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Detrazioni fiscali 50% (ex 36%)

Detrazione 50% (ex 36%) costruttori

Le detrazioni per interventi su interi fabbricati, a favore degli acquirenti delle unità immobiliari

La Legge di bilancio 2020 (Legge 160/2019) ha disposto l'ennesima proroga di un anno (al 31 dicembre 2020) delle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

>> Per l’inquadramento del meccanismo generale si veda la voce "Detrazioni ristrutturazioni edilizie" nel menu di sinistra

Detrazione 50% ristrutturazione interi fabbricati venduti entro 18 mesi

Il TUIR (Testo Unico Imposte sul Reddito), all’articolo 16-bis comma 3 elenca, tra gli altri interventi che godono della detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie, il caso di "restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro diciotto mesi dalla data di termine dei lavori alla alienazione o assegnazione dell'immobile".

Attenzione: è stata la Legge di stabilità 2015 a modificare l'articolo 16-bis comma 3 del TUIR, innalzando da 6 a 18 mesi il termine massimo per l’alienazione o assegnazione dell’immobile.


Beneficiari e calcolo delle spese

La detrazione spetta all’acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari.

Poiché sarebbe complesso determinare i costi subiti dalle imprese di costruzione per ogni singola unità immobiliare, la modalità di valutazione di tali spese viene indicata direttamente dal testo di legge: sono pari al 25% del prezzo dell'unità immobiliare risultante nell'atto pubblico di compravendita o di assegnazione. Il tetto massimo della detrazione è comunque quello in vigore per tutta questa categoria, cioè 96.000 euro.


Esempio di calcolo della detrazione

Il 15 gennaio 2015 un contribuente acquista un’abitazione al prezzo di 200.000 euro. Il costo forfetario di ristrutturazione si assume pari a: 25% di 200.000 euro = 50.000 euro.

Essendo questo importo inferiore al limite di 96.000 euro, la detrazione potrà essere calcolata sull’intera cifra.

Pertanto, la detrazione (da ripartire in 10 anni) è pari a:

50% di 50.000 euro = 25.000 euro

Per ogni anno si potrà quindi fruire di 2.500 euro di detrazione.

Il limite massimo di spesa ammissibile (96.000 euro) deve essere riferito alla singola unità abitativa e non al numero di persone che partecipano alla spesa. Di conseguenza, questo importo va suddiviso tra tutte le persone aventi diritto all’agevolazione.


Sì al Bonus mobili ed elettrodomestici

Per molto tempo non è risultato chiaro se e come fosse utilizzabile il cosiddetto "Bonus mobili ed elettrodomestici" (vedi menu di sinistra) in questa particolare forma di detraibilità.

Tale dubbio è stato completamente dipanato dall'Agenzia delle entrate nella Circolare 13 giugno 2016, n. 27/E.

Infatti nella Circolare viene esplitato che, tra gli interventi edilizi che costituiscono il presupposto per il Bonus mobili, vi sono anche "anche gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, di cui alle lettere c) e d) dell'art. 3 del Dpr n. 380 del 2001, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile".

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