere connesse.

Sono infine soggette a PAS le modifiche non sostanziali degli impianti. Il Dlgs 28/2011 affida a un futuro decreto ministeriale l'individuazione delle modifiche sostanziali che quindi saranno sottratte alla PAS e saranno soggette all'autorizzazione unica.

Fino ad allora non sono considerati modifiche sostanziali e sono quindi sottoposti alla PAS:

• gli interventi da realizzare sugli impianti fotovoltaici, idroelettrici ed eolici esistenti, a prescindere dalla potenza nominale, che non comportano variazioni delle dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture e dell'area destinata ad ospitare gli impianti stessi, nè delle opere connesse;

• per gli impianti a biomassa, bioliquidi e biogas, i rifacimenti parziali e quelli totali che non modifichino la potenza termica installata e il combustibile rinnovabile utilizzato.

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Le soglie di riferimento

Le soglie di riferimento da considerare per vedere se un impianto a fonte rinnovabile in Umbria è sottoposto a PAS sono date dalle indicazioni nazionali della Tabella A allegata al Dlgs 387/2003 e dalle norme aggiuntive del regolamento regionale 29 luglio 2011, n. 7 come da ultimo modificato dalla Dgr 23 gennaio 2012, n. 40.

La Tabella che segue è quindi frutto di una sintesi tra le disposizioni nazionali e quelle regionali e indica le soglie al di sotto delle quali è sufficiente la PAS (e in alcuni casi anche la sola Comunicazione al Comune), ai fini dell'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio dell'impianto. 

Attenzione: la tabella ha un valore generale indicativo. Per il dettaglio si veda il parafrafo successivo "La PAS fonte per fonte".

FONTE  SOGLIE   
Eolica
 60 kW (*)
Solare fotovoltaica (impianti a terra)  200 kW (**)
Geotermoelettrica  100 kW
Biomasse  200 kW
Gas di discarica, gas residuati dai processi di  depurazione e biogas 
 250 kW

(*) Sono realizzabili con semplice comunicazione gli impianti eolici fino a 50 kW con altezza al mozzo del rotore pari o inferiore a 8 m e che siano anche in aree di pertinenza degli edifici e realizzati per autoconsumo.

(**) Sono realizzabili con comunicazione al Comune gli impianti FV fino a 20 kW sempre che non ricadano in area vincolata e siano fuori dai centri storici, e gli impianti fino a 50 kW solo se realizzati fuori da aree vincolate e centri storici e siano in aree di pertinenza degli edifici e realizzati per autoconsumo.

I limiti di capacità di generazione e di potenza indicatinelle tabelle sono da intendere come riferiti alla somma delle potenzenominali, per ciascuna fonte, dei singoli impianti di produzioneappartenenti allo stesso soggetto o su cui lo stesso soggetto ha laposizione decisionale dominante, facenti capo al medesimo punto diconnessione alla rete elettrica. 
Per capacità di generazione o potenzadell'impianto si intende la potenza attiva nominale dell'impianto,determinata come somma delle potenze attive nominali dei generatori checostituiscono l'impianto. La potenza attiva nominale di un generatore èla massima potenza attiva determinata moltiplicando la potenza apparente nominale per il fattore di potenza nominale, entrambi riportati sui dati di targa del generatore medesimo.


PAS per impianti fino a 1 MW - Rinvio al successivo paragrafo

Il Dlgs 28/2011 (vigente dal 29 marzo 2011) ha introdotto la possibilità che le Regioni estendano la procedura autorizzativa semplificata (PAS) agli impianti fino a 1 MW.

La Regione Umbria si è mossa in varie direzioni prevedendo procedure semplificate (PAS o Comunicazione) per certe tipologie di impianti che rispondono a determinate condizioni. Non potendo riassumerle in questo paragrafo si rimanda, per approfondimenti al successivo paragrafo, "La PAS fonte per fonte".

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La PAS fonte per fonte

Ecco le indicazioni sull'utilizzo della procedura semplificata fonte per fonte che emerge incrociando le regole nazionali (Dm 10 settembre 2010, Dlgs 28/2011) e il regolamento della Regione Umbria 29 luglio 2011, n. 7.

 

Eolico

Sono realizzabili mediante PAS:

• gli impianti eolici con capacità di generazione non superiore a 60 kW e non ricadenti nei casi in cui è richiesta la sola Comunicazione al Comune.

Ricordiamo che l'installazione sui tetti degli edifici di singoli generatori eolicicon altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro nonsuperiore a 1 metro (articolo 11, comma 3, Dlgs 115/2008) può essere realizzata previa semplice Comunicazione, fatta salva l’applicazionedelle disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004) nei casi previsti.

• l’installazione di torri anemometriche finalizzate alla misurazione temporanea del vento, se la rilevazione è di durata superiore ai 36 mesi.

Le torri devono essere realizzate mediante strutture mobili, semifisse o comunque amovibili, e installate in aree non soggette a vincolo o a tutela, a condizione che vi sia il consenso del proprietario del fondo.  Nel caso in cui la rilevazione duri non più di 36 mesi, e a condizione che entro un mese dalla conclusione il soggetto titolare rimuova leapparecchiature ripristinando lo stato dei luoghi, è sufficiente la Comunicazione al Comune.

• l'installazione di impianti microeolici di potenza fino a 60 kW con altezza al mozzo del rotore pari o inferiore a 18 metri non ricadenti in aree protette ex Dlgs 42/2004 (articolo 136, comma 1, lettere b) e c)), realizzati fuori dai centri storici e rispettando le specifiche di progettazione e i divieti (aree non idonee) regionali (così il regolamento 7/2011 modificato dalla Dgr 40/2012).

I beni citati alle lettere b) e c) dell'articolo 136 del Dlgs 42/2004 sono:
- le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
- i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici.

Nota bene: ai sensi del regolamento regionale 29 luglio 2011, n. 7 è consentito realizzare con Comunicazione al Comune impianti eolici fino a 50 kW a condizione che abbiano altezza al mozzo del rotore pari o inferiore a 8 metri, siano realizzati in aree di pertinenza degli edifici e siano realizzati per fini di autoconsumo. 

 

Fotovoltaico

Sono realizzabili mediante PAS:

• gli impianti fotovoltaici con capacità di generazione da 20 a 200 kWe che non ricadono nei casi in cui è sufficiente la Comunicazione al Comune.

Nota bene: se l'impianto fotovoltaico ricade in aree di interesse agricolo, in "pieno campo", può essere realizzato con PAS solo da imprese agricole.

• gli impianti fotovoltaici (che non ricadono nei casi in cui è sufficiente la Comunicazione al Comune) i cui moduli sono collocati sugli edifici realizzati con tegole fotovoltaiche o altri elementi innovativi, indipendentemente dalla potenza dell'impianto se ricadono in aree vincolate ai sensi del Dlgs 42/2004.

Nota bene: ai sensi delle norme regionali è soggetta a semplice Comunicazione al Comune l'installazione di impianti solari fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici, tettoie, serre e pensiline se NON ricadono in aree vincolate e sono fuori dal centro storico.
Sempre secondo le norme regionali, sono soggetti a Comunicazione al Comune gli impianti fotovoltaici realizzati con tegole fotovoltaiche o altri elementi innovativi se non ricadono in area vincolata ex Dlgs 42/2004.
Secondo le norme nazionali sono soggette a Comunicazione al Comune le realizzazioni di impianti fotovoltaici su edifici o loro pertinenze, aventi capacità di generazione compatibile con lo scambio sul posto e realizzati al di fuori della zona A (centro storico).

Attenzione: ai sensi del regolamento regionale 29 luglio 2011, n. 7, per gli impianti fotovoltaici a terra fino a 50 kW se in aree di pertinenza degli edifici e per fini di autoconsumo è sufficiente la Comunicazione al Comune. Gli impianti non devono comunque ricadere in aree vincolate (Dlgs 42/2004, articolo 136, comma 1, lettere b) e c)) essere realizzati fuori dal centro storico e rispettare i requisiti tecnici previsti dal regolamento 7/2011 e i divieti relativi alle aree non idonee.
I beni citati alle lettere b) e c) dell'articolo 136 del Dlgs 42/2004 sono:
- le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
- i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici.

>> vedi Comunicazione al Comune nel menu di sinistra

 

Biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas

Sono realizzabili mediante PAS:

• gli impianti operanti in assetto cogenerativo e con capacità di generazione da 50 a 1.000 kW elettrici (ovvero 3.000 kW termici) alimentati da biomasse, solide, liquide o gassose, se non ricadono nei casi in cui è sufficiente la Comunicazione al Comune (sotto i 50 kW) e purché non ricadano in aree tutelate (Lr 12/2010).

• gli impianti operanti in assetto cogenerativo e con capacità di generazione fino a 500 kW elettrici alimentati da biomasse solide, liquide o gassose che ricadono in aree tutelate (Lr 12/2010). Per soglie superiori è richiesta l'Autorizzazione unica.

• gli impianti a biomasse, gas di discarica, biogas su edifici con capacità di generazione superiore a 200 kW (sempre che non alterino i volumi, le superfici, le destinazioni d'uso, le parti strutturali dell'edificio, i parametri urbanistici).

• gli impianti a biomassa solida e liquida con capacità di generazione inferiore ai 200 kW.

• gli impianti a gas, gas di discarica e biogas con capacità di generazione inferiore ai 250 kW.

Nota bene: è sufficiente la semplice Comunicazione al Comune per la realizzazione di impianti alimentati da biomasse, gas di discarica e biogas fino a 200 kW, realizzati su edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi, le superfici, le destinazioni d'uso, le parti strutturali dell'edificio, i parametri urbanistici.

>> vedi Comunicazione al Comune nel menu di sinistra

 

Biometano

Intervenendo sul Dlgs 28/2011, il decreto legge 91/2014 - convertito in legge n. 116/2014 - ha chiarito il regime autorizzativo degli impianti a biometano, specificando che la PAS si applica:

• ai nuovi impianti di produzione di biometano di capacità produttiva non superiore a 500 standard metri cubi/ora;

• alle opere di modifica e agli interventi di parziale o completa riconversione alla produzione di biometano di impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione, che non comportano aumento e variazione delle matrici biologiche in ingresso.

Attenzione: in tutti i casi diversi da quelli sopra elencati, l'impianto di biometano va autorizzato mediante il procedimento di Autorizzazione unica.

 

Idroelettrico (norme regionali)

Ai sensi delle norme regionali (regolamento 7/2011, come modificato dalla Dgr 40/2012), sono realizzabili con PAS impianti idroelettrici fino a 100 kW.

Nota bene: la modifica apportata dalla Dgr 40/2012 corregge il contrasto con le Linee guida nazionali che era presente prima della modifica del 2012.

Ricordiamo che ai sensi delle norme regionali sono realizzabili con Comunicazione al Comune gli impianti idroelettrici fino a 100 kW da realizzare in edifici esistenti (purché non alterino i volumi, le superfici, le destinazioni d'uso, le parti strutturali dell'edificio, i parametri urbanistici).
 

Nota bene: questo dettato è in contrasto con le Linee guida nazionali, che per la stessa tipologia di impianti indicano un limite di potenza compatibile con lo Scambio sul posto (quindi fino a 200 kW).

 

Geotermoelettrico (norme regionali)

Sono assoggettati alla Procedura abilitativa semplificata gli impianti geotermoelettrici alimentati da fonte idraulica fino a 100 kW.

 

Piccole utilizzazioni locali (PUL)

Sono assoggetate a PAS anche le piccole utilizzazioni locali geotermiche (PUL), qualora il prelievo e la restituzione delle acque sotterranee restino confinati nell'ambito della falda superficiale e fermi restando gli oneri per l'utilizzo delle acque pubbliche stabiliti dalla normativa vigente (dove applicabili).

Tale disposizioni è stata introdotta dall'articolo 51, comma 3-decies, del decreto "Agosto" (Dl 14 agosto 2020, n. 104).

Le piccole utilizzazioni locali che possono essere autorizzate con PAS sono così definite dalla norma di riferimento (Dlgs 22/2010):
"(...) Sono piccole utilizzazioni locali di calore geotermico quelle per le quali sono soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni:
a) consentono la realizzazione di impianti di potenza inferiore a 2 MW termici, ottenibili dal fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi;
b) ottenute mediante l'esecuzione di pozzi di profondità fino a 400 metri per ricerca, estrazione e utilizzazione di fluidi geotermici o acque calde, comprese quelle sgorganti da sorgenti per potenza termica complessiva non superiore a 1.000 kW termici, anche per eventuale produzione di energia elettrica con impianti a ciclo binario ad emissione nulla."

 

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Validità temporale della PAS

Entro 3 anni dall'ottenimento della PAS, la realizzazione dell'intervento deve essere completata. Le parti eventualmente non ultimatedell'intervento devono essere sottoposte a una nuova dichiarazione. In ogni caso, l'interessato deve comunicare al Comune la data diultimazione dei lavori.

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Certificato di collaudo finale

Una volta ultimati i lavori, il progettista o tecnico abilitato rilasciaun certificato di collaudo finale.  Con il certificato, che deve esseretrasmesso al Comune, si attesta la conformità dell'opera al progettopresentato con la dichiarazione. Al Comune va inoltre trasmessa laricevuta dell'avvenuta presentazione della variazione catastale conseguente alle opere realizzate oppure una dichiarazione che le operenon hanno comportato alcuna modificazione al classamento catastale.

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Sanzioni

Il Dlgs rinnovabili n. 28/2011 ha introdotto delle sanzioni per l'esecuzione di interventi in assenza di PAS o in difformità rispetto a quanto dichiarato nella PAS.
•  sanzione da 500 a 30.000 euro a carico di chi realizza un impianto senza avere presentato la PAS o in difformità da quanto previsto nella PAS. Colpiti in solido il proprietario dell'impianto, l'esecutore delle opere e il direttore dei lavori.
•  sanzione pari ad un terzo di un valore compreso tra 1.000 e 30.000 euro, e comunque non inferiore a 300 euro, per violazione di una o più prescrizioni contenute nella PAS o negli "atti di assenso" che accompagnano la PAS (autorizzazioni ambientali, paesaggistiche, ecc.). Sempre a carico del proprietario dell'impianto, l'esecutore delle opere e il direttore dei lavori.

Ai sensi del regolamento regionale 29 luglio 2011, n. 7, competenti a irrogare le sanzioni previste dal Dlgs 28/2011 sono i Comuni.

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